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Notizie Varie

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Tragedia aerea della Besurica, il ricordo delle vittime

Commemorazione 13



Nel quindicesimo anniversario della tragedia aerea che coinvolse il cargo C130 di Air Algerie precipitato alla periferia di Piacenza il 13 agosto 2006, non è mancato il consueto omaggio che l’Amministrazione comunale tributa al comandante Abdou Mohamed, al co-pilota Mohamed Tayeb Bederina e al tecnico di bordo Moustafa Khadid, deponendo un mazzo di fiori presso la stele commemorativa in via Marzioli, alla Besurica.
E nel cuore del quartiere, come sempre, don Franco Capelli, alla guida della parrocchia di San Vittore, ha celebrato la   messa a ricordo delle vittime. 
“Piccoli gesti simbolici – sottolinea la Baio – che assumono per noi un significato molto importante, come occasione per rinnovare l’abbraccio ideale della cittadinanza ai familiari delle vittime cui ci sentiamo profondamente vicini. Piacenza non dimentica e rivolge loro un pensiero carico d’affetto, così come saremo sempre riconoscenti agli operatori e volontari del soccorso, della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e di tutte le Forze dell’ordine che quella sera intervennero nel tentativo, purtroppo vano, di salvare i tre uomini a bordo, mettendo in sicurezza l’area e tutelando l’incolumità di tutti i cittadini. In questa circostanza – aggiunge il vice sindaco – ripensiamo inevitabilmente a ciò che sarebbe potuto accadere, al disastro ancor più grave che ci ha sfiorati; questo ci rende partecipi del dolore di tre famiglie per le quali la nostra città rappresenterà, per sempre, la memoria dei propri cari”.

(Foto Pagani)

Pubblicato il 14 agosto 2021

«Fuoco di Sant’Antonio», vulnerabili e over 65 vaccinati gratuitamente

fuoco sant ant

È comunemente chiamato “Fuoco di Sant’Antonio”, ma il suo nome scientifico è Herpes Zoster, una malattia che può comportare in media dalle due alle quattro settimane di dolore e che, in un caso su cinque, può avere come conseguenza la nevralgia post erpetica, una sindrome dolorosa cronica che può durare mesi o anni e rivelarsi invalidante. Nei casi più gravi l’herpes zoster può condurre addirittura alla cecità o a malattie come la meningoencefalite, meningite o la sindrome di Guillain-Barré.

Per mettere al riparo la popolazione più fragile da questi rischi, la Regione Emilia-Romagna rafforza ulteriormente il proprio impegno: viene infatti introdotta, e messa nero su bianco in una delibera di Giunta approvata in questi giorni, la vaccinazione gratuita anche per la fascia di cittadini vulnerabili dai 18 ai 49 anni ovvero affetti da patologie che li esporrebbero a maggiori rischi in caso di infezione. Si tratta principalmente di malati cronici, immunodepressi, cardiopatici, diabetici, malati oncologici. Una possibilità ad oggi già prevista per le persone fragili di 50 e più anni e per tutti i cittadini che compiono 65 anni a partire dall’anno di nascita 1952, questi ultimi indipendentemente dal quadro clinico. Le categorie dei soggetti fragili aventi diritto all’offerta gratuita sono indicate nella delibera di Giunta Regionale n. 1077/2021. Le persone interessate possono contattare, per ulteriori informazioni, il proprio medico curante, i Servizi vaccinali delle Aziende sanitarie e nel caso dei soggetti fragili il proprio centro specialistico di riferimento.

“La Regione Emilia-Romagna si conferma in prima linea nella lotta all’Herpes Zoster e alle complicanze - commenta l’assessore alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini -. L’attuale offerta vaccinale viene ampliata alla platea dei maggiorenni a rischio. L’Herpes Zoster purtroppo è una malattia comune che può avere strascichi importanti, per questo la prevenzione diventa essenziale”. L’Herpes Zoster è una malattia estremamente diffusa, la cui frequenza aumenta con l’età: secondo alcune stime il 20% della popolazione sviluppa almeno un episodio nel corso della vita. La causa è la riattivazione del virus della varicella-zoster che, dopo l’infezione, non viene eliminato ma rimane in uno stato latente nel sistema nervoso e può emergere in qualsiasi momento, soprattutto negli anziani e in chi ha il sistema immunitario debilitato. Da quest’anno sono disponibili due vaccini sicuri, aventi diverse indicazioni di utilizzo per età di somministrazione e per tipologia di patologia cronica, particolarmente efficaci nei confronti delle forme gravi e delle complicanze della malattia.

Pubblicato il 14 agosto 2021

I 12-19enni non devono più prenotare per fare il vaccino

vaccino

La Regione Emilia-Romagna è pronta: da lunedì 16 agosto tutte le ragazze e i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 19 anni potranno recarsi presso i centri vaccinali attivi da Piacenza a Rimini per ricevere la vaccinazione anti-Covid, senza prenotazione. Così come chiesto dal commissario straordinario all'emergenza coronavirus, il generale Francesco Paolo Figliuolo, in una lettera inviata a Regioni e Province Autonome, viale Aldo Moro ha subito organizzato le proprie strutture per fornire una corsia preferenziale ai giovani emiliano-romagnoli che vorranno vaccinarsi. L’accelerazione richiesta è dovuta sia alla riapertura il mese prossimo delle scuole con didattica in presenza, sia all’avvio della prossima stagione sportiva.

Nella lettera di Figliuolo viene infatti evidenziata l'esigenza rappresentata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo sport, per cui l’immunizzazione potrà avere risvolti positivi anche per incentivare la ripresa sia delle attività sportive sia di quelle finalizzate a garantire un maggior benessere psicofisico per i più giovani. La Regione ha voluto quindi rispondere in modo tempestivo alla richiesta del generale Figliuolo per garantire ai giovani la ripresa in sicurezza del prossimo anno scolastico e delle attività sportive. Ad oggi in Emilia-Romagna sono già 155.908, il 47,6% del totale, i giovani tra i 12 e i 19 anni che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre 88.366 (27%) hanno completato il ciclo con doppia dose.

Pubblicato il 13 agosto 2021

63 percorsi di formazione superiore per 1200 persone sul territorio regionale

formazione percorsi regionali copia

Una offerta formativa, modellata sulle principali filiere produttive dell’Emilia-Romagna, che preparerà profili tecnici spendibili sul mercato del lavoro nei settori dei big data, del fashion, dell’automotive, della robotica, dell’industria creativa e culturale, dell’ambiente sostenibile, dell’agroalimentare e dell’edilizia. Le opportunità, da Piacenza a Rimini, sono contenute in 63 percorsi formativi, per l’anno scolastico 2021-2022, di Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) approvati con una delibera della Giunta regionale, nel corso dell’ultima seduta, che ha anche stanziato per le iniziative 7,9 milioni di euro, risorse europee del Por Fse 2014-2020. I percorsi sono rivolti a 1260 persone, giovani e adulti diploma professionale o diploma di istruzione, non occupati o occupati, e a persone in possesso di acquisite in precedenti percorsi di istruzione, formazione e lavoro successive all’assolvimento dell’obbligo di istruzione. I giovani potranno acquisire come titolo finale il Certificato di specializzazione tecnica superiore, anche con un contratto di apprendistato di I livello. I percorsi concorrono agli obiettivi generali della Rete politecnica integrando l’offerta dei 34 percorsi delle Fondazioni Its con l’obiettivo di cogliere e rispondere, ai fabbisogni formativi e professionali delle filiere e dei sistemi d’impresa necessari ad attivare e sostenere processi di innovazione per la transizione verde e digitale del manifatturiero e dei sevizi avanzati alle imprese, per accompagnare l’innovazione dei servizi formando competenze per la creazione di valore aggiunto di prodotto, processo o servizio. Ogni percorso formativo, che dovrà essere avviato entro il mese di novembre, avrà un finanziamento medio di 120 mila euro: si rivolge a circa 20 destinatari e ha una durata complessiva di 800 ore. Per iscriversi è necessario sostenere e superare una prova di accesso. “Così rispondiamo alla domanda delle imprese di tecnici specializzati e offriamo opportunità di lavoro qualificato ai giovani. Una strategia -afferma l’assessore regionale al lavoro e Formazione professionale, Vincenzo Colla- che punta a trasferire alle imprese le competenze necessarie ad intraprendere strategie di innovazione e di riposizionamento strategico. Continuiamo dunque, e rafforziamo, il percorso intrapreso per far crescere le nostre aziende, le filiere e rafforzare la competitività del territorio ma soprattutto far crescere la qualificazione di chi si approccia al mercato del lavoro, per ridurre il problema di domanda e offerta, per creare occupazione di qualità”.

Le persone formate saranno capaci di supportare, anche nelle piccole e medie imprese, i processi di innovazione organizzativa e produttiva, e di accompagnare le aziende nell’ideazione di nuovi prodotti e servizi basati sulla multimedialità, sulle opportunità connesse alla rete, sull’innovazione di processi produttivi, organizzativi e di gestione delle Ict (Information and communication technology) della banda larga, oltre che tecnicamente qualificate per gestire il processo di ideazione, progettazione e realizzazione di un prodotto e servizio. I corsi fanno riferimento alle ‘specializzazioni tecniche superiori’ definite a livello nazionale con un’articolazione in profili che corrispondono a una declinazione degli standard nazionali rispetto a specificità territoriali dei sistemi produttivi. I percorsi formeranno competenze specifiche tecniche, tecnologiche, organizzative e relazionali richieste dai sistemi produttivi territoriali e dalle imprese dei servizi.

La formazione d’aula e di laboratorio è accompagnata da uno stage che consente ai partecipanti di sperimentare in impresa le competenze acquisite, conoscere gli ambienti lavorativi e comprenderne le dinamiche relazionali. I percorsi sono progettati e realizzati congiuntamente da enti di formazione professionali, da istituti di istruzione superiore dalle università e dalle imprese. Con la delibera è stato approvato, inoltre, il ‘Catalogo’ dell’offerta formativa per l’acquisizione, in apprendistato, di un certificato specializzazione tecnica superiore. Prevista anche una ulteriore offerta, ovvero i percorsi Ifts unicamente fruibili dai giovani assunti con contratto di apprendistato di I livello. L’elenco dei percorsi è consultabile al seguente indirizzo: https://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/rete-politecnica/approfondimenti/istruzione-e-formazione-tecnica-superiore-ifts .

Pubblicato il 13 agosto 2021

Da ottobre cinque codici di priorità nei pronto soccorso

pronto soccorso

Cinque codici di priorità, al posto degli attuali 4, che terranno conto non solo del livello di criticità di chi arriva in Pronto soccorso, ma anche della complessità clinico-organizzativa e dell’impegno assistenziale necessario per attivare il percorso, in modo da ottimizzare il “flusso” dei pazienti e migliorare l’esperienza di presa in carico. È questa la principale novità introdotta dalle Linee di indirizzo per il triage nei Pronto soccorso dell’Emilia-Romagna, approvate in questi giorni dalla Giunta regionale. Ai colori rosso, arancione, verde e bianco, si aggiunge ora l’azzurro (tra l’arancione e il verde) che indica un’urgenza differibile, con 60 minuti come tempo di attesa massimo per la presa in carico. L’adozione di questo nuovo sistema di triage, in coerenza con le Linee di indirizzo nazionali, si ispira a un modello di approccio globale alla persona e ai suoi familiari, che consentirà un uso ancora più appropriato delle risorse umane e strumentali, in base alla complessità della casistica e la piena attuazione di alcune soluzioni organizzative o di percorsi specifici. L’obiettivo è individuare la priorità d’accesso alle cure e indirizzare il paziente verso percorsi diagnostico-terapeutici sempre più appropriati. Le Linee di indirizzo verranno applicate a partire dal 1° ottobre prossimo, dopo un periodo di formazione ad hoc destinato al personale sanitario e interventi di adeguamento informatico che vedranno coinvolte le Aziende sanitarie e ospedaliere della regione.
“Un ulteriore passo avanti per migliorare l’accoglienza e la presa in carico dei pazienti che accedono ai Pronto soccorso della nostra regione, che come ben sappiamo rappresentano il principale punto di riferimento per i bisogni sanitari urgenti dei cittadini- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Le nuove Linee di indirizzo, con le novità che introducono a partire dal nuovo codice colore e dai servizi di accoglienza e informazione nel caso delle strutture con un’alta casistica, vanno nella direzione di accelerare la presa in carico del paziente e garantire i percorsi di diagnosi e cura più appropriati, anche con un’attenzione particolare alla formazione del personale”.

 Le nuove linee

I codici colori vengono assegnati duranti il triage, con cui si garantisce che l’accesso alle cure avvenga secondo criteri di priorità (codici colore o numerici) ed equità. La valutazione di triage rappresenta un momento fondamentale anche per l’accoglienza e il riconoscimento di situazioni di fragilità, che richiedono l’attivazione di percorsi in grado di fornire sostegno e agevolare la presa in carico in ambito sanitario, assistenziale e sociale. È il caso, ad esempio, di maltrattamento e abusi su minori e donne, e casi di disturbi della sfera psichica.
Le nuove Linee di indirizzo prevedono dunque cinque codici colore: rosso (per l’emergenza, richiede una valutazione immediata da parte dei sanitari); arancione (urgenza indifferibile, 15 minuti come tempo di attesa massimo per la presa in carico); azzurro (urgenza differibile, 60 minuti tempo d’attesa massimo); verde (urgenza minore, 120 minuti); bianco (non urgenza, 240 minuti). Il metodo di triage a 5 diversi livelli di priorità rappresenta il “gold standard” internazionale ed è propedeutico alla creazione di percorsi che tengano in considerazione la complessità clinica, l’intensità assistenziale e le risorse impiegate, consentendo inoltre l’individuazione di 3 diversi flussi di post triage (alta, media e bassa complessità).

Il triage

Il triage è una “funzione” di competenza infermieristica; nella definizione della priorità si tiene conto del problema di salute principale, del livello di criticità, del rischio di evoluzione clinica peggiorativa e del percorso di cura più appropriato. Alla definizione del codice colore concorreranno ulteriori fattori, quali il livello di dolore, l’età, il grado di fragilità e/o disabilità, particolarità organizzative e di contesto locale. Si tratta di un processo dinamico, che implica rivalutazioni periodiche, poiché le condizioni cliniche dei pazienti in attesa di essere presi in carico dai medici possono migliorare o peggiorare, in modo da richiedere una rivisitazione del livello di priorità e/o del percorso di cura.
La funzione di triage deve essere sempre attiva durante l’orario di attività del Pronto soccorso. Ciascuna struttura necessita di una postazione di triage funzionale all’attività della struttura stessa. Per questo, nei Pronto Soccorso con un’elevata casistica è prevista la realizzazione di servizi di accoglienza/informazione (per esempio, con la collaborazione con associazioni di volontariato) in supporto alla gestione della sala di attesa. Questo servizio avrà una funzione di orientamento e le persone dedicate dovranno essere appositamente formate. Il loro compito sarà garantire la massima tempestività nel contatto tra pazienti e personale sanitario.

Per quanto riguarda le risorse umane, come previsto dalla precedente delibera della Giunta regionale, è previsto che nei Pronto soccorso con un’affluenza superiore a 20.000 accessi l’anno il triage sia svolto da infermieri dedicati a questa funzione in maniera esclusiva. Nelle strutture con un numero inferiore di accessi è invece previsto che il triage venga fatto, in modo non esclusivo, da un infermiere del Pronto soccorso. In base alle Linee di indirizzo, inoltre, viene stabilito che il numero di infermieri dedicati sia incrementato in base al numero di accessi e modulato anche in relazione alle diverse fasce orarie/giorni della settimana prevedendo, quando necessario, un’unità dedicata alla rivalutazione. Gli infermieri che svolgono attività di triage dovranno aver svolto un percorso formativo appositamente creato per acquisire le conoscenze e le competenze necessarie a implementare le nuove modalità organizzative di triage.

L’emergenza Covid-19 ha modificato il consueto flusso operativo dei Pronto soccorso: le strutture di emergenza-urgenza dell’Emilia-Romagna hanno dovuto rispondere con particolare impegno all’esigenza di presa in carico dei cittadini affetti dalla patologia in forma moderata o severa. Per fare tutto ciò e, al tempo stesso, garantire la sicurezza degli operatori e degli utenti con altre necessità assistenziali, la Regione ha definito con appositi atti, sin dall’inizio dell’epidemia, percorsi distinti e sicuri all’interno delle strutture di Pronto soccorso. In questo scenario, il personale di triage, coadiuvato dal personale di pre-triage, ha svolto e svolge un ruolo fondamentale nel riconoscere segni e sintomi della patologia e nel governare, all’interno della struttura, i flussi e i percorsi dedicati alla presa in carico di soggetti con sospetto Covid-19 e quelli per i cittadini con altre esigenze assistenziali.

Pubblicato il 12 agosto 2021

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