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Notizie Varie

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Coldiretti: eventi al Mercato coperto di via Farnesiana

 

cuoca contadina rosa simonelli al mercato coperto 

 

Non solo la spesa sostenibile e di qualità, ma anche gli agriaperitivi e i laboratori rivolti ai più piccoli. Sono solo alcune delle iniziative in programma questo finesettimana al Mercato Coperto di Campagna Amica, promosso da Coldiretti in via Farnesiana, 17 a Piacenza.
Essendo chiuso questa domenica per la festività di Pasqua, gli eventi si concentreranno nelle giornate di venerdì e sabato.
Venerdì 15 aprile, dalle 16 alle 21, i produttori proporranno i loro “taglieri”, da accompagnare ai vini dell’area Enoteca per un agri-aperitivo da gustare direttamente sul posto. Ad arricchire l’offerta sarà presente la cuoca contadina di Terranostra Rosa Simonelli (dell’agriturismo Cà Preda) con un menù interamente realizzato con i prodotti delle aziende agricole presenti al Mercato, dalla “fantasia di riso” alle “mele spadellate”.

Il programma di sabato, dalle 8 alle 14.30, prevede invece due eventi rivolti ai più piccoli: il ritorno di Master Kids Italia, che organizzerà un laboratorio di cucina per bambini guidandoli nella preparazione dei biscotti di Pasqua e un laboratorio con i bimbi che potranno colorare le uova di Pasqua.

Il Mercato Coperto di Campagna Amica – ricorda il direttore di Coldiretti Piacenza Roberto Gallizioli - nasce con l’intento di creare una comunità di persone intorno al buon cibo locale, di qualità e al giusto prezzo.  Uno spazio inclusivo, aperto tutti i fine settimana, dove i consumatori possono trovare frutta, verdura, formaggi, carne e anche il pesce grazie alla presenza della cooperativa di pescatori Mistral di Sestri Levante, il tutto in un rapporto diretto tra produttore e consumatore.

Nella foto, la cuoca contadina Rosa Simonelli al mercato coperto di via Farnesiana.

Pubblicato il 15 aprile 2022

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Infermiere, una professione da valorizzare

gruppo infermieri

Gli infermieri, così indispensabili, così poco valorizzati: c’è una crisi della professione infermieristica e non si può più restare a guardare. Lo ha ribadito con forza la presidente nazionale Opi Barbara Mangiacavalli, ospite speciale del corso di formazione che la sezione provinciale dell’Ordine delle professioni infermieristiche ha organizzato per parlare di prospettive e traiettorie della professione, anche alla luce dell’esperienza vissuta nella prima fase della pandemia (nella foto, da sinistra, Enrico Lucenti, Gabriele Cremona, Lara Muroni, la presidente nazionale Opi Mangiacavalli, la presidente provinciale Maria Genesi, Fabio Mozzarelli e il direttore delle professioni sanitarie dell’Ausl Andrea Contini).

Una professione poco attrattiva per i giovani

È stata la prima occasione di aggiornamento in presenza dal febbraio 2020, quando, per la Giornata del Malato, ci si era confrontati sul tema “Io ci metto l’anima. Dentro le buone relazioni di cura”. Un tema quasi profetico - ha evidenziato la presidente provinciale Opi Maria Genesi - perché davvero gli infermieri hanno dimostrato, nell’emergenza, tutta la loro competenza e la loro umanità. Eppure, la strada della valorizzazione di questa figura sanitaria è ancora lunga. Lo dimostrano i dati delle selezioni per le Facoltà di Infermieristica: “I posti messi a bando non sono stati coperti in quasi nessuna sede, compresa Roma Tor Vergata”, ha denunciato la presidente nazionale Mangiacavalli. Il segnale, inequivocabile, che la professione infermieristica ha poca attrattiva sulle nuove generazioni.

Il problema è che da almeno dieci anni che il turn over di nuovi infermieri non basta a colmare i pensionamenti dei colleghi. “Il nostro corso di studi è impegnativo, il nostro CFU richiede 30 crediti, contro i 25 di altre Facoltà. Senza contare che, a fronte della competenza, dello spirito di abnegazione e sacrificio che si mette in gioco, la nostra professione non garantisce uno sviluppo di carriera clinica”, riflette Mangiacavalli. La professione ha appena iniziato un percorso di “Stati Generali” per raccogliere, dai territori, esperienze, proposte, difficoltà degli infermieri. A livello parlamentare ci sono tavoli aperti. “Abbiamo aperto anche un dialogo con l’Ordine dei Medici: su alcuni temi non siamo sulla stessa linea, ma un dialogo è necessario”, puntualizza Mangiacavalli. Che rilancia il tema della “umanizzazione” e della “prossimità”, perché all’infermiere non basta la tecnica, che pure è indispensabile. La professione esige un riappropriarsi dell’identità dell’essere infermiere.

Il tempo di relazione è tempo di cura

È il punto emerso attraverso le esperienze sul campo portate da diverse associazioni della categoria, come Animo (Ass. Nazionale Infermieri Medicina), Sidmi (Società italiana per la direzione e il management delle professioni infermieristiche) e Siiet (Società italiana infermieri emergenza territoriale). Ma soprattutto è quanto sottolineato nella tavola rotonda dedicata al Codice deontologico, riscritto nel 2019. Come applicare il fondamentale articolo “il tempo di relazione è tempo di cura” in un periodo, come quello della prima ondata Covid, durante il quale gli infermieri si ritrovavano a fare da ponte tra malato e familiari, assicurando, pur nei ritmi concitati del momento, una vicinanza, gesti di attenzione e di cura? Aurelio Filippini, presidente Opi di Varese e tra gli estensori del nuovo Codice deontologico, ha ricordato di quando gli infermieri sono stati chiamati anche ad impartire l’unzione dei malati, se il sacerdote era impossibilitato ad entrare nel reparto. Lorella Rossetti, coordinatrice infermieristica di Medicina interna a Carpi, ha sottolineato come dare dignità era accompagnare fino all’ultimo, compreso il gesto finale della chiusura del sacco, per chi non sopravviveva alla malattia. Giuliana Masera, piacentina, presidente commissione d’albo Opi Piacenza, ha richiamato come sia “cura” anche uno sguardo, un tocco delicato, benché con la barriera del doppio guanto di protezione.
La pandemia ha lasciato segni profondi, a volte nel fisico, per gli infermieri che si sono trasformati in malati, a volte nell’animo. Il corso di aggiornamento ha provato ad aprire un canale per comunicare quelle emozioni e quelle esperienze. Nella certezza che non basta andare avanti come se nulla fosse accaduto.

Pubblicato il 15 aprile 2022

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La Banca di Piacenza in aiuto ad una famiglia scappata da Kiev

Consegna aiuto a famiglia ucraina

Ha superato i 50mila euro la raccolta fondi promossa dalla Banca di Piacenza in favore della comunità ucraina colpita dalla guerra e, in particolare, ai profughi che sono arrivati nella nostra città. Com’è nella tradizione della Banca locale, l’intera somma resterà a Piacenza. I primi 40mila euro sono stati consegnati alla Croce Rossa locale, che li ha utilizzati per organizzare l’accoglienza di chi fugge dalla guerra (nella nostra provincia ne sono arrivati al momento 1500). Le altre risorse raccolte sono destinate a famiglie bisognose e rifugiate in città.

Una consegna di aiuti è avvenuta l’altro giorno nella sede centrale dell’Istituto di via Mazzini alla presenza del vicedirettore generale Pietro Boselli. Destinataria Varvara (Barbara) Demcenko, fuggita da Kiev (dove è rimasto il marito, colonnello dell’esercito) e arrivata a Piacenza il 6 marzo. «Mi trovavo all’ospedale in attesa di partorire - racconta con il terrore ancora negli occhi - e a poche centinaia di metri un bombardamento ha distrutto un palazzo. A quel punto ho deciso, nonostante il mio stato, di scappare cercando di raggiungere l’Italia». A Piacenza è stata accolta dalla sorella Nadina, che da 18 anni vive nella nostra città, sposata con tre figli. La famiglia frequenta la comunità ortodossa della parrocchia dei Santi Tre Vescovi di via Del Consiglio (chiesa di Sant’Eustachio) retta da padre Grigore Catan. Tre giorni dopo il suo arrivo, Varvara ha dato alla luce Alexandro. «E’ bravissimo - dice la zia - nonostante anche lui abbia vissuto, nella pancia, tutti i problemi dell’avventuroso viaggio che ha portato qui mia sorella». Il rammarico della giovane mamma è di non avere accanto il marito. «Ci sentiamo tutte le sere, ma è dura pensarlo in quell’inferno». Le due giovani donne ucraine hanno ringraziato la Banca e lodato la generosità dei piacentini.
Si può concorrere alla raccolta fondi rivolgendosi ad ogni sportello della Banca, che non applica sull’operazione alcuna commissione.


Nella foto: Il vicedirettore generale della Banca di Piacenza Pietro Boselli consegna l’assegno a Varvara Demcenko che ha in braccio il piccolo Alexander, nato a Piacenza il 9 marzo scorso, tre giorni dopo l’arrivo nella nostra città della giovane donna ucraina, fuggita da Kiev.

Pubblicato il 14 aprile 2022

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Un riconoscimento all’Ordine dei Farmacisti per il grande impegno dimostrato durante il Covid

riconoscimento ordine farmacisti piacenza

L’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi ha conferito all’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Piacenza rappresentato dalla sua presidente Daniela Cremona un riconoscimento per il grande impegno dimostrato durante il Covid.
La breve ma significativa cerimonia si è svolta al Salone Pierluigi di Palazzo Farnese.

L’Ordine non aveva potuto essere rappresentato nella serata del 14 marzo scorso in cui, alla Sala dei Teatini, a suggellare una sorta di gemellaggio tra Emilia e Lombardia, si svolse un concerto con la banda giovanile Anbima (Associazione delle Bande Italiane Musicali Autonome) dell’Emilia Romagna e l’orchestra giovanile di fiati Anbima di Milano, per una serata musicale di gala dal titolo “Respiriamo”, metafora neppure troppo velata dopo il buio di questi ultimi anni di Covid.
In quell’occasione furono assegnati riconoscimenti a enti e associazioni che si erano distinte nel periodo Covid, tra cui l’Ordine dei Farmacisti: “Sono onorata – ha detto Daniela Cremona – di questa particolare attenzione nei nostri confronti, perché tutti i farmacisti, come del resto gli enti e le associazioni del territorio coinvolte, diedero il massimo in quella fase talmente drammatica e mai dimenticata”.

Pubblicato il 14 aprile 2022

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Confapi Industria Piacenza: 15mila euro per la raccolta pro-Ucraina

cofapi

Quando la solidarietà chiama, Confapi Industria Piacenza risponde.
Ammonta a 15 mila euro la raccolta fondi avviata dall’associazione guidata da Giacomo Ponginibbi e destinata alle popolazioni ucraine attraverso l’aiuto della Croce Rossa di Piacenza. La donazione è stata consegnata nella sede di Confapi Industria Piacenza alla presenza del presidente Ponginibbi e del direttore Andrea Paparo, oltre che dei rappresentanti delle aziende associate che hanno contribuito alla raccolta fondi.
Presente anche Alessandro Guidotti, presidente di Croce Rossa Piacenza.

“Abbiamo voluto dare un segnale di vicinanza alle famiglie ucraine - spiega Ponginibbi - voglio ringraziare tutti i colleghi che hanno aderito a questa raccolta fondi: è il segno che Confapi Industria Piacenza non si sottrae quando c’è da fare solidarietà e la conferma viene anche da alcuni imprenditori associati che hanno deciso di ospitare mamme e bambini ucraini fuggiti dalla guerra. Siamo sicuri che queste risorse saranno utilizzate in maniera utile come sempre fa Croce Rossa”.
La conferma arriva appunto da Guidotti, che nel suo intervento evidenzia le varie attività in cui Cri Piacenza è stata impegnata sul fronte dell’aiuto alla popolazione ucraina: “Nell’immediato ci siamo attivati promuovendo con Federfarma una raccolta di farmaci in quasi tutte le farmacie piacentine - spiega il presidente di Croce Rossa - ad oggi abbiamo raccolto circa 110 mila euro in valore di farmaci, che sono poi portati a Bologna e da lì alla Croce Rossa ucraina. A livello locale però ci siamo anche fin da subito messi a disposizione della prefettura e di Caritas per l’accoglienza dei profughi: in particolare garantiamo l’assistenza nei trasporti e il supporto alle famiglie giunte nel nostro territorio. I 15 mila euro donati da Confapi Industria Piacenza saranno proprio destinati a questo obiettivo: aiutare con viveri e quant’altro le donne e i bambini arrivati dall’Ucraina e sostenere anche i trasporti di chi arriva qui”.

Le aziende coinvolte

Tante sono le aziende che hanno contribuito alla raccolta, compresa anche l’associazione stessa: D. M. Idrosanitaria, Delta Rem, Ponginibbi Luigi, Maini Vending, Sataci, Tualba, Tedeschi Merli, Gas Sales, Emiliana Conserve, Assiteca, Infor, Btf, Metronotte, Piacenza Mec Group, ACP, Deltainox e Nordmeccanica. Proprio quest’ultima, rappresentata da Vincenzo Cerciello che è anche vicepresidente di Confapi Industria Piacenza, nei giorni scorsi ha effettuato una donazione ingente di uova di Pasqua a Croce Rossa destinata ai bambini ucraini: “In questi momenti è fondamentale dare una mano - spiega - ci tenevamo a fare la nostra parte, ci fa piacere potere essere vicini alle famiglie ucraine”.

Pubblicato il 14 aprile 2022

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