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Notizie Varie

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Quarta dose per gli over 80 e persone fragili

vaccino

L’Emilia-Romagna parte  con le prenotazioni per la quarta dose del vaccino anti Covid-19 riservata, come prevedono le direttive nazionali, a tre categorie: gli anziani dagli 80 anni in su, le persone tra i 60 e i 79 anni (quindi nati dal 1943 al 1962) se affette da specifiche patologie critiche indicate dal ministero della Salute, e infine gli ospiti dei presidi residenziali per anziani (Cra e Rsa) a prescindere dall’età, che saranno vaccinati in via prioritaria. Complessivamente una platea potenziale composta da circa 500mila cittadini. Le somministrazioni inizieranno il giorno successivo, giovedì 14 aprile. Già avviata dall’1 marzo, invece, la somministrazione della quarta dose (o seconda dose di richiamo – second booster) alle persone gravemente immunodepresse.
Per poter ricevere il secondo booster occorre aver completato il ciclo vaccinale primario (prima e seconda dose), seguito dalla terza dose (di richiamo), dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi da quest’ultima. La Regione ha già inviato le indicazioni operative alle Aziende sanitarie, che si sono organizzate in tempi rapidi per partire con prenotazioni e somministrazioni. “La lotta al virus non è finita, dobbiamo mettere in sicurezza i nostri anziani e le persone più fragili - sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini - E la macchina organizzativa è già pronta per sostenere questa nuova fase della campagna vaccinale. Manteniamo alta l’attenzione nei nostri comportamenti nella vita quotidiana, per mantenere quella normalità di vita conquistata a così duro prezzo”.

L’organizzazione

Sul fronte organizzativo, in Emilia-Romagna per la prima settimana dell’attuale campagna di vaccinazione sono obbligatorie le prenotazioni e rimane attiva per i cittadini la possibilità di fissare l’appuntamento per la vaccinazione attraverso i soliti canali (Cup, Fascicolo sanitario elettronico e farmacie); le Aziende sanitarie invieranno a tutte le persone che rientrano nelle tre categorie identificate un sms informativo sull’opportunità di sottoporsi alla vaccinazione. Dalla settimana successiva all’avvio (la data precisa sarà comunicata nei prossimi giorni) sarà invece possibile, esclusivamente presso gli hub provinciali, accedere anche senza prenotazione. Per quanto riguarda le somministrazioni della quarta dose ogni Azienda sanitaria, contestualmente, si prepara a partire con cinque percorsi: gli hub vaccinali ancora aperti, le Case della salute, i medici di medicina generale, a domicilio per le persone in regime di assistenza domiciliare o impossibilitate a muoversi da casa e, infine, presso ambulatori di centri specialistici ospedalieri che hanno in carico pazienti con quadri clinici complessi.

Elenco delle patologie per le quali è raccomandata la quarta dose

 Queste le condizioni patologiche per le quali è prevista la quarta dose, trascorsi 120 giorni dalla somministrazione della terza:

-       Fibrosi polmonare idiopatica

-       Malattie respiratorie che necessitino di ossigenoterapia

-       Malattie cardiocircolatorie

-       Scompenso cardiaco in classe avanzata (III - IV NYHA)

-       Pazienti post shock cardiogeno

-       Malattie neurologiche

-       Sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del motoneurone

-       Sclerosi multipla;

-       Distrofia muscolare

-       Paralisi cerebrali infantili

-       Miastenia gravis

-       Diabete / altre endocrinopatie severe

-       Diabete di tipo 1

-       Diabete di tipo 2 in terapia con almeno 2 farmaci per il diabete con complicanze

-       Morbo di Addison

-       Panipopituitarismo

-       Malattie epatiche

-       Cirrosi epatica

-       Evento ischemico emorragico cerebrale con compromissione dell’autonomia neurologica e cognitiva

-       Stroke nel 2020-21

-       Stroke antecedente al 2020 con ranking ≥ 3

-       Emoglobinopatie

-       Talassemia major

-       Anemia a cellule falciformi

-       Altre anemie gravi

Fibrosi cistica;

-       Sindrome di Down.

-       Grave obesità (BMI >35)

-       Disabili gravi ai sensi della legge 104/1992 art. 3 comma 3

Pubblicato il 13 aprile 2022

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Aumenta l’attività della Polizia Locale della Provincia, presentato il report

Report polizia provinciale 

Il report delle attività svolte nel corso del 2021 dalla Polizia Locale della Provincia di Piacenza è stato presentato nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sede dell’Ente di Corso Garibaldi. A introdurre l’appuntamento è stato il presidente della Provincia, Patrizia Barbieri. “La profonda conoscenza del nostro territorio da parte della Polizia Locale della Provincia di Piacenza garantisce ogni giorno risposte efficaci a tutela della cittadinanza e favorisce l’individuazione di progettualità efficaci per ogni area di competenza. Alla complessità delle materie trattate dal personale corrispondono attenzione e professionalità, sempre unite al forte senso di appartenenza all’Ente che non è mai venuto meno anche in questi due anni di emergenza sanitaria: non sarebbe stato possibile, altrimenti, mettere insieme la presenza in loco e la verifica dell’immensa mole di dati che vengono quotidianamente gestiti. La collaborazione con le altre forze di polizia e con i volontari, che ringrazio, è sempre proficua, così come lo è la collaborazione con i Comuni (e le rispettive polizie) della nostra Provincia, nell’ottica dell’Ente come Casa dei Comuni che questa Amministrazione persegue con convinzione”.

Il quadro complessivo dell’attività svolta durante i dodici mesi del 2021 è stato illustrato da Annamaria Olati, Comandante della Polizia Locale della Provincia di Piacenza. “Poiché è rimasto invariato il numero di operatori (15, grazie alla sostituzione dei pensionamenti), l’incremento di tutti i numeri relativi alle attività svolte è legato all’efficacia dell’organizzazione del corpo nel suo complesso (che è composto dal Comando, dal nucleo amministrativo, dal nucleo operativo Tutela Faunistica e dal Nucleo operativo Stradale), dei turni e dei servizi che garantiscono un’efficace copertura del territorio”. Il dettaglio dei dati è stato fornito dal commissario maggiore Luigi Rabuffi, vice comandante e responsabile del nucleo di Polizia Amministrativa, e dal commissario Roberto Cravedi, responsabile del nucleo tutela faunistica caccia, che hanno riassunto anche l’attività di vigilanza stradale il cui capo nucleo è l’ispettore Matteo Re.
Durante il 2021 sono state lavorate dal personale della Polizia Provinciale 18.776 ore (+3,79% rispetto al 2020, quando erano state 18.089), che hanno assicurato la piena copertura di ogni giorno dell’anno. Sono stati percorsi in totale 143.403 km, con un incremento di 9.704 km rispetto al 2020.

Tra i dati più importanti relativi alla vigilanza stradale, nel 2021 sono stati controllati 4.780 veicoli: 11.090 le infrazioni accertate per violazioni al Codice della strada, con 8.127 punti decurtati (a fronte di 7.429 verbali e 5.724 punti decurtati nel 2020). Il significativo incremento del numero dei verbali è prevalentemente legato all’attivazione del sistema di rilevamento Elfo-Gate Control, posizionato sul ponte di Po fra Castelvetro (PC) e Cremona, che ha permesso di fotografare e sanzionare (7.564 verbali in totale: 5.071 in direzione Cremona, 2.493 in direzione Piacenza) i transiti di mezzi pesanti con massa complessiva a pieno carico - da libretto di circolazione - superiore a 20 tonnellate. Il controllo si è reso necessario al fine di salvaguardare la sicurezza statica della struttura viaria, particolarmente sollecitata dai mezzi diretti (o provenienti) ai comparti logistici di Brescia, Cremona, Castelvetro, Monticelli, Caorso, Le Mose.

In materia di vigilanza venatoria, il responsabile del nucleo ha coordinato 115 Guardie Giurate Volontarie Venatorie (Ggvv) dipendenti funzionalmente dalle Associazioni venatorie, munite di Decreto specifico, e 47 Guardie ecologiche volontarie (Gev) dipendenti funzionalmente dai raggruppamenti provinciali, munite di Decreto aggiuntivo: 128 i verbali in materia venatoria. Particolarmente rilevante è stata l’attività di coordinamento legata all’attuazione dei piani di controllo della fauna selvatica, soprattutto per le diverse problematiche legate alla presenza di cinghiali e alla prevenzione della Peste Suina Africana che ha interessato altri territori.
Il Responsabile del Nucleo di vigilanza ittica ha coordinato nell’anno 2021 90 Guardie ittiche volontarie gestendo le disponibilità degli addetti alla vigilanza. Sono stati controllati complessivamente 1.169 pescatori (1.050 nel 2020) ed elevati 35 verbali (40 nel 2020). A fronte della suddetta attività sanzionatoria sono stati sequestrati n. 18 attrezzi di pesca (17 canne e 1 tramaglio). Un cenno è stato fatto anche agli ottimi risultati ottenuti dai progetti “Un Po più sicuri”,volto a implementare la sicurezza lungo il Po da più punti di vista (incluso quello del contrasto dell’epidemia da Covid-19), e “Un pedale alla tua porta”, che ha l’obiettivo di aumentare il livello di attenzione verso le comunità rurali dell'Appennino piacentino in una logica di prossimità tesa a garantire il presidio del territorio e ad individuare le necessità di chi ci vive: il progetto ha anche portato la Polizia Locale della Provincia di Piacenza a dotarsi di quattro mountain bike a pedalata assistita.

Pubblicato il 12 aprile 2022

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Pronto il bando a sostegno delle attività culturali: 2,4 milioni di euro per il 2022

bando cultura

Organizzazioni, associazioni, istituzioni culturali, Comuni e Unioni di Comuni. Sono questi i destinatari – pubblici e privati – del bando, recentemente approvato dalla Giunta regionale, che stanzia per il 2022 risorse pari a 2,4 milioni di euro per la promozione culturale. Tra le attività che finanzierà la Regione ci sono il recupero e la valorizzazione della cultura popolare, della storia e delle tradizioni locali, il sostegno alla realizzazione di interventi e progetti finalizzati a promuovere le espressioni dell’arte contemporanea, la creatività giovanile e la valorizzazione di nuovi talenti. Ma anche l’educazione all’ascolto, alla lettura, alla visione, la promozione di progetti integrati.

“Ecco un’altra misura concreta per la diffusione e la fruizione di attività culturali, con il coinvolgimento di più soggetti, pubblici e privati - commenta l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori -. Dopo due anni complessi, segnati dal Covid, che ha inciso purtroppo sul mondo della cultura, vogliamo sostenere in tutti i modi la ripresa e il rilancio di un settore che non solo ha un immenso valore in sé, ma che rappresenta anche una grande risorsa economica e sociale”. Nello specifico la Regione, in applicazione della legge 37/1994 (“Norme in materia di promozione culturale”), intende sostenere l’attuazione di progetti che prevedano attività e iniziative di dimensione sovralocale, coerenti con le finalità della legge e gli obiettivi indicati nel Programma degli interventi per il triennio 2019-2021, approvato dall’Assemblea legislativa e ancora in corso di validità.

Rispetto alle precedenti edizioni del bando, ci sono novità sostanziali. I Comuni capoluogo non partecipano a questo bando, così come i Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti: per questi Comuni infatti è riservato un altro bando, a sé stante, mirato a sostenere progetti di rilevanza nazionale e con caratteri d’innovazione che si svolgeranno nel 2022. Seconda novità: la possibilità di presentare progetti di rete con altri soggetti pubblici è riservata solo ai Comuni. Organizzazioni, associazioni, istituzioni culturali e Unioni di Comuni possono presentare esclusivamente progetti in forma singola. Infine, la soglia minima di accesso per presentare domanda di contributo è fissata in 20mila euro per tutti i soggetti ammissibili.

Pubblicato l'11 aprile 2022

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In Emilia-Romagna raccolti 2 milioni di euro per i profughi ucraini

situazione profughi copia 

Sostegno ai progetti umanitari attivati in Ucraina dalle Ong che hanno partecipato al bando regionale, assistenza e sostegno ai profughi ucraini accolti in Emilia-Romagna, la possibilità di ricostruire spazi pubblici o di forte valenza sociale come scuole o biblioteche, sempre in Ucraina, non appena le condizioni lo renderanno possibile.
Sono i cardini del progetto di legge regionale della Giunta “Misure urgenti di solidarietà in favore della popolazione ucraina” che il 5 aprile è stato approvato in via definitiva dall’Assemblea legislativa. Norma che formalizza l’impegno della Regione Emilia-Romagna definendo i possibili utilizzi delle risorse, attuali e future, rese disponibili grazie alla raccolta fondi regionale per l’assistenza alle persone che scappano dalla guerra: a oggi, arrivati quasi 2,1 milioni di euro da oltre 3.200 donatori e sul portale della Regione è online una sezione con tutti i dati sulla raccolta stessa. Intanto, 50mila euro di risorse della Regione sono già stati destinati al progetto di aiuto umanitario “HelpUkraine – un aiuto agli Ucraini in fuga dalla guerra” e altri 200mila, dalla raccolta fondi, serviranno a sostenere ulteriori 7 interventi, vincitori anch’essi del bando regionale.

Il progetto di legge si inserisce nel percorso di aiuto che la Regione ha attivato subito dopo l’inizio del conflitto e l’avvio della crisi umanitaria. Ora la legge permette formalmente di intervenire anche per utilizzare le risorse raccolte attraverso la raccolta fondi regionale. Via via saranno destinate all’accoglienza dei profughi accolti in Emilia-Romagna. E da subito ai progetti umanitari di Ong, Onlus, associazioni ed enti già operativi in Ucraina o nei Paesi confinanti per aiutare chi fugge: fornitura di beni di prima necessità e servizi, assistenza sanitaria, supporto psicologico, attività educative per i minori. Con particolare attenzione verso donne, bambini, persone con disabilità, anziani e chiunque sia in condizione di fragilità e vulnerabilità. A ricevere i contributi per la realizzazione degli interventi sono associazioni e soggetti individuati dalla legge regionale 12/2002 (“Interventi per la cooperazione internazionale con i paesi in via di sviluppo e i Paesi in via di transizione, la solidarietà internazionale e la promozione di una cultura di pace”), gli enti locali e gli enti del Terzo settore. Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha approvato la graduatoria del bando, aperto dal 7 al 16 marzo, rivolto a Ong, Onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali ed enti locali per rispondere con estrema urgenza ai bisogni di profughi e sfollati ucraini in transito nelle città di Lviv (Leopoli) e Chernivtsi, diretti in Polonia e Romania o destinati a raggiungere i familiari nel resto dell’Unione Europea. Al progetto “HelpUkraine – un aiuto agli Ucraini in fuga dalla guerra” della Fondazione Avsi di Cesena, risultato primo, sono andati i 50mila euro messi a disposizione dalla Regione per sostenere la prima accoglienza dei profughi ucraini nelle comunità di accoglienza nei Paesi limitrofi e ricostruire il benessere psicologico delle vittime del conflitto, in particolare delle fasce vulnerabili della popolazione come donne, bambini e persone con bisogni speciali.

Sul sito della Regione Emilia-Romagna è possibile seguire l’andamento delle donazioni a favore della popolazione ucraina e il resoconto del loro utilizzo, grazie a una nuova sezione web dedicata: https://www.regione.emilia-romagna.it/raccolta-fondi-ucraina. A oggi sono stati raccolti 2.079.300 euro, grazie a 3.242 donatori, in grandissima parte cittadini, insieme ad aziende, associazioni ed enti locali. Agli 8 progetti umanitari attivi in Ucraina vanno oltre 248mila euro, compresi i 50mila di risorse regionali. Attività che permettono di aiutare direttamente nel Paese martoriato dalla guerra quasi 18mila sfollati, di cui 2.560 minori. Fondi utilizzati per l’acquisto di beni di prima necessità, a partire da alimenti e medicinali, ma anche per servizi come trasporti e supporto psicologico. Intanto, prosegue la raccolta fondi promossa dalla Regione Emilia-Romagna per l’assistenza e aiuti umanitari ai profughi.

Chiunque può versare – indicando con chiarezza la causale “EMERGENZA UCRAINA” – al seguente Iban: IT69G0200802435000104428964. Dall’estero, codice Bic Swift: UNCRITM1BA2.
Il conto corrente è intestato all’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia-Romagna.

Pubblicato il 12 aprile 2022

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Folgore, lo sport attorno al campanile nel ricordo di Emilio Barbieri

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“Emilio era un uomo di grande signorilità, aveva una passione contagiosa per lo sport e metteva i valori prima dell’agonismo”. Sono le parole di Robert Gionelli, delegato provinciale Coni, una dei numerosi testimoni che hanno ricordato Emilio Barbieri, il 9 aprile, nell’inaugurazione del campo di calcio per le categorie non agonistiche e gli spogliatoi restaurati dell’Asd Folgore, intitolati allo storico presidente.

“Emilio Barbieri (1934 - 2017). 65 anni di storia con la nostra gloriosa società”: sono le parole della targa commemorativa posta all’esterno degli spogliatoi rinnovati. Barbieri, morto all’età di 83 anni, entrato alla Folgore a 16, è stato prima giocatore, poi allenatore e dirigente calcistico della società sportiva piacentina del quartiere Infrangibile. Dunque in campo per 65 anni!

Il taglio del nastro e la benedizione di don Angelo Cavanna

La cerimonia di intitolazione, guidata dal giornalista Mattia Motta, è iniziata con il taglio del nastro ad opera del sindaco Patrizia Barbieri e del presidente onorario della Folgore Gianni Gardella, accompagnato dal vicepresidente esecutivo Giampaolo Speroni, preceduto dalla benedizione del parroco della Sacra Famiglia don Angelo Cavanna. Il nuovo campo a 9, di 56×35 metri, è stato subito inaugurato dall’amichevole tra le categorie “primi calci” e “pulcini” della FolgoreA seguire, lo svelamento della targa commemorativa, posta sugli spogliatoi, preceduto dalle testimonianze in ricordo di Emilio Barbieri.

L’aggregazione intorno al campanile

“Ha vissuto la sua esperienza nella Folgore come in una grande famiglia” - ha sottolineato il sindaco Barbieri, ricordando la collaborazione con il Comune da parte di Emilio che voleva fare partecipare tutti i ragazzi, includendo anche i più disagiati, alle attività sportive.

Il presidente provinciale Figc Angelo Gardella, molto legato alla Folgore (“ho portato qui i miei figli a giocare”), ha evidenziato la dimensione umana di questa realtà sportiva, così voluta da Barbieri.

“Intorno ai campanili sono nate tante forme di aggregazione giovanile” - ha affermato a sua volta Robert Gionelli, che ha ricordato come gli occhi di Emilio brillavano di luce quando si parlava di sport. “Se questo spazio non avesse gli schiamazzi dei bambini e le feste insieme, sarebbe molto triste…”: così Giampaolo Speroni, oggi alla guida della Folgore, ha ricordato l’importanza di queste strutture, fermate purtroppo nella fase di pandemia più acuta, che hanno un estremo bisogno di vivere per dare valori alle giovani generazioni.

Settore giovanile Asd Folgore, 160 tra bambini e ragazzi

Il settore giovanile della Folgore è una realtà di 160 tra bambini e ragazzi, un gruppo significativo che Barbieri ha sempre voluto e incoraggiato. Si è così vissuta una giornata nel segno dello sport, del volontariato e della passione sportiva, in memoria di Emilio Barbieri a cui hanno partecipato anche i suoi familiari.

Riccardo Tonna

Nella foto, il taglio del nastro del campo di calcio per le categorie non agonistiche e gli spogliatoi dell’Asd Folgore, intitolati allo storico presidente Emilio Barbieri.

Pubblicato il 10 aprile 2022

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