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Notizie Varie

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Bettola, Comune al lavoro per sostenere il commercio locale

Commercio bettolese

Primo momento di incontro tra i commercianti bettolesi, ed il nuovo consigliere delegato al commercio Massimo Calamari, che si è svolto nei giorni scorsi in sala consiliare, a cui ha partecipato anche il vice sindaco Luca Corbellini, che ricopre anche il ruolo di assessore al turismo e alla cultura. L’incontro è stato convocato per comunicare cosa la nuova Amministrazione ha in progetto, o in studio di attuare, per quanto concerne il settore del commercio, inoltre per illustrare le tipologie di eventi che si propongono nel corso dell’estate. “Con delibera di Giunta comunale datata 27 giugno - ha affermato il consigliere Calamari - è stato concesso ad uso gratuito dal primo luglio al 30 settembre, lo spazio di suolo pubblico a chi già ne ha fatto richiesta, e sarà ugualmente messo a disposizione a chi vorrà chiederlo, sempre previa richiesta e susseguente autorizzazione, al fine di allargare l’offerta ricettiva e turistica del nostro territorio”.
“Tra le altre proposte in essere - aggiunge Calamari - vi è quella di creare un calendario delle serate, organizzate dagli esercenti, con lo scopo di renderlo più visibile attraverso i canali social e istituzionali dell’Amministrazione e di facilitare l’organizzazione di momenti di intrattenimento, in modo da non sovrapporli, salvo non vi sia a monte un accordo in merito”. “Con il consigliere delegato all’informatica Kevin Guglielmetti, si sta lavorando affinché il sito ViviBettola possa essere gestito direttamente da noi amministratori comunali, con l’obbiettivo di farlo diventare la vetrina dei nostri operatori economici”.
“L’idea - continua il consigliere delegato - è quella di raccogliere le informazioni, (foto dell’attività, orari di apertura, storia dell’esercizio ecc.) e caricarle sul portale che vorrà essere il nostro primo punto di informazione per chi Bettola ancora non la conosce”. “Da ultimo con gli uffici si sta lavorando per attuare un piano economico da svilupparsi su due fronti. Il primo è legato al contributo da 31000 euro circa, che il comune ha a disposizione per le Aree Interne, da spendere tra le attività produttive entro il 30 giugno 2023. Con tutte le realtà produttive, commercianti, artigiani e piccoli imprenditori, ci confronteremo per avere suggerimenti in proposito ed esporre le nostre intenzioni, al fine di trovare un punto comune. Secondo punto riguarda l’arredo urbano, con cui si sta collaborando con l’assessore ai lavori pubblici Claudia Ferrari. L’idea è quella di rendere tutti partecipi del mantenimento del verde pubblico, non per sgravare da tale compito gli addetti comunali, ma perché insieme pensiamo si possano ottenere risultati migliori. Questo a fronte, da valutare con gli uffici appunto, o uno sgravo fiscale sulle imposte comunale o/e un allestimento di cartellonistica pubblicitaria, a carico del comune, riportante l’attività che ha aderito all’iniziativa”.

Pubblicato il 7 luglio 2022

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Rischio incendi boschivi, fino al 28 agosto tutta la regione sarà “arancione”

rischi incendi boschivi

Era già in vigore dal 25 giugno scorso nelle cinque province centro-orientali della regione (Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini): a partire da sabato 2 luglio, e fino al 28 agosto, lo stato di grave pericolosità per il rischio incendi boschivi viene esteso a tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, provincia di Piacenza compresa. La situazione verrà rivalutata settimanalmente. Emanato dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, d’intesa con la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco e il Comando Regione Carabinieri Forestale, il provvedimento stabilisce il divieto assoluto di accendere fuochi o utilizzare strumenti che producano fiamme, scintille o braci, e vieta gli abbruciamenti di residui vegetali e stoppie. A motivare questa decisione, è l’aggravamento di una situazione già critica, esito di un bilancio idrico molto negativo, dopo un lungo periodo caratterizzato da scarsità di piogge e di neve, e da temperature superiori alle medie stagionali, sia in pianura che in quota. Per quanto riguarda i venti, le previsioni meteo prevedono che resteranno deboli, limitando l’indice di propagazione degli incendi. Lo stato di grave pericolosità è frutto di una valutazione tecnica, a cui concorrono vari soggetti: il centro funzionale Arpae E-R, che analizza la situazione climatica e le previsioni meteo a medio termine (piogge e temperature attese, intensità della ventilazione); i Carabinieri Forestale, che valutano lo stato della vegetazione, e i Vigili del Fuoco, che si occupano dei dati relativi agli incendi effettivamente registrati (circa cento nell’ultima settimana).

All’aumento dei divieti corrisponde un inasprimento delle misure di deterrenza: chi viola le norme o adotta comportamenti pericolosi potrà subire sanzioni fino a 10mila euro. Sotto il profilo penale, è prevista la reclusione da 4 a 10 anni se l’incendio è doloso (provocato volontariamente); ma anche se l’atto risulta colposo (causato in maniera involontaria), per negligenza, imprudenza o imperizia, si può essere condannati a risarcire i danni. Va ricordato che nei territori percorsi dal fuoco, nei successivi dieci anni sono vietate le attività agricole, la caccia e la pastorizia.

Sul sito web dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile (https://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it) viene pubblicato un Bollettino di informazione ai cittadini. Da venerdì 1° luglio, presso la sede dell’Agenzia a Bologna, tutti i giorni compresi i festivi, dalle 8 alle 20, sarà attiva la Sala Operativa Unificata Permanente. Squadre dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri Forestali e del volontariato di Protezione civile saranno impegnate in attività di avvistamento, prevenzione, spegnimento incendi, e repressione delle violazioni. In caso di avvistamento di un incendio boschivo, chiamare 115 (Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco). Per la segnalazione di illeciti e di comportamenti a rischio, il numero è 1515 (emergenza ambientale dell’Arma dei Carabinieri-specialità Forestale).

Pubblicato il 6 luglio 2022

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Casalasco ha acquisito il 73,8% di Emiliana Conserve e consolida la sua leadership


 Emiliana Conserve Stabilimento di Busseto copia

Casalasco ha reso noto che nei giorni scorsi è stata perfezionata l’acquisizione del 73,8% di Emiliana Conserve. Si tratta della più importante operazione straordinaria effettuata da Casalasco. L’acquisizione è stata portata avanti con il pieno sostegno del fondo QuattroR, recentemente entrato nella compagine sociale di Gruppo. Con questo nuovo investimento il gruppo, primo in Italia nel settore della trasformazione del pomodoro da industria, consolida ulteriormente la sua leadership anche a livello internazionale; con 11.300 ettari coltivati a pomodoro, 5 stabilimenti ed una capacità di trasformazione di oltre 850.000 tonnellate si colloca tra le prime 10 aziende al mondo del settore con un volume d’affari previsto di mezzo miliardo di euro. “Abbiamo portato a termine un’acquisizione straordinariamente importante – spiega il presidente Paolo Voltini - per l’impatto economico sul territorio sia a livello agricolo, arrivando a coinvolgere circa 800 aziende conferenti, sia per l’aspetto occupazionale considerando che negli stabilimenti del gruppo lavoreranno oltre 2.000 dipendenti tra fissi e stagionali; siamo orgogliosi di gestire una delle filiere più rilevanti per il Made in Italy”.

“Questa operazione – aggiunge Costantino Vaia, amministratore delegato della società - oltre ad accelerare in modo significativo il processo di crescita dell’azienda, rafforza ulteriormente la nostra leadership nel settore del pomodoro da industria grazie ad un processo di aggregazione volto a creare valore per l’intero comparto. La nostra filiera – continua Vaia – rappresenta da sempre un modello virtuoso fortemente radicato sul territorio, in grado di esportare il 70% delle produzioni sui mercati internazionali in oltre 60 paesi nel mondo”. Fondata nel 1985 in provincia di Parma e con un volume d’affari di 100 milioni di Euro, Emiliana Conserve ha due stabilimenti di lavorazione e confezionamento del pomodoro a Busseto e a San Polo di Podenzano. Il core business dell’azienda è rappresentato da polpe, passate e concentrati realizzate per conto delle principali Private Label e dei più importanti marchi del settore per il mercato nazionale ed estero. Nell’operazione Casalasco S.p.A. è stata assistita da KPMG e dallo Studio legale Gatti Pavesi Bianchi Ludovici mentre Emiliana Conserve è stata supportata dai legali Livia Giordani & Roberto Adornato di Milano e dallo Studio Mutti di Piacenza.

Pubblicato il 5 luglio 2022

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Programmare il “Dopo di noi”, 379mila euro per l’Ausl di Piacenza

Dopo di noi

Ammonta a quasi 6 milioni di euro il pacchetto di risorse destinate alle persone con disabilità grave e alle loro famiglie rese disponibili dal Fondo nazionale per il “Dopo di noi”, per iniziare da subito a ideare e attuare progetti di vita autonoma per i propri figli, quando i genitori o i familiari non ci saranno più o non saranno più in grado di assisterli. È la quota assegnata all’Emilia-Romagna per il 2022 sul monte complessivo che lo Stato ogni anno mette a disposizione delle Regioni per dar corpo alla legge 112/2016, la cosiddetta del ’Dopo di noi’: l’obiettivo è proprio quello di offrire strumenti concreti alle famiglie che hanno bisogno di preservare il futuro e la qualità della vita dei propri cari disabili, quando rimarranno soli. Il via libera alla programmazione degli interventi e alla suddivisione dei contributi tra tutte le Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna, sulla base del numero di residenti tra 18 e 64 anni, è arrivato in questi giorni dalla Giunta regionale. L’intera cifra (esattamente 5.951.020 euro) servirà infatti a sostenere le persone con disabilità soprattutto in percorsi di autonomia abitativa assistita, affinché possano decidere da soli dove, come e con chi vivere la loro vita adulta, in maniera gradualmente indipendente dai famigliari, in una casa che sia una vera casa e non necessariamente un istituto.

I beneficiari

Per accedere agli interventi previsti dal Dopo di noi è necessaria una valutazione multidimensionale, effettuata da équipe di operatori sociali e sanitari dei Comuni e delle Aziende Usl, che prevede la presenza in ogni distretto di una specifica Unità di valutazione incaricata di accertare gli effettivi bisogni e formulare proposte di progetti personalizzati impostati sulle necessità, desideri, aspettative e interessi delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.

Interventi finanziabili

Tra gli interventi che potranno essere finanziati con le risorse assegnate alle Ausl, ci sono quelli di sostegno alla permanenza nel proprio domicilio (2.677.959); programmi per rafforzare l’autonomia e sviluppare le competenze per la gestione della vita quotidiana, dalla cura della propria persona a quella della casa (1.487.755 euro); interventi di accompagnamento all’uscita dal nucleo famigliare, che prevedono l’alternanza di periodi in famiglia e periodi di permanenza presso alloggi alternativi al domicilio abituale (1.190.204 euro); realizzazione di soluzioni abitative alternative al ricovero nelle strutture, come la propria casa di origine, o l’accoglienza in abitazioni, gruppi-appartamento e co-housing (476.082 euro, per oneri di acquisto di nuovi alloggi, ristrutturazione e messa a norma degli impianti in quelli preesistenti). In base alla legge sul “Dopo di noi” in via residuale possono essere finanziati anche interventi di permanenza temporanea in strutture residenziali, nel caso per esempio si verifichi un’emergenza non gestibile dai familiari (119.020 euro). Infine, almeno 1.173.000 euro dovranno essere destinati all’assistenza delle persone con disabilità di maggiore gravità o perché già privi dei genitori, o i cui genitori non sono più in grado di offrire adeguata assistenza, oppure per le persone ricoverate in strutture non appropriate.

La ripartizione delle risorse per azienda sanitaria

Le risorse vengono suddivise tra le Ausl del territorio in proporzione al numero dei residenti di età compresa tra 18 e 64 anni al primo gennaio 2021. All’Ausl Romagna, con oltre 674 mila cittadini residenti in questa fascia di età, sono assegnati 1.489.495 euro; all’Azienda sanitaria di Bologna 1.185.416 euro (536.557 residenti); Ausl Modena 946.911 euro (428.602 residenti); Ausl Reggio Emilia 716.935 euro (324.508 residenti); Ausl Parma 612.860 euro (277.400 residenti); Ausl Ferrara 444.604 euro (201.242 residenti); Ausl Piacenza 379.100 euro (171.593 residenti) e Ausl Imola che ha ricevuto risorse per 175.699 euro (79.527 residenti).

Pubblicato il 6 luglio 2022

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Unioncamere: “L’artigianato rallenta, ma prosegue la ripresa”

Ripresa dellartigianato copia

Nel primo trimestre 2022 la produzione dell’industria nel suo complesso è cresciuta del 6,4%, mentre il volume d’affari delle costruzioni è salito del 6,3%. Dal Registro Imprese: il calo è stato ridotto nell’industria (-1,1%), mentre nelle costruzioni c’è stato incremento (+1,6%). L’artigianato continua sulla strada della ripresa. E’ quanto rileva l’indagine sulla congiuntura del settore di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna relativa al primo trimestre 2022.

L’ARTIGIANATO NELL’INDUSTRIA

Nonostante il peso della pandemia e l’inizio del conflitto in Ucraina nel primo trimestre dell’anno le imprese artigiane della manifattura regionale sono riuscite a realizzare un ulteriore recupero della produzione (+6,4%) rispetto al corrispondente periodo del 2021. Il risultato consolida la tendenza positiva avviata, anche se è più contenuto rispetto al complesso dell’industria regionale (+8%), il cui andamento è apparso chiaramente correlato alla dimensione aziendale. Sostenuto anche dalle tensioni sui prezzi, l’andamento del fatturato valutato a prezzi correnti ha avuto un recupero superiore alla produzione (+8,1%), trainato dal mercato interno, perché da quelli esteri è arrivato un contributo decisamente più ridotto, essendo ridotta la quota delle imprese artigiane che hanno sbocchi oltre frontiera. La ripresa del processo di acquisizione degli ordini ha rallentato sensibilmente, ma è rimasta comunque sostenuta (+6,8%), quanto basta per giustificare un tanto di cautela tenuto conto dei notevoli fattori di incertezza che gravano sull’evoluzione futura. Il supporto principale agli ordinativi è giunto dal mercato interno. Le settimane di produzione assicurata dalla consistenza del portafoglio ordini sono lievemente aumentate e hanno raggiunto la quota elevata di 8,3%. Inoltre, le imprese hanno mantenuto elevato il grado di utilizzo degli impianti al 74,5%.

IL REGISTRO DELLE IMPRESE

Le misure adottate a salvaguardia delle imprese prima e la ripresa in corso poi hanno contenuto l’emorragia delle imprese artigiane dell’industria in senso stretto. A fine marzo 2022 le imprese attive erano 26.457 in flessione dell’1,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, con un calo pari a 291 imprese. La tendenza alla diminuzione è in tutti i settori. E’ stata determinata in particolare da industria ceramica, del vetro e dei materiali per l’edilizia (-2,5%), poi meccanica, elettricità ed elettronica e dei mezzi di trasporto” (-58 unità, -1,1%), moda (-57 imprese, -1,3%), industria alimentare (-53 imprese, -1,7%). Riguardo alla forma giuridica, sono aumentate solo le società di capitale (+2,1%, +896 imprese) giunte a rappresentare il 16,3%. Si sono ridotte in modo sensibile le società di persone (-317 unità, -4,5%) e hanno subito un calo le ditte individuali (-62 unità, -0,4%).

L’ARTIGIANATO NELLE COSTRUZIONI

Tra gennaio e marzo ha trovato conferma la tendenza positiva per l’artigianato delle costruzioni emiliano-romagnolo, che è apparsa meno intensa rispetto ai trimestri precedenti. La spinta dei “bonus” si è forse scontrata con limiti d’offerta (disponibilità di imprese, lavoratori e materiali), con notevoli incrementi dei listini, sui cui hanno gravato anche le conseguenze del conflitto in Ucraina.

Il volume d’affari a prezzi correnti ha fatto registrare un buon incremento rispetto allo stesso periodo del 2021 (+6,3%), dove però la tendenza era ancora lievemente negativa. Il dato appare appena superiore rispetto al totale delle imprese di costruzioni regionali (+ 5,2%). Le piccole e medie imprese più attive nei lavori di ristrutturazione sono cresciute con un passo più rapido rispetto alle grandi.

IL REGISTRO DELLE IMPRESE

A fine 2021 la consistenza delle attive nelle costruzioni è risultata pari a 51.596, vale a dire 1183 in più (+2,3%). L’andamento risulta più dinamico rispetto al livello nazionale (+0,7%), ma inferiore in confronto al totale regionale dell’industria delle costruzioni (+3,1%). La tendenza positiva è legata alle imprese operanti nei lavori di costruzione specializzati (+2,5%, +1074 unità), avvantaggiate dagli incentivi introdotti a favore del settore, mentre quelle attive nella realizzazione di edifici mostrano una crescita più contenuta (+1,6%, +108 unità). Osservando la forma giuridica, la crescita è stata determinata dall’ampio incremento delle società di capitali (+10,7%, 397 unità), categoria che costituisce l’8% delle imprese artigiane attive nelle costruzioni. Ulteriore rafforzamento delle ditte individuali (+907 unità, +2,2%). Si riducono le società di persone (-2,7%, -124 unità), mentre il piccolo gruppo delle cooperative e consorzi segna un rapido aumento (+1,6%).

Pubblicato il 4 luglio 2022

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