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Notizie Varie

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A Bettola una via intitolata a don Vincenzo Calda

don Calda

Il Comune di Bettola ha deciso di intitolare una via a don Vincenzo Calda, indimenticato parroco di San Bernardino.
Sabato 6 agosto, alle 17, il sindaco Paolo Negri scoprirà i nuovi cartelli di tre vie del paese della zona lottizzata di “Fra i Luoghi”, nel capoluogo. Altre due vie sono state intitolate a due figure storiche di Bettola: il partigiano, sindaco e farmacista Ginetto Bianchi e il giornalista e direttore del Corriere della Sera Alberto Cavallari.

CHI ERA DON VINCENZO CALDA

Don Vincenzo Calda nacque il 1° gennaio 1916 a Piacenza, venne ordinato sacerdote il 25 marzo 1939. Iniziò il suo servizio pastorale come curato in San Savino, per poi passare nel ’41 con lo stesso incarico a Caorso, assumendo anche lo stesso ruolo per Zerbio. Il 18 giugno ’43 è stato nominato parroco di Pessola. Nel ’53 l’approdo a Bettola, nella parrocchia di San Bernardino, dove è rimasto fino al 2002, quando per motivi di salute ha dovuto rinunciare all’incarico, rimanendo comunque a vivere nella canonica, fino al ricovero alla struttura “Cerati” di Piacenza, dove è morto il 19 novembre 2007. Nel suo mandato bettolese ha ricoperto anche il ruolo di amministratore e parroco di Roncovero, fino alla dichiarata inagibilità della struttura dell’ex seminario “San Luigi”.

QUELLO CHE HA FATTO E LASCIATO

Al suo arrivo San Bernardino inizia subito a caratterizzarsi per la vitalità giovanile. Don Calda si fa promotore di molte iniziative, a partire dalla costruzione dell’oratorio nel ’56. Al sacerdote è dedicato il centro polifunzionale di San Bernardino. “Don Vincenzo è stato parroco di San Bernardino per oltre trent’anni – ha sempre ricordato l’attuale parroco don Angelo Sesenna -, e si può dire che tutto quello che c’è in questa parrocchia l’ha fatto lui”. Don Vincenzo ha accompagnato per decenni la vita di Bettola e dei suoi fedeli. “Conservo un ricordo affettuosissimo di don Vincenzo Calda – disse nel momento della sua scomparsa, Pierluigi Bersani, ex ministro ed ex presidente della Regione, originario di Bettola -. L’intensità del nostro rapporto si può misurare dall’inizio, ovvero dalla volta del famoso sciopero e poi con il momento culminante, quando lui suonò le campane della chiesa quando diventai ministro per la prima volta”. Bersani da bambino indossò infatti la veste di chierichetto all’inizio degli anni sessanta, quando avanzò una critica nei confronti del “suo” sacerdote don Vincenzo. “Scioperammo – raccontò anche in una recente puntata di “Porta a Porta” su Raiuno - perché noi chierichetti non eravamo d’accordo con il metodo di ripartizione delle mance agli sposalizi. Le regole non ci sembravano socialmente eque”. Don Vincenzo si oppose: “siete troppo piccoli, i soldi ve li tengo io”. Bersani non ci stette e capeggiò lo sciopero. La domenica successiva, nello stupore dei fedeli, nessuno servì all’altare. Alla fine don Vincenzo fu costretto a cedere e si arrivò a un compromesso: i soldi dei chierichetti li avrebbero tenuti i genitori. La polemica finì e tra i due si creò una bella intesa. “Una persona straordinaria nella sua semplicità – disse Bersani -. Un parroco davanti al quale tutti si dovrebbero inginocchiare, laici e cattolici, credenti e non credenti, per la sua capacità di tenere insieme la comunità, il suo lasciare spazio a tutti. La semplicità era il suo tratto distintivo, che ha lasciato un’impronta in tutti i suoi parrocchiani”.

Un altro merito di don Vincenzo Calda è stato quello di dare vita al “Coro Ana Valnure”, nato proprio a Bettola nel marzo del 1973 col nome di “Corale Bettolese”, nella parrocchia di San Bernardino. Don Vincenzo fondò il gruppo insieme ad alcuni volontari amanti del canto corale di montagna: inizialmente costituirono una corale a voci miste e un anno dopo il coro diventò solamente a voci virili. Nel 1982 la Corale viene integrata con l’apporto di alcuni voci originarie di Groppallo di Farini e la direzione affidata a don Gianrico Fornasari. Don Calda assunse allora il ruolo di presidente. Don Vincenzo si è dato da fare nel corso del suo lungo sacerdozio bettolese, oltre che per la musica, anche per lo sport. San Bernardino divenne infatti la sede di un mitico gruppo sportivo del paese dal nome un po’ strano: i “Diavoli Neri”. Alla fine degli anni ’80 fondò anche la Filodrammatica San Bernardino, ancora oggi attiva. Per il suo impegno a favore della comunità di San Bernardino e di tutta Bettola, il centro parrocchiale Anspi e il complesso di campi da gioco sono stati a lui intitolati e dedicati. Don Vincenzo Calda riposa nel cimitero di San Bernardino insieme ai genitori e alla sorella Anna, che le è rimasta accanto per tutta la sua vita.

Pubblicato il 5 agosto 2022

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Banca di Piacenza ancora partner organizzativo del Piacenza Calcio

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La Banca di Piacenza ha rinnovato il rapporto di collaborazione con il Piacenza Calcio, di cui sarà partner organizzativo anche per la stagione sportiva 2022-2023.
La convenzione è stata firmata - nella Sala Ricchetti della Sede centrale dell’Istituto di credito - dal presidente della società biancorossa Roberto Pighi e dal presidente esecutivo della Banca Corrado Sforza Fogliani, presenti anche Marco Polenghi e Marco Scianò, rispettivamente vicepresidente e direttore generale del Piacenza Calcio, e il vicedirettore generale della Banca Pietro Boselli.
Le parti hanno espresso reciproca soddisfazione per aver dato seguito ad una partnership avviata due anni fa nell’ambito del progetto di rilancio della società sportiva, che anche quest’anno parteciperà al campionato nazionale di Lega Pro.

La conferma di questa collaborazione rientra, per la Banca, nella continuità di azione di sostegno concreto al territorio in cui opera da 85 anni. Anche nello sport.

Pubblicato il 4 agosto 2022

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Valtidone Wine Fest: torna a settembre il festival che promuove vino e territorio


valtidone wine fest 2022 presentazione 5


Torna a settembre l’atteso Valtidone Wine Fest, il festival che celebra il vino e il suo territorio, la splendida Val Tidone, in provincia di Piacenza, in Emilia-Romagna ai confini con Piemonte e Lombardia, a soli 60 chilometri da Milano. La rassegna ritorna con la formula collaudata delle quattro tappe, ognuna in un fine settimana, nei comuni di Borgonovo, Ziano, Alta Val Tidone e Pianello.
“E’ la tredicesima edizione – raccontano i Sindaci dei 4 comuni in conferenza stampa nella sala consiliare della Provincia di Piacenza – un numero che speriamo porti bene per rilanciare non solo la manifestazione, ma tutto il territorio dopo gli anni difficili della pandemia. I nostri produttori, ultimamente colpiti anche da eventi meteorologici devastanti, hanno bisogno di ripartire con slancio e forza; questa rassegna ha da sempre avuto lo scopo di sostenerli nella loro straordinaria attività di cura e di valorizzazione della nostra splendida terra e dei suoi frutti, a maggior ragione lo farà quest’anno”.

Un festival che poggia sulle caratteristiche che l’hanno reso noto e apprezzato in questi anni anche al di fuori dei confini provinciali, ma che si rinnova come ogni anno con tante novità e appuntamenti speciali. Come da tradizione, il viaggio nei vini e nel territorio parte da Borgonovo Val Tidone. Il 4 settembre, con Ortugo&Chisôla, l’evento che unisce il vino bianco autoctono del territorio piacentino alla focaccia con i ciccioli de.co.. “La principale novità di quest’anno – preannuncia il Sindaco Monica Patelli – sarà la disposizione dei banchi di assaggio delle cantine e delle aziende vitivinicole in Via Roma, mentre in collaborazione con Coldiretti daremo vita alla prima edizione del Premio Miglior Ortrugo”.

A Ziano Piacentino, sui colli vitati della Val Tidone, domenica 11 settembre la declinazione della rassegna in Sette Colli in Malvasia si unisce alla storica Festa dell’Uva. “Porteremo alcune novità a una formula collaudata – dice il Sindaco Manuel Ghilardelli – Con la partecipazione del Gal approfondiremo il nostro focus sul malvasia, che sarà protagonista anche di un pre-evento, il sabato sera, a Castel San Giovanni nell’ambito di una cena-degustazione”.
Terza tappa della rassegna in Alta Val Tidone, il 18 settembre. “Il centro dell’evento DiTerreDiCibiDiVini e…diOli sarà quest’anno Trevozzo – dice il Sindaco Franco Albertini, intervenuto anche come Presidente della Provincia di Piacenza – continuando nel nostro intento di rendere il festival itinerante nel nostro comune. Proseguiremo anche l’abbinamento con l’olio della Val Tidone di cui si sta sviluppando sempre di più la produzione e con il buslàn, il nostro dolce tipico, mentre insieme al Gal, sabato 17, organizzeremo una degustazione di vini con abbinamenti ai prodotti tipici nel centro di Nibbiano”.

Nella foto, la presentazione in Provincia del Valtidone Wine Fest.

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Wecoop, laboratorio di educazione all’imprenditorialità cooperativa

 wecoop



Concluso il percorso di conoscenza e stimolo all’autoimprenditorialità per futuri manager tenuto da Università Cattolica del Sacro Cuore e Confcooperative Piacenza.
Sono stati 392 i partecipanti a WECOOP, laboratorio di orientamento alla cultura imprenditoriale cooperativa, organizzato congiuntamente dalla prof.ssa Franca Cantoni, docente della facoltà di Economia e Giurisprudenza piacentina, e da Nicoletta Corvi, direttrice di Confcooperative Piacenza fino al 31 luglio scorso, e destinato agli studenti iscritti al primo anno della laurea in Economia aziendale, corsi di Organizzazione di impresa (in lingua italiana) e Organizational Theory and Design (in lingua inglese) della laurea triennale in Economia aziendale).

Terminato il seminario, un piccolo gruppo di studenti ha voluto cogliere un’ulteriore opportunità di approfondimento frequentando un secondo laboratorio, di taglio più operativo, finalizzato all’attualizzazione del modello cooperativo attraverso l’ideazione e sviluppo di un progetto d’impresa. Ciò ha permesso alla classe, composta da 12 studenti, di simulare, seppure a livello embrionale, il modello cooperativo a partire dall’individuazione di un’idea progettuale per poi seguirne le fasi di sviluppo finalizzato alla definizione di un progetto d’impresa.

Negli incontri svolti presso l’Ateneo piacentino sono stati illustrati gli elementi più caratterizzanti dell’impresa cooperativa, in un percorso finalizzato a far cogliere le potenzialità della cooperativa non solo come possibile sbocco professionale, ma anche come modello d’impresa per lo sviluppo di idee progettuali e quindi di progetti imprenditoriali.

“L’insegnamento – spiegano Nicoletta Corvi e Franca Cantoni - ha previsto l’impiego di diversi strumenti e l’utilizzo di percorsi operativi ad hoc, quali video e filmati per presentare l’impresa cooperativa, i valori di riferimento, gli ambiti e settori di attività, la tipologia delle imprese cooperative, ma anche griglie per la focalizzazione e lo sviluppo di progetti reali, strumenti capaci quindi di guidare l’evoluzione da una semplice idea ad un vero e proprio progetto d’impresa, utilizzati per il lavoro nel gruppo progettuale. Assai variegati gli elaborati conclusivi, che hanno spaziato dalla realizzazione di una stazione di rifornimento ad idrogeno (da finanziare tramite il PNRR), ad un’idea di corretto smaltimento dei rifiuti denominata ‘Roma pulita’, oppure da un’accademia per giovani attori da realizzarsi a Piacenza, fino ad innovativi sistemi di export dei prodotti agroalimentari del territorio, e, infine, dalla valorizzazione locale a partire dalla messa a reddito dei terreni incolti ad un’agenzia efficace nella ricerca e selezione del personale. Un’esperienza complessivamente assai proficua – dichiarano le due formatrici - che ci riproponiamo di presentare nuovamente negli anni a venire e di implementare”.

Pubblicato il 4 agosto 2022

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Calendasco, “quarta dose” casa per casa

vaccino

Vaccino a domicilio per una ventina di residenti di Calendasco. Nella mattinata di sabato scorso, il dottor Giuseppe Guasconi ha provveduto a somministrare la quarta dose del siero anti-Covid a cittadine e cittadine impossibilitati a muoversi da casa per ragioni di salute. Si è trattato, in particolare, di anziani allettati o comunque di soggetti particolarmente fragili.
L'iniziativa è stata promossa dall'Amministrazione comunale e realizzata grazie alla disponibilità del medico di famiglia del paese, che già in passato aveva sempre partecipato agli ambulatori vaccinali promossi sul territorio. Fondamentale anche il supporto della Farmacia di Calendasco e dell’assistente sociale per raccogliere le adesioni ed individuare le persone potenzialmente interessate all’opportunità.
“Ancora una volta grazie ad un’importante azione di squadra si è garantito al nostro territorio un importante servizio sanitario di prossimità, volto a mettere al centro i cittadini con le loro necessità, in particolare quelli più deboli”, spiega il sindaco Filippo Zangrandi. “Un grande grazie – conclude il primo cittadino – va a tutti coloro che hanno reso possibile un’attività preziosa e per nulla scontata”.

Pubblicato il 2 agosto 2022

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