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Notizie Varie

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Anche Piacenza s'illumina di meno per la Giornata nazionale del risparmio energetico

illumino23

Torna, giovedì 16 febbraio, l'appuntamento con la Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, istituita formalmente dal Parlamento nel 2022 convertendo in legge l'impegno promosso, a partire dal 2005, grazie all'iniziativa “M'illumino di meno”, lanciata dalla trasmissione Caterpillar di Rai Radio 2 che ha raccolto, dagli esordi alla 19° edizione che si celebra quest'anno, un numero crescente di adesioni in tutta Italia.

Piacenza – sottolinea l'assessora all'Ambiente Serena Groppelli – è da sempre in prima linea in questa occasioneattraverso il Ceas Infoambiente comunale, condividendo non solo l'obiettivo concreto di ridurre l'impatto dell'inquinamento da fonti luminose e,nel contesto attualepiù che mai, di prevenire e contrastare ogni forma di spreco energetico, ma anche facendo propria la priorità di una sensibilizzazione efficace e capillare, che possa coinvolgerela nostra comunitàin un percorso di azioni virtuose e corrette abitudini quotidiane”.
Per questo, giovedì 16 febbraio si spegnerà simbolicamente, dalle 18 alle 24, l'illuminazione artistica di Palazzo Gotico,
ma l'Amministrazione rinnova anche l'invito a limitare – ove possibile – i consumi elettrici e il riscaldamento negli uffici e nelle scuole pubbliche tra le 11 e le 12 del mattino.

La Cappella Ducale di Palazzo Farnese sarà teatro, giovedì 16 con inizio alle 19, del concerto acustico “al buio” dell'Orchestra della scuola media Nicolini, diretta dalla professoressa Alessandra Capelli: “Un evento speciale – aggiunge l'assessora Groppelli – a cui auspichiamo si possano aggiungere tante altre iniziative da parte di associazioni, cittadini e attività commerciali che, tra una cena a lume di candela e altre iniziative simboliche, vogliano aderire a questo momento di responsabilità collettiva, registrandole proprie proposte sulla mappa nazionale. Chi volesse approfondire i temi del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale può inoltre consultare, in questi giorni, i testi esposti tra gli scaffali dedicati della Biblioteca Passerini Landi, che ha anche pubblicato sul proprio sito web un'utile bibliografia specifica”.

Pubblicato il 14 febbraio 2023

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Pronti i fondi per sostenere la viticoltura

 Vigneti bandi

Nuova edizione 2023 del bando regionale per il rinnovo dei vigneti, strategia fondamentale per sostenere le imprese verso produzioni di qualità, in particolare per le varietà Doc e Igt e per una forte competitività delle aziende vitivinicole regionali. Con un finanziamento da oltre 15 milioni di euro, la Regione sostiene investimenti per l’innovazione tecnica e varietale. Le aree interessate toccano tutte le province, dalla pianura emiliana e romagnola fino alla costa e alla collina. Il bando, che rientra tra gli interventi finanziati dall’Ue sulla vitivinicoltura, concede contributi per l’estirpazione e il reimpianto di nuove varietà di uva da vino e per incentivare tecniche produttive innovative, all’insegna della meccanizzazione colturale e dell’installazione di impianti irrigui di ultima generazione.
“L’identità territoriale dei vini dell’Emilia-Romagna è cresciuta, assieme alla riorganizzazione della viticoltura regionale. Il bando che prende il via - afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi - è un’occasione per riconvertire i vecchi vigneti, sempre favorendo le produzioni di vini a Denominazione d’origine o a Indicazione geografica. Il nostro obiettivo è sostenere le imprese nella produzione e rafforzare l’offerta commerciale, adeguandola a un mercato sempre più orientato verso vini di qualità. L’obiettivo- chiude Mammi - è una produzione vitivinicola sostenibile, che valorizzi i vitigni di nuova introduzione in grado di resistere all’attacco dei patogeni e di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici, e che abbatta i carichi energetici e chimici lungo tutta la filiera”. Dei circa 53mila ettari di vigneti in Emilia-Romagna, 51mila ettari hanno almeno un’indicazione geografica. 43mila e 400 sono i vigneti in cui si unisce la possibilità di avere un riconoscimento a indicazione geografica o denominazione d’origine; il 66% delle uve prodotte regione viene rivendicata per vini a Denominazione d’origine o a indicazione geografica.

Il Bando

Gli aiuti per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti variano da 8 mila a 8 mila 500 euro all’ettaro a seconda che i nuovi impianti siano localizzati rispettivamente a nord o a sud dell’asse della via Emilia. A questa cifra vanno poi sommati un contributo extra di 900 euro l’ettaro per l’estirpazione del vecchio vigneto e ulteriori 3 mila euro, sempre per ettaro, per il mancato reddito durante il fermo produttivo per i lavori di rinnovo di vigneti. La superficie minima dell’intervento è fissata in 5 mila metri quadrati raggiunti anche sommando le superfici relative a più interventi. Potranno essere rendicontati non solo i costi sostenuti per eseguire l’intervento (acquisto pali, fili e barbatelle), ma anche le spese per i lavori in economia. Tra le novità del bando è stata prevista la possibilità di intervenire su vigneti esistenti di qualsiasi età (a eccezione del sovrainnesto portato a 25 anni di età), l’aumento del contributo per il mancato reddito da 2 a 3mila euro per ettaro e più tempo a disposizione per i viticoltori per completare i lavori: prima scadenza al 10 giugno 2024 oppure 10 giugno 2025 per coloro che presentano un progetto biennale. Le domande vanno presentate on line entro le ore 13 del 31 marzo 2023 sulla piattaforma di Agrea, direttamente dagli imprenditori agricoli oppure attraverso i Centri di assistenza agricola (Caa).

Pubblicato il 14 febbraio 2023

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Nell’ultimo trimestre in leggero calo il numero delle imprese

numero imprese

Sembra essere stato assorbito l’effetto impresso dalla pandemia e dalle conseguenti misure di sostegno alle aziende, sulla natalità e mortalità delle imprese. Come emerge dall’analisi dell’ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna sui dati del Registro imprese delle Camere di commercio, nell’ultimo trimestre del 2022 si registra un lieve calo della base imprenditoriale regionale.

Alla fine dello scorso anno, le imprese attive sono scese nuovamente sotto quota 400mila, per la precisione a 397.523 con una diminuzione pari a 3.157 unità (-0,8%) rispetto al termine dell’anno precedente. Con l’avvio dell’estate si è quindi interrotta la fase positiva avviata con il primo trimestre 2021 e durata 18 mesi che ha testimoniato dell’efficacia delle misure introdotte a sostegno delle imprese. L’andamento regionale dell’imprenditoria si è allineato a quello riferito a quello nazionale che nello stesso periodo ha fatto registrare una quasi analoga flessione delle imprese attive (-0,7%). Consideriamo in dettaglio le variazioni, la base imprenditoriale dell’agricoltura, silvicoltura e pesca si è ridotta di 941 unità (-1,7%). L’industria ha subito una contrazione delle imprese (-2,4%), corrispondente, in valori assoluti a una riduzione di 817 unità. In controtendenza si evidenzia l’incremento deciso nella riparazione e manutenzione di macchine (+71 unità, +1,9%), e quello minimo della farmaceutica.

Al contrario, i principali contributi negativi sono venuti dalle industrie della moda (-256 imprese, -4,2%), in particolare, dal comparto delle confezioni (-179 unità, -4,2%), del tessile e della pelletteria. Sensibile diminuzione anche nel comparto della fabbricazione di macchinari e apparecchiature (-190 unità, -1,9%). Per il settore della fabbricazione di prodotti in metallo il calo è stato di 154 imprese (-3,9%), nell’industria alimentare il numero delle aziende si è ridotto di 106 unità (-2,3%).

L’insieme del commercio all'ingrosso e al dettaglio e della riparazione di autoveicoli e motocicli ha fatto registrare una riduzione delle imprese pari a 1.805 imprese, (-2,1%). La base imprenditoriale delle costruzioni, dopo la forte crescita grazie ai benefici delle misure di incentivazione governative, ha prolungato l’andamento positivo, seppur in rallentamento, (+230 unità, +0,3%). Per il complesso dei servizi, al netto del settore del commercio, si evidenzia un aumento (+394 imprese, +0,3%). In calo il comparto dell’alloggio e ristorazione (-502 unità, -1,7%). Il maggiore aumento è venuto dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+431 unità, +2,5%), soprattutto direzione aziendale e di consulenza gestionale (+260 unità, +4,6%), le finanziarie e assicurative (+181 unità, +1,9%). Bene l’immobiliare (277 unità, +1,0 per cento), avvantaggiato da bonus e superbonus, che hanno reso più attraente l’investimento nel “real estate” e i servizi di informazione e comunicazione (+90 imprese, +1,0 per cento), determinato dalle imprese attive nella produzione di software, consulenza informatica e attività connesse (+72nità, +1,9 per cento) e nei servizi d'informazione e altri servizi informatici (+54 unità, +1,6%).

Alla fine del 2022, le società di capitale hanno raggiunto quota 100.976 con un notevole aumento nel decennio (+22.191 unità, +28,2%), trainate dall’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata, tanto da costituire la seconda tipologia di forma giuridica più diffusa, con una quota del 25,4% e con un aumento eccezionale di 6,8 punti. A fare da contraltare è l’andamento delle ditte individuali che costituiscono ancora la classe di natura giuridica più diffusa pari al 54,9% delle imprese (218.380 unità), ma rispetto a dieci anni prima la loro consistenza si è ridotta di 30.357 unità (-12,2%) tanto che la loro quota sul totale delle imprese è scesa di 3,7 punti.

Pubblicato il 12 febbraio 2023

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Gragnano, il doposcuola de «La Ricerca» coinvolge 16 bambini delle elementari

doposcuola

Il 13 dicembre scorso è ripartito il doposcuola presso la Scuola Primaria “Tina Anselmi” di Gragnano. Si tratta di un servizio iniziato nel 2020 grazie al finanziamento ottenuto dal progetto Ri-CONnESSI, presentato da un gruppo di associazioni con capofila l'associazione Abracadabra - Progetto Famiglie di San Nicolò, a seguito di un bando regionale. Terminati i finanziamenti regionali, l'Amministrazione Comunale di Gragnano è intervenuta affinché il doposcuola potesse proseguire. “Gli insegnanti hanno molto apprezzato la collaborazione che si è instaurata nel tempo tra volontari, educatori e docenti cosicché anche quest’anno abbiamo fatto il possibile per garantire questo servizio aggiuntivo”, afferma il sindaco Patrizia Calza.

“Investire sull’educazione è sempre più necessario, soprattutto ora in cui le cronache e le ricerche ci rimandano l’immagine di ragazzi insicuri, talvolta isolati e con difficoltà di apprendimento causato anche dall’ansia. La costruzione di una rete che si occupa di loro è particolarmente utile. Nei pomeriggi a scuola i bambini non sono solo seguiti nell’esecuzione dei compiti ma partecipano anche a iniziative di gioco e socializzazione”. Il servizio, gestito dai Servizi Educativi dell'Associazione “La Ricerca”, coinvolge quest'anno 16 bambini dalla prima alla quinta e si svolge nei locali della Scuola Primaria ogni martedì pomeriggio dalle ore 16.30 alle ore 18.30. “Gli alunni partecipanti sono stati scelti dalle insegnanti del plesso, con attenzione sia ai bisogni didattici che alle condizioni di fragilità dei nuclei familiari”, spiega Paolo Savinelli de La Ricerca. “Abbiamo concepito l’iniziativa come luogo per attivare un recupero didattico ma anche per costruire relazioni e socializzare aumentando il benessere dei piccoli”.

Il doposcuola è gestito quest'anno da un'educatrice, coadiuvata da 4 volontari, due dei quali residenti nel territorio di Gragnano e due reperiti dalla collaborazione con l'associazione Abracadabra. Il doposcuola proseguirà fino alla fine di maggio 2023. “Apprezziamo particolarmente - conclude l’assessore alla pubblica istruzione Alessandra Tirelli - l’attività dei volontari che si sono attivati in un settore così delicato e impegnativo per la crescita dei nostri concittadini e li ringraziamo per il prezioso contributo”.

Pubblicato il 13 febbraio 2023

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Ad un anno dallo scoppio della guerra finanziati 58 progetti di sostegno all’Ucraina

 Ucraina aiuti

Quasi due milioni di euro e 58 progetti finanziati. A un anno dal via della guerra in Ucraina a seguito dell’invasione russa, la Regione Emilia-Romagna fa un bilancio delle azioni realizzate per dare accoglienza a profughi e sfollati e aiutare, anche in loco, la popolazione colpita da questo dramma umanitario. In Commissione assembleare è stata presentata la relazione sulla clausola valutativa della legge regionale 4/2022, “Misure urgenti di solidarietà in favore della popolazione ucraina”; a fare il punto l’assessora alla Cooperazione internazionale allo sviluppo, Barbara Lori.

Diversi gli interventi attivati, in campo sanitario e sociale, oltre alla raccolta fondi regionale che ha già superato 2 milioni e 260mila euro. Una immediata risposta all’emergenza è arrivata dalla Regione con il primo bando per il sostegno umanitario il 7 marzo 2022, a cui ha fatto seguito la legge regionale di iniziativa della Giunta approvata dall’Aula lo scorso aprile, che ha permesso di intervenire formalmente anche per utilizzare le risorse raccolte attraverso la raccolta fondi. Tre le possibili destinazioni d’uso delle risorse, stabilite dalla legge: sostegno a progetti umanitari realizzati direttamente in Ucraina (16 progetti già approvati e finanziati); assistenza e supporto ai profughi accolti in Emilia-Romagna (realizzati due bandi per favorire la partecipazione ai centri estivi e l’integrazione nella scuola e nella comunità); una volta terminato il conflitto, la ricostruzione di spazi pubblici di valore sociale (scuola, nido, biblioteca) in loco.

Sono stati 8 per un totale di circa 250mila euro i progetti finanziati con il primo avviso del 7 marzo scorso. Una risposta tempestiva, quella dell’Emilia-Romagna, grazie al fatto che l’Ucraina rientrava nel novero dei Paesi inseriti nella programmazione della cooperazione internazionale della Regione. Sostenere la prima accoglienza dei profughi ucraini nelle comunità di accoglienza nei Paesi limitrofi, ricostruire il benessere psicologico delle vittime del conflitto, in particolare delle fasce vulnerabili della popolazione come donne, bambini e persone con bisogni speciali: questi gli ambiti di intervento effettuati da Ong, Onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali ed enti locali emiliano-romagnoli. E ancora 8 progetti finanziati con circa 600mila euro, grazie ad un bando rivolto a Ong, associazioni del Terzo Settore e agli Enti locali e approvato dopo il via libera dell’Aula alla legge regionale, hanno permesso di intervenire sui bisogni di sostegno umanitario, sanitario e psicologico di donne, anziani, disabili e bambini sfollati in Ucraina o in transito nelle principali città ucraine verso i confini per fuggire dalla guerra.

Anche in Emilia-Romagna sono state realizzate iniziative a sostegno alle popolazioni ucraine. Come, ad esempio, l’accoglienza di 8.066 bambini e bambine nei Centri estivi grazie a un contributo regionale di 500mila euro. Sempre nei comuni emiliano-romagnoli, a partire da luglio dello scorso anno, sono stati finanziati 42 progetti per un totale di 517mila euro, destinati a sostenere le spese per il servizio mensa nelle scuole, la promozione della pratica sportiva, di attività culturali e dell’acquisto di libri in lingua ucraina da mettere a disposizione di biblioteche e ludoteche comunali. Particolarmente complesso è stato il lavoro con i bambini disabili, che vivono in maniera ancora più acuta dei loro coetanei lo stress del conflitto; un’altra complessità è legata al continuo mutare delle famiglie ucraine presenti in Emilia-Romagna, che obbliga ad avere una grande flessibilità nella gestione dei progetti. Per quanto riguarda l’integrazione a scuola, alcune famiglie hanno preferito fare seguire i corsi ucraini on line ai loro bambini: una scelta legata al desiderio di rientrare nel proprio Paese. Prosegue intanto la raccolta fondi promossa dalla Regione per l’assistenza e l’aiuto umanitario ai profughi ucraini, che ha superato quota 2 milioni e 260mila euro, grazie alla generosità di quasi 15mila donatori (dati aggiornati al 30 gennaio 2023). Si tratta perlopiù di singoli cittadini, insieme ad aziende, associazioni ed enti locali.

Pubblicato l'11 febbraio 2023

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