Anche nel 2023 si è rinnovata la tradizione del “Soggiorno climatico invernale” per un gruppo di circa venti over 60 del Comune di San Giorgio Piacentino. I sangiorgini, accompagnati dal veterano Claudio Devoti, sono stati ospiti dell’hotel Paradiso a Diano Marina, in Liguria. Durante la vacanza sono stati raggiunti dal sindaco Donatella Alberoni che, anche a nome dell’Amministrazione Comunale, ha portato i suoi saluti. I soggiorni marini, sia invernali (in Liguria) che estivi (sulla riviera romagnola), sono ormai una iniziativa organizzata e consolidata dall’Amministrazione Comunale a favore degli anziani con la ricerca di prezzi calmierati sia per il soggiorno che per il viaggio in pullman. Il soggiorno in località marine permette anche occasioni di socializzazione, relax , divertimento e verrà riproposto nei prossimi mesi nella versione estiva.
Anche quest’anno un nutrito gruppo di over 65 del Comune di Gragnano ha soggiornato sulla Riviera ligure di Ponente, a Varazze, dove da diversi anni gli stessi gragnanesi amano ritornare durante il periodo invernale. Durante la vacanza sono stati raggiunti per un giorno dal nipote di una delle partecipanti, Andrea Capellini, consigliere comunale, che ha quindi portato i saluti dell’Amministrazione. I soggiorni marini, sia invernali che estivi, sono una delle iniziative volute dall’Amministrazione Comunale a favore degli anziani. “Crediamo nella bontà di questa iniziativa”, osservano il sindaco Patrizia Calza e l’assessore ai servizi sociali Marco Caviati, che hanno salutato alla partenza i 25 in partenza. “Cerchiamo così di favorirla, sia coprendo il costo del viaggio che ottenendo prezzi di soggiorno calmierati grazie alle partenze di gruppo. Diverse sono le ragioni alla base di queste iniziative, non solo quelle di tipo sanitario in quanto, mentre si favorisce il soggiorno in località in cui le condizioni climatiche sono migliori, si offrono anche occasioni di socializzazione, di relax, di divertimento e si combatte la solitudine”. A Gragnano sono 974 gli over 65 e 312 gli ultraottantenni. Circa 90 sono gli anziani in carico al servizio sociale professionale. Alle loro esigenze si cerca di rispondere anche grazie al progetto “Adotta un anziano”, nell’ambito del Servizio Civile Volontario, che ormai da diversi anni viene scelto e finanziato da risorse nazionali. Attualmente prestano servizio due ragazze che stanno per concludere il servizio. L’Amministrazione spera che si possano trovare altri giovani interessati nonostante il numero dei giovani che abbracciano l’esperienza del servizio civile si stia riducendo ogni anno in tutto il Paese. Quanto alle altre attività svolte dai Servizi Sociali Comunali per destinatari ultrasessantacinquenni la responsabile Luisa Zioni ricorda i pomeriggi al cinema e i soggiorni marini, l’assistenza domiciliare, il progetto “dimissioni protette”, l’accompagnamento sociale. Quindici invece sono gli ospiti del Centro Diurno Anziani San Michele, realizzato in un immobile donato dalla Parrocchia di San Michele Arcangelo di Gragnano e ristrutturato dal Comune grazie ad un ingente contributo della Regione Emilia-Romagna.
Rinnovabile, con zero emissioni e molto risparmio (energetico ed economico). La Regione Emilia-Romagna punta sempre più sul fotovoltaico e la Giunta propone al vaglio dell’Assemblea legislativa un atto specifico sul tema. Obiettivo, l’aggiornamento dei criteri che orientano i soggetti, pubblici e privati, nella corretta localizzazione degli impianti, tutelando al tempo stesso i terreni coltivati, il paesaggio e l’ambiente circostante. Tutto questo alla luce della più recente legislazione statale che, con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo più ampio e rapido di questi sistemi di produzione energetica, ha ampliato i casi di aree idonee, creando tuttavia dubbi interpretativi a causa della numerosa stratificazione normativa introdotta. Da qui la necessità di un intervento chiarificatore e di indirizzo della Regione, richiesto dagli stessi operatori. L’obiettivo è armonizzare i criteri per la localizzazione degli impianti fotovoltaici, definiti dalla normativa statale, con le caratteristiche dei luoghi e, in particolare, con le tutele ambientali, paesaggistiche e delle coltivazioni certificate da salvaguardare. Resta ferma l’esigenza di promuovere un maggior sviluppo di questi impianti nel territorio dell’Emilia-Romagna: scopo delle politiche regionali, in questo campo, è il contenimento delle emissioni e la riduzione del fabbisogno energetico, per consentire una reale transizione ecologica dell’intero sistema produttivo. Al tempo stesso aumentare il fotovoltaico consentirà di contrastare e ridurre l’impatto dei costi dell’energia su imprese e lavoratori.
L’OBIETTIVO
Per tutelare le eccellenze agricole che caratterizzano l’Emilia-Romagna, il testo della Giunta stabilisce che, laddove le aree siano interessate da coltivazioni certificate, vengono ammessi esclusivamente impianti agrivoltaici. Si è deciso di dare un impulso maggiore allo sviluppo al fotovoltaico prevedendo la possibilità di inserire gli impianti nelle cave dismesse, o recuperate, salvaguardando anche in questo caso i corridoi ecologici e le produzioni di pregio. Nelle aree che hanno come destinazione finale l’invaso o il bacino è consentita l’istallazione di impianti fotovoltaici flottanti, che potranno d’ora in poi coprire il 70% della superficie (in precedenza potevano interessare solo il 50% dello specchio d’acqua) e avere una distanza minima di 10 metri dalla sponda (in precedenza la distanza minima era di 20 metri). La delibera fornisce poi importanti chiarimenti in merito alla possibilità, prevista dalla normativa statale, di occupare con impianti fotovoltaici una superficie non superiore al 60% dell’area di pertinenza degli impianti industriali. L’atto regionale specifica che l’installazione degli impianti in questa percentuale non dovrà comunque compromettere la funzionalità delle dotazioni infrastrutturali e tecnologiche dell’impianto produttivo, con particolare riguardo all’accessibilità delle persone, delle merci e dei mezzi di intervento e soccorso. Si dovrà inoltre assicurare il mantenimento della quota dei parcheggi pertinenziali prescritta dalla disciplina urbanistica in vigore, ma è consentito ricoprire il 100% degli stessi con strutture di sostegno per la realizzazione di un impianto fotovoltaico soprelevato.
Alla fine del 2022 le imprese attive straniere in Emilia-Romagna hanno raggiunto quota 54.525 pari al 13,7% del totale delle imprese regionali. Rispetto alla stessa data dell’anno precedente sono aumentate di 1.333 unità (+2,5%), ma con la conferma di un rallentamento. Questo è quanto emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna. Al contrario, le imprese non straniere hanno accentuato la discesa (-1,3%, -4.490 imprese), che è risultata la più rapida dal 2015. La crescita delle imprese di nati all’estero ha quindi sensibilmente contenuto la riduzione della base imprenditoriale regionale.
L’andamento delle imprese condotte da stranieri è assai diverso se si considerano due sottoinsiemi non disgiunti: le aziende di donne e quelle di giovani. C’è un rallentamento rispetto alla forte crescita, ma restano in positivo (+2,8%, +344 imprese) le imprese straniere femminili. Anche l’incremento delle imprese straniere giovanili, trascinato dalle misure introdotte a sostegno delle costruzioni, ha avuto una decelerazione (+2%, +163 aziende). Al termine del 2022 in Italia le imprese di stranieri sono risultate in leggera crescita (+0,6%), mentre le altre imprese hanno confermato la loro tendenza negativa con un ulteriore accelerazione della flessione (-0,8%) apparsa più rapida di quella regionale.
La parte del leone è ancora delle costruzioni che sono ben 20.053 (+4,3%). Nell’ampio aggregato dei servizi, che con 15.221 imprese in più registra un aumento del 3,1%, l’apporto maggiore è giunto dal vasto insieme degli altri servizi diversi dal commercio. Per quanto riguarda il commercio, che conta 12.911 imprese c’è sostanziale stabilità (+0,1%) come per la manifattura che conta 5.393 aziende e accusa un lievissimo calo (-0,2%). L’agricoltura (+5,6%) continua un percorso di crescita, anche se questo settore è ancora marginale per le imprese estere, che risultano essere 947. La consistenza delle imprese straniere è legata soprattutto alle ditte individuali, che sono ben 42.340 (+1%). L’attrattività della normativa continua a determinare l’aumento delle società a responsabilità limitata semplificata (+13,8%) che sono in totale 8.220, con l’effetto della riduzione delle società di persone (+1%) che risultano 3.285. Stabile l’insieme delle imprese costituite sotto altre forme, ovvero cooperative e consorzi (-0,1%) che è comunque residuale (680).
Per iniziativa del gruppo “Europe for peace” venerdì 24 febbraio Piacenza si mette in cammino per la pace, a un anno dalla guerra in Ucraina. “Chiediamo all’Italia e all’Europa di condannare tutte le aggressioni armate, sia fra le nazioni, sia quelle ai danni delle minoranze interne, in qualsiasi parte del mondo - è l’appello dei promotori -. È il momento di dire basta alla guerra e all’uso di armi sempre più distruttive come metodo di risoluzione del conflitto. Chiediamo che il Governo si faccia interprete di una attiva mediazione nella comunità internazionale per arrivare a una conferenza di pace”.
Il programma
Il ritrovo è alle ore 18 da piazzale Marconi, vicino al monumento di Garibaldi (lato Giardini Margherita). Da qui, il corteo si snoderà per via dei Mille, via Alberoni, via Roma, via Legnano, piazza Duomo, via Chiapponi, piazza Sant’Antonino fino a Largo Battisti per arrivare in piazza Cavalli, dove si terranno gli interventi conclusivi con musiche e danze.
“Europe for peace” riunisce associazioni di diversa estrazione. Per il mondo ecclesiale, aderiscono - tra gli altri - Caritas, Acli, Punto Incontro “Don Eliseo Segalini”, Mcl, Comunità Papa Giovanni XXIII, Mlal, parrocchia di S. Michele Arcangelo a Gragnano, Protezione della Giovane.
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