Settemila atleti da oltre 140 Paesi si confronteranno sulle piste di atletica e i terreni da gioco di Berlino, dal 17 al 25 giugno, per i World Games di Special Olympics, dedicati agli sportivi con disabilità intellettive.Tra i 142 portacolori della Nazionale italiana ci saranno anche due giovani cestisti piacentini, Tommaso Gazzola e Katia Kone, ricevuti questa mattina in Municipio dalla sindaca Katia Tarasconi e dall'assessore allo Sport Mario Dadati, che hanno consegnato loro lo stemma della città. Ad accompagnarli, in questa occasione istituzionale, il presidente dello Special Dream Team con cui si allenano ogni settimana, Stefano Rossi, il dirigente del sodalizio Mauro Mirti, i delegati di Special Olympics per la Regione Emilia Romagna – Cristiano Previti – e per il nostro territorio, Fabio Mariottini, unitamente alla delegata provinciale Cip Marta Consonni.
Katia sarà parte della squadra di basket femminile che disputerà le partite in formazioni da tre contro tre, mentre Tommaso giocherà nella classica formazione da cinque. Quella di Special Olympics – i cui Campionati mondiali si disputano ogni 4 anni dal 1968, quando si tenne la prima edizione – è una realtà che nel mondo, solo in ambito sportivo, sotiene oltre 5 milioni di atleti, coinvolgendo un milione di persone tra allenatori e volontari, rendendo possibili più di 100 mila competizioni ogni anno e la pratica 32 discipline olimpiche in oltre 170 Paesi.
Nella foto, Tommaso Gazzola e Katia Kone con il sindaco di Piacenza. (foto Del Papa)
Diciotto tappe. Tremilaquattrocento ragazzi coinvolti. Tantissime idee messe sul tavolo. La Carovana Youz 2022 - il forum giovani della Regione Emilia-Romagna nato con la volontà di riscrivere le future politiche regionali - sta per approdare alla sua tappa finale a Marzabotto il 25 marzo. Sarà un’occasione di incontro per tirare le somme dell’esperienza e condividere i prossimi passi da realizzare. Un appuntamento importante a cui non mancherà la voce di Piacenza.
“Nel 2022, in occasione dell’anno europeo dei giovani, la Regione Emilia Romagna ha promosso il progetto YOUZ – sottolinea Giuseppe Magistrali, direttore del distretto di Ponente - Un cantiere di ascolto e di proposta rivolto ai ragazzi e alle ragazze dei nostri territori. Un caravan ha raggiunto in numerose tappe realtà significative, tra cui l’Unione montana dell’alta val Trebbia incontrando gli studenti dell’istituto superiore di Bobbio. I temi toccati, che si sono trasformati in proposte e progetti, hanno spaziato dalla scuola alla formazione, dall’ambiente al lavoro, dalla percezione del futuro alla ricerca della realizzazione e della felicità. Un’attenzione particolare è stata posta sulle prospettive di promozione della salute in grado di valorizzare ragazzi e ragazze come protagonisti attivi.
Il 25 marzo, al teatro comunale di Marzabotto, si terrà l’evento conclusivo in cui l’assessore regionale Igor Taruffi raccoglierà l’ampia messe di proposte per la redazione di un manifesto condiviso delle politiche giovanili su misura per le nuove generazioni.
La Regione, in considerazione dei progetti pilota condotti in questi anni a Piacenza, ha chiesto al direttore del Distretto di Ponente di presentare le esperienze condotte nel nostro territorio, in particolare, il progetto Youth Worker nell’Unione montana per la promozione del lavoro giovanile e il progetto Community Lab per la co-progettazione della Casa della Comunità della Val Tidone a Borgonovo.
“Il protagonismo giovanile è l’antidoto più potente per contrastare il ritiro sociale dei ragazzi e delle ragazze che rappresenta una vera emergenza epocale – sottolinea Giuseppe Magistrali - La crescita di forme insidiose di disagio e di patologia nelle giovani generazioni, acuita dalla pandemia e dall’isolamento del periodo Covid che, ancora manifesta lacerazioni e ferite, deve assumere assoluta priorità nelle nostre politiche sociali e sanitarie. Una recente ricerca della Regione segnala che gli adolescenti sentono crescere ansia, stress e depressione con esiti spesso drammatici. La scommessa sul futuro passa per la fiducia nelle nuove generazioni considerate partner e promotrici di salute e di benessere".
Un grande traguardo sportivo per Gas Sales Bluenergy Volley Piacenza, fresco trionfatore nella Coppa Italia di SuperLega 2023. Un successo che il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha voluto sottolineare ricevendo la presidente della società, Elisabetta Curti, il vicepresidente Giuseppe Bongiorni e il primo allenatore Massimo Botti. L’occasione per consegnare una targa ricordo e per congratularsi con una squadra che continua a fare onore allo sport emiliano-romagnolo e non solo. E che poche settimane fa nella splendida cornice del PalaEur di Roma, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha messo a segno una grande vittoria contro l’Itas Trentino. “Complimenti a tutta la società, agli atleti e alla dirigenza, non solo per l’entusiasmante vittoria in Coppa Italia - ha detto il presidente Bonaccini - ma anche per la crescita davvero significativa di cui è stata protagonista in questi anni. Dimostrando quanto siano importanti impegno, tenacia, voglia di mettersi in gioco. Una società che ha saputo creare in questi anni un rapporto molto forte con il territorio, in una realtà quella piacentina che vanta peraltro una solida tradizione pallavolistica, e che investe sui giovani. Centrando appieno quello che è il grande valore sociale dello sport, al di là dei pure importanti risultati in campo”.
“Siamo molto orgogliosi di questo risultato, anche considerando il fatto che abbiamo l’onore di portare sulle nostre maglie il logo della Regione Emilia-Romagna. Riportare la Coppa Italia nella nostra regione è un orgoglio per tutti coloro che vivono un territorio ove il volley è da sempre rappresentato ai massimi livelli e un modo esemplare per ringraziare la Regione del supporto e della visibilità che ci ha sempre concesso- ha sottolineato la presidente Curti-. Testimonianza di questo fatto è l’imminente derby, tutto emiliano, che vedrà il nostro club confrontarsi ancora una volta con il prestigioso Modena Volley – del quale il presidente Bonaccini è da sempre gran tifoso e sostenitore – nella partecipazione ai play off per l’assegnazione dello scudetto di SuperLega, uniti nella passione per questo grande sport”. All’iniziativa in Regione hanno partecipato anche il direttore generale della società, Hristo Zlatanov, quello sportivo, Alessandro Fei, e il direttore marketing, Dakal Mussa. Insieme all’assessore allo sport del Comune di Piacenza Mario Dadati e a Giammaria Manghi, capo della segreteria politica della Presidenza della Regione. Per Gas Bluenergy Volley Piacenza si tratta di un ritorno a Bologna. Già nel 2019 la squadra era stata ricevuta dal presidente Bonaccini dopo la conquista della Coppa Italia di A2, un traguardo raggiunto anche questo sotto la guida di Massimo Botti, a pochi mesi dalla nascita della società. Da allora a oggi la crescita di Gas Bluenergy Volley Piacenza non si è fermata, confermandosi una realtà di punta della pallavolo italiana.
Lunedì 20 marzoin Municipio, si è tenuto il primo incontro del Tavolo Didattica Musicale, convocato dall'Amministrazione comunale con il coinvolgimento del Conservatorio Nicolini, delle istituzioni scolastiche, delle scuole di musica e delle associazioni del territorio impegnate in quest'ambito. Un momento conoscitivo e di confronto che è stato occasione, attraverso gli interventi degli assessori Francesco Brianzi, Nicoletta Corvi, Mario Dadati, Christian Fiazza e Simone Fornasari, per presentare le proposte, gli impegni e gli obiettivi dell'Amministrazione.
Progetti nell'ottica della musica
“Per la prima volta– sottolinea l’assessorea Politiche Giovanili, Università e RicercaFrancesco Brianzi – il Comune di Piacenza si pone in ascolto delle realtàlocalila cui preziosa attivitàcostituisce il fondamentodella crescita dell'offerta musicale sul territorio, in termini di appuntamenti culturali e di spettacolo, opportunità formative e attrattività. Quella odiernaè la primatappadi un lungo percorso, che si aggiunge ai numerosi momenti di condivisione, dialogo e ascolto che stanno accompagnando il nostro mandato. Lo dimostra la nutrita presenza dei colleghidiGiunta, aconfermadi quantola musica siatrasversale, erappresenti un elementodi vitale importanza per lo sviluppo sostenibile dellacittà”. “Non si tratta solo di formare musiciste e musicisti –rimarca a questo propositol’assessorealle Politiche EducativeMario Dadati – bensì diradicare, a Piacenza,un solido ecosistema didattico-musicale che per troppo tempo ha avuto modo di agirein maniera poco organica.Questa è laterra di Giuseppe Verdi, ma ancheil fulcrodi tante esperienze creative contemporanee, soprattutto giovanili, chemeritano di esserepromosse e valorizzate, anche in un’ottica inclusiva. Abbiamo la responsabilità di creare un pubblico del futuro,che mantenga e consolidi il proprio legame affettivo con la città”. In apertura, l’assessore Brianzi ha illustratoai presentiil progetto europeo EMPE (European Music Policy Exchange), tuttora in corso, che vede la partecipazione diPiacenza al pari digrandicapitalicome Berlino, Amsterdam, Barcellona,tra tantealtre: il primo “thinktank” di questo tipo per le città europee, nato per integrare ed evidenziareil ruolo della musica nelle politiche cittadine. L’assessore Dadati ha ricordato,poi,quanto la musica possa impattarepositivamentesull'occupazione, la crescita di competenzeel'istruzione, citando numerosi progetti virtuosi messi in campo dalle realtà scolastiche cittadine. L’assessoraai Servizi SocialiNicoletta Corvi ha focalizzato l'attenzione, in particolare, sul tema dell’inclusione, sul valore sociale e terapeutico della musica e sull’importanza di creare contesti in cui sperimentarla. Hanno chiuso gli interventi della Giunta l'assessore a Cultura e Turismo Christian Fiazza, che ha illustrato in maniera più approfondita, tra le diverse iniziative in atto, il progetto di un bando dedicato alla figura di Giuseppe Verdi, e l'assessore al Commercio e Marketing Territoriale Simone Fornasari, intervenendo sui temi delle infrastrutture, del turismo, dell'economia notturna e del coinvolgimento del settore commerciale quale contesto dove la musica dal vivo può trovare grande spazio e valore.
Folta partecipazione in sala e interesse diffuso per le tematiche oggetto dell’incontro,a cominciare dalla necessità – emersa come filo conduttore ed esigenza prioritaria – di ampliare le sedi disponibili e la dotazione di infrastrutture destinate alla musica, favorendo nel contempo le opportunità di collaborazione e iniziative congiunte anche tra realtà che esprimono e fanno riferimento a generi musicali diversi. Sono state inoltre portate all'attenzione dell'Amministrazione comunale esperienze virtuose di coprogettazione tra il tessuto scolastico cittadino eil terzo settore; un aspetto, questo, accolto e condiviso con favore, come elemento fondamentale per consolidare la filiera musicale a partire dalla base, con un sempre più diffuso e radicato insegnamento della musica nelle scuole, già dall'infanzia e dalla primaria, valorizando le competenze degli insegnanti e arricchendo la didattica grazie al dialogo tra il sistema dell'istruzione pubblica e le progettualità del territorio.
Nella foto, l'incontro del 20 marzo in Municipio a Piacenza.
A stare in trincea sono gli uomini normali. Accadeva nella Varsavia narrata da Pierangelo Bertoli e accade tuttora nella lunga ed estenuante guerra fra Russia e Ucraina. La storia di Bogdan, partito da Piacenza per il fronte e mai più tornato, è la stessa di tanti civili, totalmente incapaci a maneggiare un’arma, mandati in prima linea a combattere. E, spesso, a morire. A raccontarla è il giornalista di Libertà Marcello Pollastri, intervenuto venerdì 17 marzo al Laboratorio di Mondialità consapevole all’Università Cattolica di Piacenza. Dietro l’aneddoto, raccolto dal giornalista in un’intervista alla vedova, residente a Piacenza, si cela il clima di odio creatosi fra i due popoli dopo lo scoppio della guerra. “Tempo fa in via Badiaschi – ricorda Pollastri – comparve un murale che raffigurava due bambini, uno aveva la maglietta dei colori dell’Ucraina e l’altro di quelli della Russia. Pochi giorni dopo sparì. Molti ucraini, anche a Piacenza, hanno tagliato i rapporti con gli amici russi. Alcuni, addirittura, dicono di desiderare la morte di tutti i russi”.
L’idea di partire
A marzo 2022, quando era passato un mese dall’invasione russa dell’Ucraina, Marcello Pollastri insieme al collega Thomas Trenchi e al fotografo Andrea Pasquali partirono per l’Ucraina. “Quando è scoppiata la guerra, mi prese il desiderio di raccontarla dal punto di vista umanitario – spiega Pollastri, che solitamente scrive di politica –. Anche da Piacenza si era mossa una catena umanitaria, con donazioni di cibo e vestiti al punto di raccolta che allora era in piazza Cittadella, e che ora si trova in via Colombo. Volevo vedere dove finissero quegli aiuti, a chi fossero destinati e cosa succedeva nei luoghi in cui venivano gestiti. Allora proposi a Thomas e Andrea di partire, loro accettarono e iniziammo a cercare un contatto. Un giorno, mentre ero al punto di raccolta, vidi un furgone con la scritta ‘Salvati per servire’: era un’associazione di cristiani evangelici che si occupava di aiuti umanitari, già abituata ad andare nei posti di maggior necessità. Chiesi informazioni e mi risposero che ci avrebbero ospitati”.
Dall’impresa edile dell’ex sindaco Siret i camion per l’Ucraina
“Atterrammo alla sera a Suceava, città romena a pochi chilometri dal confine ucraino. Il presidente dell’associazione ‘Salvati per servire’ ci venne a prendere e ci portò a Dorohoi, a casa dell’ex sindaco della città. Mirel – questo il suo nome – era un importante imprenditore edile. Non appena scoppiò la guerra, però, decise di chiudere l’attività e metterne a disposizione i luoghi come centro di smistamento: lì arrivavano i tir per raccogliere i beni di prima necessità prima di portarli al di là del confine. A casa di Mirel, contando sua moglie, i suoi dieci figli e noi, c’erano trentotto persone. In ogni stanza – prosegue – c’erano profughi, soprattutto donne ma anche qualche uomo ucraino che era riuscito a sottrarsi alla leva imposta da Zelensky. Al mattino si faceva colazione tutti insieme prima di andare nell’impresa edile dell’ex sindaco Mirel ad accogliere i tir che arrivavano dall’Italia. Del tutto casualmente, fra i volontari conoscemmo anche quattro piacentini. Alle 14, dopo aver recitato una preghiera, si partiva per Cernivci, una città ucraina che si trova 50 km dopo il confine, all’epoca non ancora interessata dai bombardamenti, per consegnare il cibo e i vestiti alla popolazione”. Attraversare la frontiera di Siret era un terno al lotto. “Potevano servire tre o quattro ore – rammenta Pollastri –. Per sveltire i controlli, a volte i volontari regalavano ai militari merendine o biscotti”. Una volta di là, si entrava davvero a contatto con la guerra. “La gente era stipata in scuole, orfanotrofi, villaggi e chiese: quelle evangeliche, in particolare, erano diventate tutte sedi per accogliere i profughi provenienti dalle città assediate”.
L’espansione della guerra e i tanti bambini orfani
Il momento più toccante, racconta Pollastri, fu quando giunse la notizia dell’imminente arrivo di un pullman con sessanta bambini rimasti orfani dopo solo un mese di guerra. “A un certo punto – racconta – si sentì una sirena. Noi eravamo spaventati, ma la gente intorno a noi continuava a camminare impassibile sui marciapiedi. Scoprimmo poi che la sirena scattava non appena venisse avvistato un aereo in un raggio di cento chilometri. Se tutti ignoravano il segnale, i bambini, al contrario, dovevano essere portati nelle cantine, al riparo”. Il panico si scatenò, invece, quando arrivò la notizia dei bombardamenti a Leopoli. “Per un attimo si temé che il fronte si stesse spostando nella nostra direzione”, dice Pollastri.
C’è ancora bisogno di aiuto
L’esperienza di Pollastri, Trenchi e Pasquali è stata riportata in un libro, “Ucraina la catena che ci unisce” (Editoriale Libertà). “Oggi i punti di raccolta a Piacenza si sono svuotati – denuncia in conclusione il giornalista – in pochissimi donano ancora beni di prima necessità. Ma la popolazione ucraina ha ancora bisogno di generi alimentari a lunga conservazione. Non più vestiti, ma cibo”.
Francesco Petronzio
Pubblicato il 18 marzo 2023
Nella foto, Marcello Pollastri a destra con Emanuele Maffi.
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