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Notizie Varie

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Morfasso, quando la solidarietà è una «pratica» quotidiana

tiramani

Mani che si cercano con pudore per un segno tattile di gratitudine, applausi che sorgono spontaneamente – senza regia alcuna – in un’atmosfera che sa di buono, del buono che sgorga con vigore per dimostrare che la solidarietà non è solo un fatto culturale e sociale ma una “pratica” quotidiana, alimento insostituibile della comunità locale. Quel buono concreto di cui la gente ha bisogno ed aspetta solo un piccolo input per farlo divenire sentimento vero ed azione. L’occasione è la prima tappa italiana del tour del cortometraggio “Briciole al cielo” svoltasi di recente nel salone parrocchiale di Morfasso che toccherà scuole, oratori, municipi, aule universitarie, teatri e cinema in tutta Italia. Ad accoglierla, le tante associazioni di volontariato morfassine che per la prima volta si presentano tutte insieme, non solo per programmare e gestire attività, ma per raccontare cosa sta all’origine del loro donare: tempo, competenze, passione.

Si inizia con AIDO, organizzatrice dell’evento, che per bocca del presidente provinciale Gianfranco Antonelli e di quello della sezione di Lugagnano ed alta Val d’Arda, Giancarlo Bersani, sottolinea l’importanza del “Sì’” per continuare la vita in altri quando la nostra terrena termina. I tanti, troppi no alla donazione sono uno schiaffo doloroso per le 8.000 persone che in Italia stanno aspettando un organo per continuare a vivere, dolore che diventa dramma per i circa 300 che se ne vanno perché non ne arriva alcuno. Segue il momento del cortometraggio “Briciole al cielo”, introdotto dalla conduttrice Valeria Tedaldi, che del film è anche segretaria di edizione. Prima, però, è il maestro Paolo Burzoni a spiegare come è stata pensata e realizzata la colonna sonora che accompagna per mano lo spettatore, facendolo entrare direttamente nella storia raccontata.

nicolas

Poi i 12 minuti del film: respiri rallentati in sala ed occhi incollati al grande schermo con i visi protesi che replicano i diversi momenti del racconto. Nessuno si muove, quasi a non voler interrompere quel filo invisibile che lega la storia del piccolo Giordano ai ricordi personali proiettati ad esperienze vissute e drammi sfiorati o dolorosamente consumati. Ed allora l’applauso finale, lungo, partecipato e spontaneo serve per liberare il pesante carico emotivo che è salito a galla: gli occhi si cercano per un cenno di consenso, di partecipazione, tra le mille domande che esplodono senza far rumore.

AVIS comunale (con Stefania Negri), la Pubblica Assistenza Croce Verde (con Marino Rapacioli), il Gruppo Alpini (con Flavio Casali), la Pro Loco Alta val d’Arda (con Silvia Antonioni), la Pro Loco di Casali (con Monica Casali) che ha anche presentato un video che riassume le tante attività del gruppo, la Pro Loco di Monastero (con Stefano Corradi) e la Pro Loco di Morfasso (con Alessandro Negri) fanno capire questa vitalità unica della collettività morfassina. Raccontano come la fatica diviene condivisione per donare aiuto, sicurezza, serenità, cultura, spensieratezza, ogni realtà con la propria specifica declinazione. Durante la presentazione delle associazioni è il piccolo Diego a sorprendere tutti portando un regalo da far avere a Giordano, che ha conosciuto solo attraverso il film.

regista

A tirare le somme della coinvolgente serata la parola va prima al nuovo parroco, don Nicolas, colpito in particolare da una scena del film, quando il cardiochirurgo che ha impiantato il nuovo cuore osserva le sue mani e risponde alla mamma “Io le ho solo avute in prestito”; “Tutta la nostra esistenza è in prestito” ricorda il parroco “e Gesù è stato il primo a donare la sua stessa vita per tutti noi”.
Microfono, infine, al sindaco Paolo Calestani che si è detto orgoglioso di amministrare da tempo una comunità così viva e solidale e concludendo con “in questa vita dove tutto è incombente e di fretta dobbiamo imparare a fermarci un attimo per riflettere seriamente sui valori importanti della vita, come quello del dono, in tutte le sue espressioni.”

Infine il regista Tiramani rcommenta con emozione: “Nella mia vita da soccorritore in Italia e all’estero mi è capitato più volte di trovarmi accanto a famigliari ai quali veniva chiesto se acconsentivano al prelievo degli organi del loro caro che non aveva più speranze; il loro «Sì» equivale a dire stop alla sua vita e mai alcun famigliare dovrebbe essere chiamato a tale decisione. Nessuno – però - si ricorda mai dei donatori e dei loro famigliari per cui vi chiedo un gesto simbolico importante: alziamoci in piede e facciamo un applauso per tutti loro…”

Nelle foto, alcuni momenti della Serata del dono svoltasi nel salone parrocchiale di Morfasso.

Pubblicato l'11 febbraio 2026

Fino al 16 febbraio le Giornate di Raccolta del Farmaco

farmaco giornate raccolta

Da oggi fino lunedì 16 febbraio anche a Piacenza e provincia la 26ª edizione delle Giornate di Raccolta del Farmaco, l’iniziativa di Banco Farmaceutico realizzata con il patrocinio di AIFA e in collaborazione con Cdo Opere Sociali, Federfarma, Fofi, Federchimica Assosalute, Egualia - Industrie Farmaci Accessibili.

Quali medicinali si possono donare

In Emilia-Romagna la raccolta si svolgerà in 566 farmacie, con la presenza dei volontari del Banco nella giornata di sabato 14 febbraio. I farmaci raccolti sosterranno 212 enti e realtà benefiche del territorio regionale, per un fabbisogno espresso di oltre 85mila confezioni. A Piacenza il fabbisogno espresso è di 3.046 confezioni, che saranno poi consegnate a 21 enti benefici del territorio: servono soprattutto farmaci per l’influenza e pediatrici, decongestionanti nasali, analgesici, antistaminici e antifebbrili, farmaci ginecologici, preparati per la tosse e per i disturbi gastrointestinali, preparati per il trattamento di ferite e ulcerazioni, antinfiammatori, farmaci per i dolori articolari e disinfettanti.
Sono 38 le farmacie aderenti sul nostro territorio, suddivise tra la città e Castel San Giovanni, Borgonovo, Pontenure, Caorso, Fontana Fredda, Podenzano, Roveleto, Ponte dell’Olio, Castelvetro, San Nicolò, Niviano, Rivergaro.

L’appello

“Anno dopo anno constatiamo la crescita del numero di persone in povertà sanitaria, anche in una Regione come l’Emilia-Romagna da sempre sul podio nazionale per l’eccellenza del suo sistema sanitario pubblico - dice il delegato di Banco Farmaceutico Emilia-Romagna Massimiliano Fracassi -. Abbiamo ben presenti le difficoltà che, in misura più o meno marcata, tutti i cittadini sperimentano in uno scenario diffuso di incertezza: ma conosciamo anche la grande generosità dei nostri concittadini e concittadine, e l’importanza dei valori di solidarietà e vicinanza a chi si trova in condizioni di estremo bisogno. Siamo certi che anche quest’anno tanti risponderanno al nostro appello”.

Le Giornate di Raccolta del Farmaco sono un gesto semplice, ma essenziale per tante persone fragili che, per ragioni economiche, non si curano in modo adeguato. Chiediamo a chiunque ne abbia la possibilità di partecipare. Per rispondere a un bisogno concreto, ma anche perché, in un mondo in cui le preoccupazioni sono tante e complesse, e la condizione economica di migliaia di famiglie italiane sempre più fragile, si avverte con forza il bisogno che emergano segni di speranza, come scegliere di entrare in farmacia per compiere un gesto di gratuità”, ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico Ets.

“La farmacia è un presidio attento ai bisogni della collettività, sempre aperto e vicino al cittadino, anche nelle aree più interne del Paese, per garantire a tutti uguaglianza di accesso al farmaco» dichiara il presidente di Federfarma Nazionale, Marco Cossolo. «Questo ruolo è testimoniato dall’adesione alle Giornate di Raccolta del Farmaco: anche quest’anno le farmacie hanno partecipato con impegno e con grande spirito di responsabilità sociale, per dare un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà dal punto di vista sanitario, sociale ed economico”.

“Anche quest’anno la FOFI è al fianco di Banco Farmaceutico in questa iniziativa di straordinario valore sociale che può contare sull’impegno dei farmacisti insieme alla grande squadra dei volontari. Un’azione concreta per sostenere la raccolta dei medicinali e sensibilizzare i cittadini sull’importanza della gratuità del dono verso chi vive situazioni di fragilità. Ringrazio tutte le colleghe e i colleghi che, sempre più numerosi di anno in anno, scelgono di mettersi a disposizione di chi ha più bisogno, interpretando al meglio la prossimità e lo spirito di solidarietà che contraddistinguono la nostra professione”, ha dichiarato Andrea Mandelli, presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI).

“Le GRF rappresentano un esempio concreto di come la collaborazione tra soggetti differenti realtà del Terzo settore, imprese, farmacisti, volontari e cittadini possa generare una risposta efficace a un bisogno reale e crescente come la povertà sanitaria. È una filiera del bene essenziale al giorno d’oggi e che funziona perché pone  al centro del discorso la persona, valorizzando il contributo che ognuno di noi può portare. Giornate come queste sono possibili innanzitutto grazie ai donatori, a persone che scelgono consapevolmente di entrare in farmacia e compiere un gesto semplice ma fondamentale per chi, a causa di difficoltà economiche, rischia di rinunciare alle cure. È da questa responsabilità personale che nasce una grande opera collettiva, resa possibile anchedall’impegno prezioso dei volontari, che sottolineano il valore della gratuità. In un contesto sociale sempre più fragile e complesso, la partecipazione dei cittadini e la dedizione di chi dona tempo ed energie rappresentano un evidente cambio di rotta. Come Cdo, continuiamo a sostenere con convinzione iniziative che dimostrano come la collaborazione tra profit e non profit possa generare un impatto reale sulla vita delle persone”,dichiara Andrea Dellabianca, Presidente di Compagnia delle Opere.

La GRF è realizzata grazie all’importante contributo incondizionato di DOC Pharma, EG STADA Group e DHL Supply Chain Italia e al sostegno di IBSA Italy, Piam Farmaceutici, Zentiva Italia e Krka Farmaceutici.
La Raccolta è supportata da
RAI per la Sostenibilità ESG, Mediafriends, La7, Sky per il sociale, Warner Bros. Discovery e Pubblicità Progresso
.

Nella foto in alto, una delle precedenti edizioni dell'iniziativa nel Piacentino.

Pubblicato il 10 febbraio 2026

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Fondazione, 200mila euro per la rete dei trasporti del Welfare solidale

gruppofondaz

Con 200.000 euro a favore di sette progetti, la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha deliberato il sostegno all’acquisto di ambulanze e automezzi a favore di organizzazioni di volontariato non profit, cooperative e imprese sociali, nonché enti del Terzo Settore. Sono i risultati del Bando trasporto d’emergenza, di soccorso, sociale e sanitario, presentati questa mattina a Palazzo Rota Pisaroni dal presidente Roberto Reggi e dalla consigliera d’Amministrazione Elena Uber.
Ai 200.000 euro appena stanziati si aggiungono ulteriori 60.000 €, deliberati a fine 2025, per l'acquisto straordinario di un’ambulanza per l’associazione La Misericordia, la cui sede nel luglio scorso fu colpita da un incendio che causò la distruzione dell’intero parco mezzi. «Con questo nuovo bando abbiamo inteso strutturare e organizzare la nostra azione di sostegno alle tante realtà che sul territorio sono in prima linea, in quella che è un’attività fondamentale per il sistema del welfare - commenta il presidente Reggi -. L’adesione importante che questo Bando ha registrato favorirà l’efficienza dei servizi e una più equilibrata distribuzione delle risorse, a vantaggio di tutta la comunità e rappresenta un passo in avanti nella presa in carico di tanti soggetti fragili. Siamo consapevoli del fatto che un bisogno crescente e la necessità di rinnovo del parco mezzi, mettono a dura prova le organizzazioni».
I progetti dovevano avere per oggetto l’acquisto di ambulanze di pronto soccorso idonee al servizio in emergenza 118, o al trasporto sanitario e sociale dedicato a persone disabili, malati, soggetti fragili con difficoltà motorie e parzialmente o totalmente non autosufficienti. Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, analizzando le domande con l’apporto delle proprie Commissioni consultive, ha elaborato una graduatoria di merito in base a dimensioni e operatività dell’organizzazione, ampiezza, anzianità e usura del parco mezzi, qualità e capacità di copertura del servizio proposto (in termini di bacino d’utenza e dimensioni del servizio), gratuità o meno dell’intervento, fino alla scelta di privilegiare mezzi con caratteristiche di sostenibilità ambientale.

I PROGETTI

Complessivamente, dei sette soggetti beneficiari dei contributi, sei sono attivi nella provincia di Piacenza e uno a Vigevano. Il Bando prevedeva tre tipologie di interventi.

Il primo era finalizzato all’acquisto di mezzi di trasporto per pronto soccorso di emergenza, e sono stati selezionate le richieste presentate dall’associazione Pubblica Assistenza di San Giorgio, dalla Croce Rossa di Piacenza e da Il Fileremo - Centro orientamento disabili di Vigevano.
Nel primo caso, si tratta del progetto Ripartiamo in sicurezza: nuova ambulanza di emergenza per San Giorgio e il territorio di Piacenza, che consentirà l’acquisto di un’ambulanza necessaria a sostituire un mezzo danneggiato da un grave sinistro. La Pubblica Assistenza San Giorgio Piacentino ha un bacino d’utenza di circa trentamila persone, servendo anche i comuni di Podenzano, Carpaneto, Gropparello e Pontenure. Un potenziamento per la montagna, il progetto della Croce Rossa italiana, è volto invece a rinnovare, con un automezzo nuovo, l'autoparco dell'unità territoriale di Farini, il cui ultimo mezzo acquistato risale al 2016. Destinato a Vigevano è invece il contributo per Il Fileremo, che con il progetto Un mezzo per tutti! potrà acquisire un nuovo veicolo specificatamente progettato per il trasporto di persone con disabilità, anche su sedia a rotelle.
Il Bando prevedeva anche la possibilità di acquisto di mezzi per il trasporto sanitario. In questo ambito risulta beneficiaria la Pubblica Assistenza Croce Bianca Piacenza, che con il progetto Acquisto automedica potrà dotarsi di un autoveicolo per il soccorso avanzato con personale medico e infermieristico a bordo, a favore della popolazione anziana e fragile, intervenendo in caso di difficoltà di accesso ai servizi sanitari soprattutto per coloro che sono non autosufficienti e privi di rete familiare.
La maggior parte delle adesioni al Bando (undici delle venti richieste totali) hanno riguardato, infine, l’acquisto di mezzi di trasporto sociale. Sono state accolte le domande di Auser Volontariato Piacenza, Pubblica Assistenza e soccorso di Caorso, Castelvetro e Monticelli e Pubblica Assistenza Val Tidone Val Luretta.
Auser realizzerà il progetto Rinnovo e potenziamento Filo d’Argento, con l’acquisto di un veicolo di nuova generazione allestito per il trasporto di soggetti anziani, fragili e con disabilità motoria, comprese persone in sedia a rotelle.

Mobilità Sicura e Inclusiva: un nuovo mezzo per il trasporto protetto delle persone fragili nei Comuni di Caorso, Castelvetro e Monticelli è invece l’iniziativa della Pubblica Assistenza dei tre comuni, che acquisirà un nuovo mezzo allestito per il trasporto di soggetti non autosufficienti e con disabilità, dotato di cinque posti di cui uno anche per una persona in carrozzina.
Più vicini alle persone fragili: un veicolo per la comunità è invece l’intervento della Pubblica Assistenza Val Tidone Val Luretta, anch’esso dedicato all’acquisto di un mezzo allestito per il trasporto di persone con disabilità dotato di pianale ribassato e di un sistema omologato di ancoraggio e fissaggio per una carrozzina.
L’elenco dei progetti è consultabile sul sito www.fondazionepiacenzavigevano.it

Pubblicato il 10 febbraio 2026

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Firmato il nuovo accordo integrativo per la medicina generale

Tutte le novita del nuovo accordo sanita

È stato firmato il nuovo accordo integrativo regionale per la medicina generale, siglato tra Regione Emilia-Romagna, Fimmg, Cisl e Fmt. L'accordo consolida il percorso di evoluzione del ruolo dei medici di assistenza primaria, inseriti in una rete professionale (Aft e Uccp) e fisica (Case della comunità) supportata da strumenti tecnologici e personale dedicato. Tra i punti cardine dell’intesa, che recepisce alcune novità introdotte dall’Accordo collettivo nazionale, l’Istituzione delle Aggregazioni funzionali territoriali: pilastro obbligatorio in tutto il territorio regionale - con una popolazione di riferimento ottimale di 30mila assistiti - hanno compiti assistenziali e di governo clinico e operano come forme mono-professionali integrate nel sistema aziendale; in particolar modo attraverso le Unità complesse di cure primarie con sede previlegiata nelle Case della comunità, che diventano le sedi di riferimento delle Aft. Qui i medici garantiscono attività ambulatoriale continuativa (dalle ore 8 alle 20, dal lunedì al venerdì) rivolta a tutta la popolazione ad accesso diretto.

L’ORGANIZZAZIONE

Vengono istituite le équipe di Aft: gruppi di medici che, in qualsiasi sede si trovino, garantiscono accessibilità agli studi dei medici da parte degli assistiti fino a 12 ore al giorno, per una maggiore continuità dell’assistenza. Viene potenziato il lavoro in équipe e il supporto tecnico amministrativo: è promosso il modello delle Unità complesse di cure primarie, forme organizzative multiprofessionali che operano in modo integrato all'interno delle Case della comunità o in altre strutture sanitarie. La loro funzione è quella di coordinare e integrare medici di assistenza primaria, pediatri, specialisti ambulatoriali, infermieri, assistenti sociali e altri professionisti sanitari per rispondere ai bisogni di salute complessi. Previsto un fondo specifico per remunerare il personale di segreteria e infermieristico, per supportare l'attività clinica nelle Aft e l’integrazione funzionale con la rete dei servizi aziendali, allo scopo di favorire l’accessibilità - mediante l’attivazione degli ambulatori ad accesso diretto per le urgenze minori e l’integrazione con la centrale telefonica 116117 - e percorsi di presa in carico. Attenzione è posta a modelli dedicati per i professionisti che operino in aree disagiate, al fine di garantire prossimità ed equità di risposta nei diversi territori. I Cau attivi presso le Case della comunità o presso altre strutture territoriali (diverse dai Dea-Dipartimenti di emergenza-urgenza accettazione) diventano “Ambulatori di Aft della medicina generale” mantenendo il medesimo assetto organizzativo e di tecnologie degli attuali Cau e assicurando una risposta per le prestazioni urgenti non differibili; conserveranno il nome di Cau quelli collocati presso i Dea, e continueranno a offrire gli stessi standard assistenziali.

PERCORSI CLINICI STRUTTURATI       

Il baricentro del modello organizzativo si sposta ulteriormente dall’erogazione di prestazioni alla gestione di percorsi clinici strutturati. In particolare, la riorganizzazione poggia su tre cardini: presa in carico della cronicità, appropriatezza prescrittiva e digitalizzazione. Viene implementato il Piano nazionale della cronicità attraverso la definizione di Piani di cura (e Patti di cura, con un approccio proattivo basato sull'analisi dei bisogni della popolazione (Population health management). Per quanto riguarda l’appropriatezza prescrittiva, viene istituito un fondo specifico per incentivare l'uso di protocolli con indicazioni cliniche esplicite integrate nelle cartelle cliniche definite a livello regionale. L'obiettivo è supportare il medico nella scelta delle prestazioni specialistiche e diagnostiche, riducendo le prescrizioni inappropriate e incrementando l’efficienza e l’efficacia complessiva del sistema. Viene infine introdotto l’obbligo di utilizzo della ricetta dematerializzata, del Fascicolo sanitario elettronico e dell’invio del patient summary, in linea con gli obiettivi del Pnrr.

MONITORAGGIO

L'accordo introduce un sistema di monitoraggio basato su indicatori condivisi e misurabili a livello regionale: gli indicatori di performance, processo ed esito, in linea con quanto previsto dall’Accordo collettivo nazionale, non saranno più riferiti solo al singolo medico ma all'intera Aft, nell’intento di ampliare il livello di garanzia degli standard di servizio e promuovere una modalità di lavoro integrata e di équipe. Oltre all’introduzione di alcuni indicatori di risultato, una parte del trattamento economico viene legato al raggiungimento dei target di salute e di appropriatezza definiti a livello regionale e aziendale.

TUTELA DEI DIRITTI DEI MEDICI

Ulteriore elemento qualificante del nuovo accordo regionale è rappresentato dall’attenzione alla tutela dei diritti dei medici, con l'obiettivo di rendere il sistema di assistenza primaria e la carriera più sostenibile e conciliabile con la vita privata nonostante il rapporto di lavoro di tipo “libero professionale”. L'accordo introduce misure concrete per garantire che la genitorialità non gravi economicamente o organizzativamente eccessivamente sul singolo medico. In particolare, per quanto riguarda l’indennità di maternità e adozione, viene confermata l'integrazione regionale alle indennità previste dall'Accordo collettivo nazionale, per garantire una copertura economica dignitosa durante il periodo di astensione obbligatoria e facoltativa. Sostituzioni agevolate durante le assenze: il modello organizzativo basato sulle Aft gioca un ruolo chiave anche in questo ambito; in caso di maternità, l'organizzazione dell'Aft deve favorire la ricerca e l'inserimento di sostituti, e garantire la continuità dell’assistenza, riducendo l'onere burocratico per il medico in astensione; sulla flessibilità, l’accordo prevede la possibilità di modulare l'impegno orario o le modalità di partecipazione alle attività di Aft per favorire il rientro al lavoro o la gestione dei carichi familiari.

Uno degli obiettivi dichiarati è raggiungere una migliore distribuzione dei carichi di lavoro, bilanciando le funzioni a quota oraria del Ruolo unico - organizzate in turni - e le funzioni fiduciarie esercitate nei confronti dei “propri” pazienti. L'integrazione funzionale tra medici a ciclo di scelta e medici a ciclo orario nelle Aft e nelle Case della comunità permette una turnistica più equilibrata. Centrale anche il rispetto dei riposi: sebbene il Mmg sia un convenzionato, l'accordo recepisce i principi della normativa europea sull'orario di lavoro per quanto riguarda l'attività oraria (es. nelle Case della comunità o Cau); viene esplicitato che l'organizzazione deve garantire il riposo obbligatorio dopo i turni, specialmente per chi svolge attività a quota oraria notturna o festiva. Sono inoltre istituite le figure del referente delle Aft e coordinatore dell’attività a quota oraria: hanno il compito di coordinare e sostenere le attività dei medici dell’Aft, oltre a vigilare sul benessere lavorativo, assicurando il confronto clinico e organizzativo per innovare e migliorare le competenze e le professionalità anche mediante un’equa distribuzione dei carichi di lavoro tra tutti i membri. 

FORMAZIONE CONTINUA

Nel nuovo Accordo un ruolo fondamentale lo riveste la formazione, che non è più vista solo come un dovere, ma come un diritto sostenuto dal sistema: viene riconosciuta la formazione come parte integrante dell'attività professionale e i medici che partecipano a progetti regionali o aziendali (ad esempio gestione cronicità, nuovi Pdta) hanno diritto a percorsi formativi specifici erogati o finanziati dalle Ausl. L'organizzazione in Aft è pensata per permettere al medico di assentarsi per aggiornamento professionale senza che ciò comporti l'interruzione del servizio per gli assistiti, grazie alla copertura garantita dai colleghi dell'aggregazione. Infine, sono favoriti e riconosciuti anche momenti strutturati di confronto interprofessionale all’interno di Aft e Uccp.

DEBUROCRATIZZAZIONE

Un risultato fondamentale per la qualità della vita lavorativa dei medici è l'impegno alla deburocratizzazione: viene istituito un tavolo permanente tra Organizzazioni sindacali e Regione, allo scopo di eliminare i carichi burocratici inutili che sottraggono tempo alla clinica e alla vita privata. Sul fronte degli obblighi prescrittivi specialistici, l’Accordo ribadisce che lo specialista deve prescrivere direttamente le prestazioni correlate alla sua visita, evitando che il cittadino torni dal Mmg solo per la trascrizione della “ricetta”.

Pubblicato il 10 febbraio 2026

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Prosegue il percorso solidale di «Love is in the Hair»

Donazioni parrucche pazienti 

Prosegue il percorso solidale di “Love is in the Hair”, l’iniziativa si svolge nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale contro il cancro, ricorrenza dedicata a sensibilizzare la popolazione non solo sui problemi legati alle malattie tumorali, ma anche sulle corrette pratiche di prevenzione e sull’importanza di sostenere chi affronta il percorso di cura. Alla sede di Avis Provinciale Piacenza in via Nino Bixio, si è svolta la cerimonia di consegna di una parrucca, acquistata da Avis grazie al contributo di Cna Piacenza e con il coinvolgimento di Amop. La nuova donazione si aggiunge alle parrucche già consegnate lo scorso anno, a conferma di una collaborazione stabile che unisce mondo associativo e realtà economiche del territorio in un gesto concreto di vicinanza. Il progetto nasce dalla convinzione che, nei momenti di fragilità, la cura della persona e dell’immagine possano diventare un sostegno prezioso. La perdita dei capelli rappresenta infatti uno degli aspetti più delicati del percorso terapeutico: poter indossare una parrucca di qualità significa ritrovare sicurezza, tutelare la propria privacy e affrontare le cure con maggiore serenità. “Love is in the Hair” si fonda sui capelli donati e raccolti da parrucchieri di Piacenza e provincia, all’interno della rete promossa da Avis Emilia-Romagna in collaborazione con Tricostarc Ets. I capelli vengono trasformati in parrucche destinate a pazienti segnalati dalle associazioni operanti in ambito oncologico e dermatologico, in particolare giovani e giovanissimi. Dopo l’utilizzo, le parrucche possono essere sanificate e donate nuovamente, dando vita a un autentico circolo virtuoso di solidarietà.

Pubblicato il 9 febbraio 2026

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