«Liberi di scegliere»: legalità e tutela dei minori al centro dell’incontro in Provincia

Nella Sala del Consiglio della Provincia di Piacenza, si è svolto, nella mattinata del 18 maggio, l’incontro “Liberi di scegliere, dal protocollo alla proposta di Legge”, promosso nell’ambito del progetto “conCittadini 2025-2026”.
Ospiti dell’iniziativa, Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania (intervenuto da remoto) e la senatrice Enza Rando, relatrice della proposta di legge “Liberi di scegliere”, che hanno portato il loro contributo su un tema di grande rilevanza sociale e istituzionale. Sono inoltre intervenuti Anay Anselmi, educatrice e pedagogista attivista di Libera, e Alessandro Molari referente di Libera Piacenza.
«L’evento di questa mattina rientra nel progetto “conCittadini”, promosso dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna - ha sottolineato il consigliere provinciale con delega alle politiche giovanili Gabriele Scagnelli -, un percorso che si sviluppa attorno a tematiche fondamentali quali memoria, diritti, legalità e ambiente, ambiti tra loro profondamente connessi e indispensabili per costruire una cultura della cittadinanza attiva e dell’impegno civico››. In particolare, l’appuntamento odierno si inserisce nel filone della legalità già avviato con la visione del film “Liberi di scegliere”.
«Oggi abbiamo l’onore di approfondire questo tema insieme a Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania, e alla Senatrice Enza Rando, relatrice della proposta di legge Liberi di scegliere - precisa Scagnelli -, una proposta bipartisan che punta a tutelare i giovani figli di famiglie mafiose, ma anche donne e genitori che decidono di allontanarsi dai contesti della criminalità organizzata, una proposta di legge che mette al centro la cultura della legalità e della responsabilità, perché contrastare le mafie non significa soltanto intervenire dopo che i reati sono stati commessi, bensì prevenire, proteggere e costruire alternative concrete a chi sceglie di rompere con i contesti mafiosi: vuol dire dare a donne e ragazzi la possibilità di conoscere realtà diverse e costruire per sé un futuro differente da quello che sembrava già scritto per loro».
Nella foto, incontro in Provincia nell'ambitodel progetto di rete "conCittadini".
Pubblicato il 18 maggio
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