La Cattedrale di Piacenza si riempie di futuro

Ci sono momenti della vita universitaria che rimarranno per sempre nella memoria. Sono gli istanti in cui una toga viene indossata per la prima volta, il tocco stretto tra le mani, e in cui gli sguardi delle famiglie cercano i propri figli tra le navate di una cattedrale. A Piacenza, sabato 16 maggio, questi momenti hanno preso forma nella Festa di Laurea 2026 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, celebrata nella cornice solenne della cattedrale cittadina. Fin dalle 13.30, il sagrato si è trasformato in un mosaico di emozioni. Ai neo laureati la consegna della toga e del tocco ha avuto il sapore di un rito di passaggio: non soltanto la conclusione di un percorso accademico, ma l’ingresso simbolico in una nuova stagione della vita.
Il significato autentico della conoscenza
Alle 15.30 la cattedrale si è raccolta per la Liturgia della Parola presieduta dal vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Adriano Cevolotto. Nella sua omelia, il vescovo ha tratteggiato il tema della formazione universitaria intrecciandolo con il linguaggio della fede, per arrivare al significato autentico della conoscenza. “La laurea - sintetizziamo le sue parole - rappresenta un traguardo costruito grazie alla convergenza di desideri, sacrifici e dedizione: quella degli studenti, ma anche dei docenti che hanno trasmesso sapere e competenze con generosità”.
Debitori di relazioni
Mons. Cevolotto ha insistito sul valore della gratitudine, ricordando come il sapere non possa essere ridotto a mero strumento di successo personale. “Esiste - sintetizziamo il suo dire - uno spazio della riconoscenza che nasce dalla consapevolezza di avere ricevuto molto dagli altri. Nessuno cresce da solo, nessuno conquista davvero qualcosa senza essere debitore di relazioni, esempi, maestri”.
L’orizzonte della celebrazione è stato quello proprio dell’Università Cattolica: una visione antropologica della formazione, fondata sulla centralità della persona e illuminata dalla tradizione cristiana. Richiamando il Vangelo - “hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” - il vescovo ha invitato i laureati a non considerare sufficiente la sola sapienza accademica.

Il cuore delle cose
La vera conoscenza, ha spiegato, riguarda il “cuore delle cose”, la capacità di vivere davanti a Dio e davanti agli altri con autenticità. Da qui il richiamo al discepolato, non come fase transitoria ma come atteggiamento permanente: restare capaci di ascoltare, imparare, interrogarsi, mantenere viva l’umiltà di chi sa di avere ancora bisogno di una guida.
Particolarmente intenso il riferimento a due studenti dell’Ateneo che hanno scelto di chiedere il battesimo e i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Una testimonianza che, nelle parole del vescovo, ricorda come non esista un’età in cui si smette di cercare, di essere figli, di lasciarsi interrogare dal senso profondo dell’esistenza.
Gli interventi
Dopo la celebrazione liturgica è intervenuta la pro-rettrice vicaria, prof.ssa Anna Maria Fellegara, seguita dai saluti dei presidi delle tre facoltà del campus piacentino: il prof. Marco Allena per Economia e Giurisprudenza, il prof. Pier Sandro Cocconcelli per Scienze agrarie, alimentari e ambientali, e il prof. Domenico Simeone per Scienze della Formazione. A dare voce all’esperienza concreta degli studenti sono poi state le testimonianze di tre laureati, uno per ciascuna facoltà. Racconti diversi, ma accomunati dalla stessa trama: gli anni dello studio, le difficoltà superate, gli incontri decisivi, la scoperta di sé.
Il volo dei tocchi
Infine, il momento più atteso: la consegna dei diplomi. Uno ad uno, i laureati hanno attraversato il presbiterio tra applausi, sorrisi e telefoni sollevati a immortalare l’istante. E quando il sole del tardo pomeriggio ha illuminato la facciata della Cattedrale, la festa si è spostata all’esterno. Davanti alla chiesa, in un’esplosione di gioia collettiva, centinaia di tocchi sono volati in aria nello stesso momento. Per qualche secondo, sopra Piacenza, il futuro ha avuto la forma leggera di un cappello nero sospeso nel cielo.
Riccardo Tonna
Pubblicato il 18 maggio 2026
Nelle foto, la festa di laurea dell'Università cattolica nella cattedrale di Piacenza.


