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Una Chiesa che accoglie: fede, volti e speranza nella comunità franco-africana

messa san carlo cresima

 

È stata una celebrazione intensa, carica di emozione e significato, quella vissuta sabato 2 maggio nella chiesa di San Carlo Borromeo, in via Torta a Piacenza. Tra canti e preghiere, la comunità francofona africana si è ritrovata per il consueto appuntamento mensile, trasformato in un momento ancora più speciale per la presenza del vescovo mons. Adriano Cevolotto.

Incontro spirituale e comunitario

A fare da introduzione è stato padre Gianni Borin, Superiore della Casa Madre dei Padri Scalabriniani di Piacenza e cappellano della comunità africana. Egli ha sottolineato il valore di un incontro che è insieme spirituale e comunitario. “Siamo una comunità aperta - ha ricordato - capace di accogliere persone di diverse etnie e storie”. Un messaggio di inclusività che ha trovato eco nell’assemblea, composta da fedeli paesi africani diversi, ma uniti dalla stessa fede.

Padre Borin ha poi richiamato l’importanza della presenza del vescovo, giunto per amministrare il sacramento della Confermazione, ma anche per incontrare da vicino una comunità che, dopo una pausa, ha ripreso con costanza i suoi incontri mensili serali ogni sabato a partire da novembre. L’introduzione di Borin si è conclusa con un caloroso benvenuto e l’invocazione dello Spirito Santo, affinché la celebrazione fosse un tempo di gioia e grazia.

Al centro della liturgia, presieduta da mons. Cevolotto, la Confermazione della giovane africana Graciela Viviane Corea. Un momento atteso, preparato con cura, vissuto con partecipazione da tutta la comunità.

La logica capovolta di Dio

Nell’omelia, il vescovo ha offerto una riflessione intensa e provocatoria, partendo dall’immagine di Gesù come “pietra viva”, ripresa dall’apostolo Pietro: una pietra rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio. Da qui, l’invito a riconoscere Cristo come fondamento della Chiesa, intesa non come struttura, ma come comunità viva di credenti.

Il cuore del messaggio è stato però il contrasto tra la logica umana e quella divina. “Il mondo tende a scartare ciò che non è utile o produttivo, - ha osservato il vescovo - mentre Dio sceglie proprio ciò che viene rifiutato”. Una “logica capovolta” che trova il suo culmine nella croce: segno di fallimento per l’uomo, ma luogo di rivelazione per Dio.

messa vescovo san carlo

Mostraci il Padre

Mons. Cevolotto ha invitato i fedeli a costruire comunità autentiche mettendo al centro i più fragili, coloro che spesso restano ai margini. Solo così - ha spiegato - è possibile superare divisioni e creare vera comunione.

Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato la figura di Dio come Padre. Richiamando la domanda “Mostraci il Padre” dell’apostolo Filippo, il vescovo ha sottolineato come Gesù sia venuto proprio per rendere visibile il volto di Dio. “La vera conversione - ha detto - non è semplicemente diventare migliori, ma imparare a riconoscere Dio come Padre”. È in questa relazione che ogni persona scopre il proprio valore, al di là di ogni giudizio umano.

L’unzione con il Crisma

Dopo l’omelia, il rito della Confermazione ha coinvolto l’intera assemblea. Graciela ha rinnovato la sua professione di fede, quindi il vescovo ha invocato su di lei il dono dello Spirito Santo, ungendola con il sacro crisma. Il gesto si è concluso con lo scambio della pace e l’applauso, segno della partecipazione e dell’affetto della comunità.

La liturgia è stata animata dai canti del coro africano, accompagnati da tamburi e ritmi vivaci, che hanno dato alla celebrazione un tono festoso e coinvolgente, capace di unire spiritualità e cultura.

Chiesa pietra viva

Al termine, padre Mario Toffari, responsabile dell’Ufficio Migrantes della diocesi, ha rivolto un saluto alla comunità, esortandola a essere sempre più presente e attiva nelle diverse chiese cattoliche della città e provincia. Un invito a vivere la fede non solo come appartenenza, ma come testimonianza concreta.

La serata si è così conclusa con un clima di fraternità e speranza, rendendo visibile una Chiesa che accoglie, che ascolta e che costruisce ponti. Una Chiesa che, come ha ricordato il vescovo, si fonda su quella “pietra viva” che continua a unire ciò che il mondo spesso divide.

Riccardo Tonna

Nelle foto, la celebrazione eucaristica in San Carlo con il vecovo Cevolotto.
Pubblicato il 3 maggio 2026

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