«Solo chi si riconosce mancante può accogliere Gesù»

«Facciamo Pasqua ogni volta che ci apriamo al dono che è il Signore». All'inizio della Settimana Santa, nel pomeriggio della Domenica delle Palme, la chiesa di Podenzano ha accolto il primo momento di incontro e di preghiera promosso dal Servizio diocesano per la pastorale delle persone con disabilità. Canti, gesti, parole hanno accompagnato l'assemblea guidata dal vescovo mons. Adriano Cevolotto a vivere una "Pasqua x tutti", mettendosi in ascolto di due brani del Vangelo proclamati durante la Quaresima, l'incontro di Gesù con la Samaritana al pozzo e la guarigione del cieco nato.«È un momento bello - ha evidenziato don Simone Tosetti, responsabile del nuovo Servizio diocesano, introducendo la celebrazione della Parola - perché ci raccoglie tutti insieme, nella bellezza delle nostre diversità e nella forza dell’unicità di ciascuno. Ci aiuteranno a pregare i racconti di alcuni incontri che Gesù ha vissuto e che in questa Quaresima abbiamo ascoltato: storie di donne e uomini che hanno cambiato vita, perché si sono lasciati incontrare da Lui. Anche oggi sarà così per noi. Assetati, desiderosi di luce e di vita, anche noi siamo qui semplicemente per lasciarci incontrare dal Signore e a lasciarci trasformare dalla sua Pasqua».
Una Parola incarnata in gesti, parole, simboli
La Parola proclamata si è incarnata attraverso l'animazione a cura dell'associazione Assofa, che a Podenzano è "di casa" con la sua sede di Verano, è stata tradotta nella lingua dei segni - come tutta la celebrazione - ed è stata "spezzata" anche attraverso alcuni gesti a partire dai temi dell'acqua e della luce. Cocci e pezzi di anfore spezzare, a indicare le nostre imperfezioni, sono stati portati al pozzo ricostruito in chiesa; tante bottigliette di acqua benedetta, segno di Gesù, acqua viva che sazia la nostra sete di senso, sono state poi consegnate dal Vescovo ai partecipanti. Le bende con cui tutti sono stati invitati a coprire gli occhi hanno permesso invece di fare esperienza dell'assenza di luce; ancora un volta, il Vescovo, accompagnato da alcuni ragazzi, ha ripetuto il gesto di sbendare, di ridare la luce, accompagnando il momento con un abbraccio a sottolineare che solo nella relazione si può tornare a vedere davvero.
È quanto mons. Cevolotto ha voluto rilanciare anche nella sua riflessione: «Oggi Gesù ci ha detto che tutti manchiamo di qualche cosa. Io sono convinto che i ragazzi che hanno qualche forma di disabilità sono un grande dono per tutti, perché ci ricordano quella che è la condizione di ogni persona. Dire che abbiamo sete, come ci è stato raccontato nel Vangelo, significa che da soli non ci possiamo dare l’acqua che ci disseta. Dire che non ci vediamo, vuol dire che al di là dei nostri occhi fisici, tante volte viviamo una condizione in cui non riusciamo a vedere più in là di noi, che abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a vedere, che ci guarisca».

La mancanza è la condizione necessaria per uscire da noi stessi
Ma la mancanza non è soltanto una condizione che accomuna tutte le persone. È la condizione necessaria per aprirsi all'altro. «Abbiamo bisogno di un altro: il primo altro è Gesù - ha ricordato mons. Cevolotto -, e tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri, nessuno di noi può bastare a se stesso. Quando abbiamo la presunzione di essere autosufficienti, diventiamo disumani. La cosa bella è che anche Gesù, Dio che si fa uomo, ha avuto bisogno della samaritana, quando le chiede: "Dammi da bere". Accogliere con gioia le nostre mancanze vuol dire allora scoprire che abbiamo bisogno delle persone che ci stanno accanto, che abbiamo bisogno del Signore, abbiamo bisogno di pregare, di invocare».
Questo vuol dire celebrare la Pasqua come rinascita. «Anche la morte è il segno che la nostra esistenza ha un limite, ma noi abbiamo la possibilità di aprirci a Colui che ci aiuta a superare i nostri limiti. Allora facciamo Pasqua ogni volta che ci apriamo al dono che è il Signore. La nostra vita ci è continuamente donata, possibile sempre, affidandoci a Gesù, rinascere a una vita nuova, non da soli, ma accogliendo il dono dell’altro e il dono dall’alto».
La celebrazione è stata trasmessa in diretta dal Servizio Multimedia per la Pastorale della diocesi e può essere rivista sul canale YouTube Piacenzadiocesi.tv (sopra, alcuni screenshot dal video della preghiera a Podenzano).
Pubblicato il 30 marzo 2026
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