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Madre Emmanuel: «Dio fa giustizia usando misericordia»

madre corradini

“La donna peccatrice - l’amore che salva”: madre Emmanuel Corradini (nella foto sopra) lo scorso 9 maggio ha concluso con questa Lectio il ciclo di appuntamenti nella chiesa di San Raimondo sul tema “Una storia di salvezza”. Ad ascoltarla tantissimi fedeli, che l’hanno accolta con con calore.

Il Vangelo secondo Luca e l’omelia di Efrem il Siro

«Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l'aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!». (Lc, 36 – 39).

“Partendo da qui, Efrem il Siro fa parlare i protagonisti della sua omelia, immaginando anche alcuni dialoghi - ha spiegato la badessa-. Vedremo soprattutto che a casa di Simone la donna si comporta apparentemente come faceva con gli altri uomini, ma i suoi atti non appartengono più alla sfera sensuale. L'amore di Cristo ha evangelizzato i suoi sensi e i suoi gesti. Diventati come due ladri, il Signore e la peccatrice si rubano a vicenda tesori diversi: il Signore ruba alla donna le sue colpe e i suoi peccati, lei strappa a Lui il perdono e l’amore; come due amanti si fanno reciproco dono”.

L’invito e l’imprevisto che sbaraglia

“Come avete sentito dall'inizio del Vangelo tutto inizia con un semplice invito – sottolinea la superiora -, l'amore è semplice, pulito, lineare. Anche questa sera siete venuti qui per un invito, ma la grazia può trasformarlo in un evento che tocca il cuore. Il fariseo invita Gesù a mangiare. Partecipare ad un pasto era frequente nella tradizione giudaica e l'insistenza di Simone fa capire quanto teneva alla presenza del Maestro alla propria tavola. Ma poi c’è l'imprevisto: l’arrivo della peccatrice. Un ospite inaspettato che sbaraglia l'intelligenza del fariseo ma non il cuore in attesa di Cristo e della donna. Nella vita un imprevisto arriva sempre a scombinare le carte. Lei non è una farisea, non è rabbina, non è una donna colta o importante; è solo una rinomata peccatrice”.
“A che mi serve questa prostituzione? Ero come un arco di guerra e ho ucciso sia buoni che cattivi. Perché non mi sono acquistata un solo uomo affinché placasse la mia lussuria? Perché un solo uomo è da Dio, molti uomini sono da Satana ". Così pensa la peccatrice dopo aver saputo che Gesù è a casa di Simone - ha ricordato -. Prima di raggiungere l’abitazione si toglie quindi trucco, gioielli e veste la tunica pulita della penitenza. Andata lungo la via a comprare il profumo da donare a Gesù, il profumiere non la riconosce. Preoccupato del suo cambiamento, Satana decide di seguirla come un brigante segue il mercante, pensando: se perdo con lei, attaccherò il fariseo”.

lectio guidata da madre emmanuel corradini in san raimondo

L’arrivo della peccatrice dal fariseo e noi

Arrivata quindi nella casa del fariseo, la donna si pone dietro a Gesù e piangendo gli lava i piedi - ha raccontato la suora -. Sta dietro, convinta di non essere degna di mostrare il proprio volto. Dal basso del pavimento tocca col capo i piedi di Gesù, e questo le basta. Ha aggiunto la meta: toccare i piedi del Maestro è toccare la salvezza. A Gesù non servono grandi gesti, basta l'umiltà di toccarlo dal basso avendo nel cuore il desiderio di essere toccati dal Suo amore”.
“Che cosa ci insegna quindi questa donna? -riflette -. Ci fa capire che per amore si può perdere la faccia, avere il coraggio di andare controcorrente. Che per amore ci si umilia perché chi è davanti a noi è ciò che di più importante abbiamo nella vita: può essere un bambino, la persona amata. Coloro che amiamo rappresentano per noi l’amore di Cristo. Si sa che questa donna è una prostituta, ma tante volte anche noi decidiamo di prostituirci agli altri – ha poi ammonito -. Lo facciamo nei sentimenti, nell'intelligenza, nella verità. Quando fatichiamo a difendere Cristo, in realtà scegliamo altro. Prostituirsi, allora, vuol dire scegliere altro al posto dell’amato. Per liberarci dalle forme di dipendenza dobbiamo quindi decidere di interromperle e di fare un cammino. Così fa la peccatrice china sul Maestro, mentre sente lo sguardo di Dio chinarsi su di lei in Gesù: uno sguardo che le fa recuperare la sua dignità le dà forza e fiducia per rinascere.

Il valore del silenzio

Poi la Madre ha citato il dialogo tra la donna pentita e lo starec ne “I fratelli Karamazov”, a cui paragona lo scambio gestuale tra Gesù e la peccatrice. “Anche tra Gesù e la prostituta ci si aspetterebbero un parole - dice -, ma la loro comunicazione avviene nel silenzio dei gesti. Al pianto sommesso della donna, alle sue carezze, ai suoi baci il Maestro risponde con il silenzio dell’accettazione, del riconoscimento, dell’apprezzamento, dell’amore: un silenzio che accoglie senza giudicare”.
“Molte volte noi rifuggiamo il silenzio -ha osservato -, quando veniamo in chiesa non sappiamo cosa fare perché dobbiamo stare in silenzio. Non riusciamo a fermarci per guardare all'amore che abbiamo davanti. Da qui arriva tutta la rovina dell’uomo di oggi, frastornato e indeciso mentre il Signore lo attende. Anche stasera Lui ci ha aspettato, ci ascolta, ci conosce. Prende tutto su di sé e ci ricolma d’amore.

L’irritazione di Simone e la risposta d’amore di Gesù

“Incalzato da Satana, Simone non è indignato dalla condotta indecorosa della donna ma è irritato dal comportamento di Gesù - fa poi notare l’abadessa -. E lo biasima pur avendolo lodato fino a poco prima come profeta e Maestro. Il fariseo vede solo il contatto fisico tra la peccatrice e Gesù, ma non scorge il perdono e l’amore. Spesso noi ci comportiamo allo stesso modo: presi dalla nostra indignazione e presunzione, ignoriamo la persona che abbiamo davanti con il suo cuore e il suo vissuto ed esprimiamo giudizi affrettati. Gesù però non tace alla sfida che Simone gli ha lanciato e lo scuote raccontandogli un episodio. «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro, dunque, lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». (Lc, 41).

“Come Simone anche noi siamo sempre tentati di calcolare la misura dell'amore, l’entità della gratuità dei gesti ma Gesù lo aspetta proprio sull’amore - ha spiegato la superiora -. Si fa trovare nel momento della sua condanna e del suo disprezzo perché anche lui ha bisogno di essere salvato. E lo salva attraverso la peccatrice. Quante volte noi stessi rifuggiamo dalle nostre vite, dalle persone, dalle malattie, dai nostri limiti. È difficile vedere l’amore di Dio nelle difficoltà e così continuiamo a pensare, a chiederci perché. Ma l’amore smette di pensare, si offre. Gesù coglie la donna e l’esagerazione dei suoi segni come atto d’amore e li mostra al fariseo dicendo: «Vedi questa donna?» (Lc, 44). A differenza tua lei mi ha lavato, asciugato, baciato”.

“Ci si potrebbe anche domandare dov’è la giustizia di Dio – riflette quindi Madre Emmanuel in chiusura -, e cita San Giovanni Paolo II: «Il perdono, l'amore. Non si aggiunge nulla alla giustizia ma, se la giustizia non ha in sé il perdono, allora non è giustizia. Dio fa giustizia usando la Misericordia». Dobbiamo imparare a riconoscere con umiltà i nostri peccati per poter vivere fino in fondo l'esperienza salvifica dell'amore di Dio”.

Micaela Ghisoni

Pubblicato il 18 maggio 2026

Nella foto, una lectio guidata da madre Corradini in San Raimondo.

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