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Estate 2026: arriva il Grest “Bella Fra!”

grest insieme a castello


“Guardate a lui e sarete raggianti”: in queste parole, tratte dal salmo 34, sta il cuore dell’invito che il Grest quest’anno lancia a tutti i ragazzi e le ragazze. Lasciarsi stupire, ritrovare la meraviglia non solo nel creato ma nelle relazioni che ci circondano e da lì partire per provare a costruire una comunità nuova, una comunità di pace e fratellanza. L’invito, insomma, è quello a farci noi stessi riflesso della bellezza e dell’amore del Padre, seguendo le orme del personaggio che - in occasione degli ottocento anni dalla sua morte - accompagnerà l’estate degli oratori italiani: San Francesco.
La vita del giovane di Assisi è il punto di partenza della proposta Cre-Grest elaborata dagli oratori e diocesi Llombarde e riassunta nel titolo “Bella Fra!”: un’espressione colloquiale che subito racconta un’amicizia, un’apertura e al tempo stesso avvicina San Francesco a noi, lo porta a distanza di una stretta di mano o di un battito di pugno.

Un santo felice: i temi del Grest

Chi è San Francesco d’Assisi? I bambini della diocesi potranno conoscerlo nelle varie sfumature della sua intensa vita: come si legge nel progetto ufficiale del Grest “Bella Fra!”, Francesco è stato un santo felice, un uomo umile, un rivoluzionario sempre radicato nella Chiesa, un amico attento, il primo italiano e, infine, un educatore amorevole. Tutte queste sfaccettature trovano applicazione concreta nelle quattro dimensioni tematiche del Grest, attorno a cui costruire le settimane di giochi e attività nel cortile degli oratori: il sogno, che a sua volta si articola nei due temi della vocazione e della santità; la fraternità, che abbraccia anche l’amicizia e la figliolanza; la pace, da costruire partendo dalla povertà e dal dialogo interreligioso; e infine la lode, strettamente legata alla contemplazione. Queste saranno le parole chiave da cui gli animatori e gli educatori, con la guida dei don, prenderanno le mosse per costruire ancora una volta quell’esperienza di crescita comunitaria che è il Grest.

I ragazzi e l’estate

È nota la dedizione che San Francesco provava nei confronti degli ultimi e dei più piccoli: proprio in questo spirito, la proposta di Grest 2026 si fa carico di un’attenzione particolare da un lato verso i piccolissimi, i bambini 0-7, per cui è stato creato un apposito sussidio con materiali adattati, dall’altro verso i (pre)adolescenti, in quella “terra di mezzo” tra l’essere utenti del Grest e il diventare animatori. Su di loro, che nella sospensione del tempo estivo rischiano di essere lasciati a se stessi, il Grest dovrà puntare: con la formazione, con l’attenzione quotidiana e benevola, con il desiderio di aiutarli a coltivare uno stile di relazione cristiano nel tempo che ci è donato. I ragazzi si trovano infatti al centro di un doppio movimento: da un lato vogliono riappropriarsi del loro tempo libero, usandolo per stare con gli amici, dall’altro accettano di prendere su di sé la responsabilità di educare i loro fratelli più piccoli.

Aprirsi alla relazione con Dio

Anche se l’estate è un tempo di velocità e frenesia, sarà necessario - come scrive il vescovo di Vigevano mons. Maurizio Gervasoni a nome dei vescovi lombardi nel progetto formativo del Grest - non smettere mai di invitare i ragazzi a coltivare “quella relazione con Dio capace di aiutare a capire che il senso vero della vita è sentirsi chiamati a fare cose grandi, ad essere uomini e donne luminosi e simpatici proprio perché, come Gesù, capaci di rinuncia di tutto ciò che fa di noi lupi in mezzo ad altri lupi, potenti e ricchi con le mani troppo piene per accogliere l’altro. Il primo passo è proprio quello di mettersi a disposizione con altri amici per aiutare i più piccoli a vivere in serenità, grazie al nostro impegno”. È questo lo specifico, l’elemento di unicità che rende il Grest un’esperienza differente dagli altri centri estivi e l’estate un tempo prezioso di libertà: la possibilità concreta di essere cantori di bellezza, di diventare per chi ci sta vicino cassa di risonanza dell’amore di Dio.

Paolo Prazzoli

Nella foto, Grest Insieme a Castel San Giovanni.

Pubblicato il 23 aprile 2026

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