L’impatto della Laudato si’ su giovani e aziende
Quale impatto ha avuto l'enciclica Laudato si’ sulla società in cui viviamo? Una ricerca condotta dalla facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Salesiana di Roma insieme all’Ucsi (Unione cattolica della stampa italiana) prova a rispondere a questa domanda (e ad altre), indagando il modo in cui vengono comunicate le buone prassi che si ispirano all’ecologia integrale e che sono messe in campo da enti non profit e da piccole aziende e cercando di capire quanto i giovani conoscono dell’invito di papa Francesco e se sono disposti ad accoglierlo.
Anche Il Calabrone del fiorenzuolano Zerbini tra le realtà intevistate
Il risultato del lavoro di Unisal e Ucsi è racchiuso nel volume “Dare corpo alla Laudato si’- L’impatto dell’ecologia integrale nelle visioni e nelle prassi” (editrice LAS, Roma, 2023) a cura dei docenti della facoltà salesiana Vittorio Sammarco e Paola Springhetti, nella foto sopra (qui, la sintesi della ricerca).
Nella prima parte del libro sono analizzate 27 esperienze - raccolte tra aprile e settembre 2022 - di enti non profit e piccole imprese, realizzate intervistando i responsabili della comunicazione o, in loro mancanza, i titolari. Tra questi c’è anche il fiorenzuolano Enzo Zerbini, responsabile di produzione della cooperativa sociale Il Calabrone (che fa parte della Comunità Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi), con sede a Cremona, che si occupa di lavorazione meccaniche di precisione e ha oltre 60 dipendenti, il 50 per cento dei quali appartenenti a categorie svantaggiate.
Nella seconda parte del volume sono racchiuse invece 29 interviste con l’obiettivo di capire se e fino a che punto i giovani pongono attenzione ai temi dell’ecologia integrale (qui, la sintesi delle loro impressioni).
Ma sui media giovani e buone pratiche non fanno notizia
“Tanti progetti, cooperative, imprese sociali, ma anche piccole imprese – spiega Paola Springhetti – sono nate o si sono convertite all'idea dell’ecologia integrale proposta dall'enciclica «Laudato si'». Sono spesso realtà piccole, ma che sul territorio contano e hanno la capacità di cambiare le cose. Tra l'altro, dimostrando che difendere l'ambiente e i diritti si può. Il mondo dell'informazione tuttavia ne parla poco”. “I giovani – aggiunge Vittorio Sammarco – vengono ascoltati soprattutto quando fanno clamore, creano disagi, contestano, criticano. Quando invece ragionano, spiegano, articolano un pensiero originale, motivano i comportamenti, sembrano troppo normali da fare notizia. Ecco: i giovani responsabili e attivi intervistati in questa ricerca, fanno notizia, a mio avviso, proprio perché testimoniano un altro modo di essere giovani, a dispetto delle consuetudini mediatiche dei nostri tempi, un po’ convenzionali e molto pigre”.
Matteo Billi
Pubblicato il 19 luglio 2023
Ascolta l'audio