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«Battiti», la musica che fa bene due volte

La locandina del concerto di Battiti alla sala degli Arazzi del Collegio Alberoni

Un concerto che non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso da vivere insieme: ha un doppio valore, la serata “Musica dal cinema, pura emozione” di sabato 16 maggio alle ore 21 alla Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni che vedrà protagonisti il corpo musicale Del Val Pegorini diretto da Luigi Del Matti, il coro InCanto Libero diretto da Cristian Bugnola e la solista soprano Anna Chiara Farneti, cantoterapista (qui la locandina). Sarà il debutto di “Battiti: quando ognuno vibra, tutto risuona”, progetto che vede riunite per la prima volta associazioni del territorio di Piacenza e dei distretti di Ponente e di Levante, mosse dal desiderio comune di costruire inclusione, relazione e nuove possibilità per le persone con disabilità e le loro famiglie: Afadi, Gruppo Up, La Matita Parlante, Angsa, Equivalgo, Piacenza in Blu, Apertamente, Agenfi, Assofa, Oltre l’Autismo, La Casa Accanto, Aepo e La Selce.

«Tutto è iniziato da una mail»
“Maestra concertatrice” di questo variegato ensemble è Federica Bussandri, presidente di Afadi Fiorenzuola, che salirà sul palco della Sala degli Arazzi nella veste di presentatrice. Una “passione”, quella di condurre spettacoli musicali a scopo benefico, da cui è nato il germoglio poi fiorito in “Battiti”. L’occasione, lo scorso anno, una serata al castello di San Pietro in Cerro col corpo musicale Del Val Pegorini. “Il maestro Del Matti e il dottor Corrado Cappa, che ne fa parte come musicista, mi hanno proposto di fare qualcosa per Afadi. Io mi sono detta: perché non estendere l’invito a tutte le altre realtà che sul nostro territorio si occupano di disabilità?”.
L’entusiasmo di Federica è contagioso. Attraverso il Csv Emilia - “la cui collaborazione è stata preziosissima” - recupera i contatti dei vari referenti e manda una mail. A settembre, il primo incontro che avvia un cammino condiviso. Da semi-sconosciuti, nasce poco alla volta un’amicizia che si concretizza nella serata-concerto del 16 maggio, a cui parteciperanno anche i rappresentanti di alcune associazioni proponendo una canzone. Il ricavato dell’evento (il biglietto d’ingresso è di 20 euro) andrà infatti a finanziare un percorso di cantoterapia e musica d’insieme guidato da Farneti. Non solo. Le associazioni coinvolte hanno condiviso il desiderio di creare una loro identità di gruppo: “Battiti”, un logo che richiama il simbolo del cuore, perché - spiega Bussandri - “la musica, come il cuore, vive di battiti e di vibrazioni ed i battiti diventano metafora di una rete viva, aperta e inclusiva, capace di mettere in connessione persone, esperienze e territori”. Ogni associazione mantiene la propria unicità e continua ad operare nel proprio contesto, “ma nella condivisione trova nuova forza, nuove idee e nuove possibilità”, evidenzia Bussandri.


«Spezzare l’isolamento e i pregiudizi»
“Siamo grati di partecipare a questo percorso, che ci ha messo in rete e ci ha permesso di conoscerci: è un’esperienza che arricchisce”, commenta da parte sua Patrizio Persi, presidente di Aepo, Associazione Italiana Epilessia di Piacenza, nata nel 2008. L’epilessia è una malattia neurologica che colpisce l’1 per cento della popolazione mondiale, tra città e provincia ne soffrono oltre tremila persone. “Ci occupiamo in modo particolare dell’impatto sociale della patologia, ancora accompagnata da pregiudizi, e sosteniamo pazienti e famiglie nelle problematiche legate a scuola, lavoro, disbrigo di pratiche varie, come la patente, affiancando dei professionisti”. Pur nella specificità della patologia, sono difficoltà che accompagnano anche altre realtà di “Battiti”. “Penso al tema scuola: i ragazzi possono aver bisogno di farmaci salvavita e c’è timore da parte degli insegnanti, ma formando i docenti alla corretta procedura, li si forma anche per affrontare altri tipi di situazioni”. Per questo Persi ritiene la possibilità di scambio e confronto nata dal percorso “Battiti” come una grande opportunità per tutti. “La musica, così come l’arte o il teatro - lo abbiamo sperimentato in associazione - ha un grande potere terapeutico, rompe l’isolamento, fa uscire la persona dall’ombra”.

“Scambiarsi buone prassi e consigli”
“L’entusiasmo di Federica ci ha contagiato, l’aver pensato a un progetto non solo per sé, ma per tutti, è un atto generoso e intelligente, che è diventato l’inizio di un cammino”, non nasconde Nadia Rossi, psicologa della Fondazione “La casa accanto”, nata del 2025, con un focus sulla neurodivergenza e una particolare attenzione all’autismo in età adulta. “Il bello della rete - riconosce - è che, quando la fai davvero, pur operando in contesti diversi e avendo background diversi, ti accorgi di come sia importante scambiarsi esperienze, idee, suggestioni, lasciarsi contagiare dal punto di vista degli altri. Io ho scoperto di una legge che può tornare utile e a cui non avevo mai pensato, ci sono bandi in co-progettazione che si possono pensare insieme”. Fare rete aiuta anche a diffondere la cultura dell’accoglienza, che vale per tutte le disabilità. “Noi seguiamo progetti di co-housing: posso insegnarti benissimo come gestire una casa, ma se quando esci a fare la spesa il territorio non è preparato, se trovi diffidenza, l’integrazione non si compie”, osserva Rossi.
La conferma arriva dal consiglio direttivo de La Matita Parlante di Piacenza. “Questa esperienza rappresenta un’importante opportunità per sensibilizzare la comunità, a tutti i livelli, sul valore dell’inclusione, che può realizzarsi in ogni contesto anche attraverso gesti semplici, ma significativi e incisivi”.
Lavorare insieme, ma pure divertirsi insieme. Con la musica e non solo. “Organizzo una gita al lago come associazione? Apro l’invito anche ad altri”. Federica Bussandri crede nella potenza delle relazioni: “È quando ciascuno può esprimere liberamente il proprio ritmo, la propria voce e la propria sensibilità che tutto, davvero, può risuonare”.


Barbara Sartori

Pubblicato il 15 maggio 2026

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