Inaugurata alla Passerini Landi la mostra «A testa alta»

Al piano terra della Biblioteca Passerini-Landi di Piacenza è stata inaugurata la mostra “A testa alta”, dedicata agli uomini e alle donne delle istituzioni, agli agenti e ai congiunti che con loro hanno testimoniato “A testa alta” – a costo delle loro stesse vite – il valore della legalità democratica, sancito dalla Costituzione.
Ad inaugurarla la sindaca Katia Tarasconi e l’assessore alla Cultura Christian Fiazza, alla presenza dell’assessora Serena Groppelli, della presidente Paola Gazzolo e di numerosi consiglieri comunali, nonché delle autorità civili e militari del territorio. Sono intervenuti anche il vescovo mons. Adriano Cevolotto e il consigliere Luigi Salice per la Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Una sentita, toccante narrazione delle immagini esposte è stata fatta dall'assessore Renato Lavezzi del Comune di Podenzano, che ha inoltre rimarcato, come i rappresentanti istituzionali intervenuti prima di lui, l'importanza di un allestimento collocato in uno spazio pubblico frequentato dalla collettività e in particolar modo dai giovani, da una generazione che non è stata testimone del lavoro infaticabile delle figure protagoniste della mostra e delle stragi di cui sono state vittime, ma proprio per questo deve conoscere una pagina fondamentale nella storia d'Italia e trarne motivo di profonda riflessione.
Apertura fino al 28 febbraio
A 30 anni dalle stragi in cui hanno perso la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e a 40 anni dagli assassinii di Pio La Torre e di Carlo Alberto dalla Chiesa la Camera dei deputati ha proposto un percorso fotografico dedicato a questi uomini delle Istituzioni, agli agenti e ai congiunti che con loro hanno testimoniato “A testa alta”, a costo delle loro stesse vite, il valore della legalità democratica, sancito dalla Costituzione.
20 fotografie, in mostra fino al 28 febbraio, che sono state collocate nei corridoi di rappresentanza di Palazzo Montecitorio e che testimoniano l’esempio e l’eredità morale dei protagonisti della mostra come parte integrante dell’Istituzione parlamentare e dell’attività quotidiana dei suoi organi. Le immagini selezionate intendono restituire l’intrecciarsi delle storie umane e professionali dei protagonisti nel segno della comune battaglia contro la mafia. Due immagini simboliche, particolarmente evocative per i giovani, chiudono la mostra: le “navi della legalità” per dire con Borsellino che “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo” e, infine, un campo di grano in un terreno confiscato alla mafia, per ricordare il messaggio ideale di Falcone alle future generazioni, secondo cui “La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine”.
Nella foto, l'inaugurazione dell amostra alla presenza del vescovo Cevolotto.(foto Pagani)
Pubblicato il 3 febbraio 2026
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