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Come «I Promessi sposi» hanno fatto l'Italia. Incontro in Cattolica

DEF I PROMESSI SPOSI

Giustizia, potere, vendetta, perdono, odio fra i popoli. Temi che attraversano il tempo e arrivano a noi, attualissimi, dentro un romanzo che ha ancora molto da dire anche ai giovani degli anni ’20.
Nasce da questa consapevolezza l’incontro, organizzato dalla facoltà di Scienze della formazione nell’ambito delle celebrazioni legate al 25° anno di presenza nel campus di Piacenza e in occasione dei 150 anni dalla morte di Manzoni, che si terrà lunedì prossimo 27 novembre alle 10.30 presso la Sala Piana dell’Università Cattolica e che vedrà a confronto il professor Roberto Bizzocchi ordinario di Storia moderna e autore del volume Romanzo popolare. Come «I Promessi sposi» hanno fatto l’Italia e la professoressa Monica Bisi, docente di lingua e grammatica italiana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
L’intento è quello di presentare il romanzo sia nella sua capacità di aiutarci a interpretare la Storia con la S maiuscola, sia nella sua modernità nell’affrontare temi antropologici ed esistenziali.
Il tema suscita curiosità: oltre agli studenti della facoltà, infatti, hanno già aderito alla proposta oltre 160 studenti delle scuole superiori di Piacenza: «L’approccio che proponiamo è dialogico, sulla scorta dello stile con cui Manzoni si avvicina al suo lettore. Presenteremo anche un affondo sulle figure di Gertrude e di Lucia, vittime di soprusi, che reagiscono in modo profondamente diverso alle prevaricazioni e alle ingiustizie». Un tema, questo, di terribile attualità.

Pubblicato il 24 novembre 2023

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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