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Una mostra fa scoprire l’Alta Val Tidone attraverso gli occhi degli artisti

La mostra Bella Alta Val Tidone

Una mostra che intende valorizzare, attraverso le opere e la visione degli artisti, la riscoperta dell’Alta Val Tidone, uno scrigno di tesori e di emozioni. E’ questo l’obiettivo di “Bella Alta Val Tidone”, la mostra d’arte promossa dall’Amministrazione comunale che giunge alla seconda edizione dopo l’ottimo debutto del 2023, quando le opere dI vari artisti locali sono state esposte nel periodo della Grande Fiera di Nibbiano. In previsione della fiera agostana, sono aperte le iscrizioni (fino al 3 agosto), a titolo gratuito.
La mostra è a tema Bella Alta Val Tidone, aperta a pittori, scultori e fotografi, siano essi amatoriali o professionisti.


I soggetti ritratti devono rappresentare il territorio di Alta Val Tidone. Gli artisti possono comunicare la loro adesione scrivendo al Comune di Alta Val Tidone a mfava [AT] comunealtavaltidone [DOT] pc [DOT] it o tramite Tel. e WhatsApp: 349.858.2653. All’adesione si possono allegare la fotografie delle opere.
Ogni autore potrà partecipare con un massimo di n. 4 opere, in formato non oltre la misura 70x100 cm. Per ogni opera, si dovrà indicare nome e cognome dell’autore, il titolo e la tecnica utilizzata. Le opere presentate possono essere eseguite con qualsiasi tecnica e su qualsiasi tipo di supporto.

La consegna delle opere avrà luogo presso il Municipio di Alta Val Tidone entro e non oltre sabato 3 agosto. Tutti i lavori saranno riconsegnati agli autori nei giorni seguenti alla chiusura della mostra. “Abbiamo pensato – sottolineano gli organizzatori - che non ci potesse occhio più qualificato di quello degli artisti locali per cogliere il bello del nostro territorio. Lo scorso anno fu un appuntamento molto apprezzato nella fiera di agosto, con tanti partecipanti e tantissimi visitatori che hanno potuto vedere da vicino le opere che abbiamo comunque diffuso, come faremo quest’anno, sui nostri canali social. La mostra diventa quindi anche una vetrina online dell’Alta Val Tidone, un territorio dalle mille emozioni”.

Pubblicato il 20 giugno 2024

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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