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Festival del Teatro Antico, «Il lago dell'oblio» di Brie in scena a Veleia

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Il Festival di Teatro Antico di Veleia, sotto la direzione artistica di Paola Pedrazzini, il 19, 20 e 21 luglio presenta in prima nazionale Il lago dell’Oblio di César Brie, lo spettacolo prodotto dallo stesso Festival di Teatro Antico, seconda tappa del dittico sull’Eneide iniziato con Anchise (anch’esso presentato in prima nazionale a Veleia nel 2023 e riproposto quest’anno, il 14 luglio al pubblico del festival che è rimasto affascinato e ha applaudito commosso la figura umanissima del padre di Enea, l’Anchise profugo e naufrago…
Grande attesa dunque per Il Lago del’Oblio, che sarà allestito nella cisterna-anfiteatro dell’area archeologica di Veleia e che prevede una stretta vicinanza del pubblico alla scena, in modo da poter idealmente accompagnare da vicino Enea nella sua discesa agli Inferi.

Il lavoro è infatti ispirato al sesto canto dell’Eneide, quello della discesa agli Inferi, come racconta César Brie nelle sue note di regia:
«Il Lago dell’Oblio è il luogo dell’Ade nel quale Enea incontra il padre Anchise e osserva le anime che si immergono nelle sue acque per perdere la memoria e rinascere.

L’Ade di Virgilio è molto diverso dall’Ade omerico.

Ho fatto dialogare (e bisticciare i due poeti), vissuti in tempi diversi e con idee diverse.

Non credo a una vita dopo la morte e non credo alla reincarnazione.

Penso che i morti sopravvivano nella memoria dei vivi, e che sono i vivi a farli ritornare nei sogni e nei ricordi.  

L’amore e il ricordo sono per me le effimere forme dell’immortalità.

Provavo curiosità nei confronti delle anime che vogliono tornare in vita e per farlo devono dimenticare il proprio passato.  

Per quali motivo vogliono tornare tra i vivi?

Sono i vivi a costringerli a tornare tormentandoli con le loro memorie?

Hanno lasciato qualcosa di incompiuto?  

Vogliono tornare a vivere per completare un’opera (d’odio o d’amore)?

Mi sono posto queste domande personali con Il Lago dell’Oblio».

 Un appuntamento importante per il Festival di Teatro Antico di Veleia che conferma anche con questa sua produzione la sua vocazione alla ricerca artistica.

Lo spettacolo è sold out, chi desidera può iscriversi alla lista d’attesa (telefonando al numero: 324.9297592 da lunedì a sabato dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 19.30; domenica dalle 10.00 alle 13.00; o scrivendo a info [AT] veleiateatro [DOT] com).

Pubblicato il 17 luglio 2024

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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