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Un podio tutto al femminile per il XV Concorso letterario Giana Anguissola

Finalisti 2024

È un podio tutto al femminile quello del XV Concorso letterario nazionale Giana Anguissola organizzato dal Comune di Travo con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Sono sei le autrici che si contenderanno la vittoria nelle due sezioni del concorso.
Nella categoria Romanzi le finaliste sono Caterina Pavan con Venti giorni, Oriana Gaetana Rinaldi con La corsa del calabrone e Geppina Sica con Toni cento medaglie.
Le finaliste della sezione Racconti sono invece Angela Bozza con L’importanza di un punto, Mariapia De Conto con Il signor Sognibelli e Antonella Massaro con La cattiveria delle matite violette.
L’evento di premiazione è in programma sabato 7 settembre alle ore 20,45 nella piazzetta dell’Asilo a Travo.
Alla cerimonia interverranno, fra gli altri, la sindaca Roberta Valla, il presidente della giuria Daniele Novara, pedagogista fondatore del Centro Psicopedagogico per l'educazione e Barbara Schiaffino, direttrice di Rivista Andersen, il più importante mensile italiano di letteratura e illustrazione per bambini e ragazzi che è partner del Concorso.
Nel corso della serata saranno premiati anche vincitori e vincitrici del Premio letterario Giana Anguissola promosso dalla biblioteca Passerini Landi di Piacenza e rivolto a studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Piacenza e provincia, con il quale il Concorso di Travo ha avviato una collaborazione a partire dall’edizione del 2023.
A ricevere un riconoscimento per il loro talento e impegno saranno Emma Castelli, Lucia Baderna, Charlotte Montermini e Agata Zavattarelli.

LA XV EDIZIONE DEL CONCORSO

Il Concorso letterario nazionale Giana Anguissola, giunto quest’anno alla XV edizione, premia racconti e romanzi inediti per bambini e ragazzi ed è organizzato dal Comune di Travo in collaborazione con la rivista Andersen per rendere omaggio alla grande scrittrice piacentina, che a lungo visse e lavorò nella torre del castello che domina il borgo della Val Trebbia.

La Giuria che ha valutato le opere in concorso è presieduta da Daniele Novara ed è composta da Barbara Schiaffino, Carla Ida Salviati, Rosella Parma, Valeria Depalmi, Roberta Chiapponi, Giorgio Eremo e Giovanni Battista Menzani, a cui si aggiungono i giurati d’onore Adele Mazzari (fondatrice del concorso), Riccardo Kufferle (figlio di Giana Anguissola), Pietro Visconti (direttore del Quotidiano Libertà) e Gaetano Rizzuto (già direttore di Libertà).
Con l’edizione 2024 è stata confermata anche la Giuria Ragazzi, composta da una rappresentanza di studenti e studentesse dell’Istituto Comprensivo di Bobbio, che ha letto e selezionato il miglior racconto inedito a cui spetterà una menzione d’onore.
L’ampia partecipazione di autori esordienti ed emergenti da tutta Italia e la qualità delle opere in gara hanno confermato anche nel 2024 l’ottimo stato di salute del Concorso di Travo, uno dei pochi in Italia dedicati alla letteratura inedita per bambini e ragazzi. «Merito soprattutto della collaborazione con Rivista Andersen e del sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, puntualizza la sindaca Roberta Valla, che hanno permesso al nostro progetto di fare un salto di qualità e di diventare una manifestazione di rilevanza nazionale. Desidero ringraziare anche Valeria Depalmi e Cinzia Cassinari della Cooperativa Educarte e Maura Zambianchi per il grande lavoro che è stato determinante per il successo di questa edizione».

Ricordiamo che le Serate letterarie e il Concorso Giana Anguissola sono promossi dal Comune di Travo, patrocinati dal Ministero dei Beni culturali e dalla Regione Emilia-Romagna e sostenuti dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. Partner organizzativi: cooperativa Educarte e Travolibri.

Pubblicato il 4 settembre 2024

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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