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Alla Passerini Landi la mostra fotografica di Maurizio Rossi fino al 20

foto rossi

 

E’ visitabile nello spazio espositivo al piano terra della Biblioteca Passerini Landi dove resterà allestita sino a venerdì 20 settembre, la mostra fotografica di Maurizio Rossi, insignito di numerosi premi tra cui, nel 2023, la prima Stella FIAF (Federazione italiana Associazioni fotografiche) e l’onorificenza EFIAF.

Fondatore, nel 1980, di uno storico club fotografico, si era avvicinato all’obiettivo – e in particolare agli scatti in bianco e nero – nel 1975. Una passione che, sopita per alcuni anni, si è riaccesa nel 2005 con il digitale. La costante ricerca sul linguaggio fotografico e l’ammirazione per De Chirico lo inducono a ispirarsi alla sua metafisica per creare paesaggi dove regnano l’assenza, il vuoto, il silenzio; nasce così “Canto d’amore”, di cui sono protagoniste sculture funerarie inserite in ambienti metafisici e surreali. Il secondo lavoro fotografico, tratto dalla rievocazione storica dei traslochi di inizio novecento che si svolgevano ogni anno nella sua zona, si intitola “I persunagg’ dal San Martèn” e si rifa ai canoni classici della fotografia: soggetti in posa su uno sfondo di campagna brullo e spoglio. L’intento di ricreare atmosfere visionarie e surreali si ripropone nei successivi “Street&Fantasy” e “Visioni immaginarie”.

Sabato 7 settembre, alle 17, lo spazio espositivo della Passerini Landi ospiterà un incontro con l’autore.

Nella foto, una delle immagini di Maurizio Rossi in esposizione alla Passerini Landi.

Pubblicato il 6 settembre 2024

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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