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Piacenza da scoprire: la cappella del Crocifisso in San Giovanni in Canale

 

cappella 

Il nostro cammino nelle bellezze artistiche da scoprire a Piacenza si conclude nella cappella del Crocifisso che gli storici considerano una delle più antiche della chiesa di San Giovanni in Canale.

Cappella appartenente al XIV secolo

La struttura architettonica di questa cappella è caratterizzata da un'apertura ad ogiva, un vano coperto da crociera cordonata e una decorazione esterna in cotto, elementi che lasciano presupporre la sua appartenenza al XIV secolo. La presenza di tali caratteristiche architettoniche suggerisce un contesto temporale significativo e conferma l'importanza storica della cappella all'interno della chiesa di San Giovanni in Canale. Una lapide posta in alto sulla parete sinistra della cappella rivela che essa fu commissionata dal nobile Andrea De Cattanei in onore di Santa Maria Maddalena nel lontano 1431, confermando così la sua origine nel primo Quattrocento e la sua affiliazione stilistica al gotico, in perfetta armonia con lo stile architettonico della chiesa.

Il gruppo ligneo della Crocifissione

Al centro della cappella è collocato un altare neomedioevale in marmo bianco a colonnette, sopra il quale troviamo il suggestivo gruppo ligneo della Crocifissione. Le statue presenti nella cappella, appartenenti ad epoche diverse, contribuiscono a arricchire il patrimonio artistico del luogo di culto. Il Cristo in Croce, ritenuto la statua più antica e appartenente alla primitiva Cappella Sanseverino, risale alla fine del XVI secolo, mentre le statue della Madonna (a sinistra) e di San Giovanni Evangelista (a destra), attribuite ad un unico intagliatore della fine del XVII secolo, aggiungono ulteriori elementi di pregio artistico alla cappella. La statua di Maria Maddalena, inserita nel gruppo ligneo nel 1947, è di provenienza estranea alla chiesa.

Un luogo carico di storia

Infine, sopra l'arco di accesso alla cappella, una grande tela con l'immagine di San Giuseppe che appare a due Santi completa la ricca decorazione artistica dell'ambiente, offrendo uno spunto di riflessione e devozione ai fedeli che vi accedono.
Nel complesso, la cappella del Crocifisso nella chiesa di San Giovanni in Canale a Piacenza si erge come un luogo carico di storia, arte e spiritualità, dove i visitatori possono immergersi in un'atmosfera unica e ricca di suggestioni.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 5 settembre 2024

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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