Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Oltre cento poesie per il premio Valtidoncello, premiazioni l’8 settembre

Premiazioni Valtidoncello

Edizione da record quella di quest’anno per il Premio Valtidoncello, il concorso di poesia che si prepara alla cerimonia di consegna dei riconoscimenti, in programma a Pecorara domenica 8 settembre (dalle 15 presso il campo giochi “Giuseppe Luppini”, in caso di maltempo nell'ex chiesa parrocchiale). Sono oltre 100 i componimenti giunti al comitato organizzativo della Pro Loco di Pecorara, che promuove il premio in collaborazione con il Comune di Alta Val Tidone e il sostegno della Banca di Piacenza. Le poesie sono suddivise, come sempre, in due sezioni principali, quella rivolta agli adulti e quella per i giovani, intitolata ad Andrea di Muzio.

Così come prevede il regolamento del premio, grazie alla preziosa opera dello scrittore Umberto Fava sono stati selezionati i 10 componimenti finalisti della sezione adulti che saranno sottoposti al giudizio in diretta, l’8 settembre, della giuria. In ordine alfabetico sono: Corrado Brignolo di Asti con “Grato”; Paolo Maurizio Bottigelli di Piacenza con “Materiali in Valtidone”; Walter Chiesa di Basiano (Milano) con “L’albero di Laureen”; Maria Ferrari di Gossolengo con “Fili d’erba fra i denti”; Anna Francani di Cortemaggiore con “Passato”; Osvaldo Galli di Santa Cristina e Bissone (PV) con “Altre cose ancora”; Alessandro Molinari di Piacenza con “Settembre”; Angelo Taioli di Voghera (PV) con “Mentre leggevo Franco”; Lorenza Giordana Tanzi di Salsomaggiore Terme (PR) con “Cimitero di Marzano”; Laura Rossi di Corvino San Quirico (PV) con “Giorni d’estate”. Tra queste, la più meritevole riceverà il premio “Valtidoncello”, mentre tra tutte le poesie pervenute sarà selezionata dal Presidente quella a cui sarà assegnato il premio dedicato alla memoria di Gianluigi Pizzi. Verranno come negli anni passati citati versi e letti e commentati brani di poeti concorrenti che, se pure non entrati in finale (dato che i posti sono solo dieci e non cento), presentano in qualche modo valori letterari o sono comunque meritevoli di attenzione e considerazione: Maria Francesca Giovelli di Caorso, Anna Valentini di Piacenza, Maria Elisa Aloja di Piacenza, Gisella Bertola di Pecorara, Anna Maria Cottini di Piacenza, Maria Angela Illari di Piacenza, Elena Lamberti di Villa d’Adda, Stefano Longeri di Cerignale, Roberto Luberti di Costa de’ Nobili di Pavia, Gianfranco Marinoni di Pecorara, Dante Menchi di Piacenza, Giovanni Terni di Castelsangiovanni, Enrico Vignati di Inverno Monteleone di Pavia, Beatrice Zavattoni di Pavia (ma nativa di Pecorara).

Nella sezione giovani, invece, che mai come quest’anno ha avuto una così larga partecipazione, ci sarà la lettura e la premiazione dei componimenti ritenuti maggiormente meritevoli. Nella valle del Tidoncello, il premio rappresenta “l’abbraccio e il bacio tra l’estate e la poesia”, come sottolinea lo scrittore Umberto Fava, presidente della giuria dalla prima edizione. Fava evidenzia che “il raduno di fine estate a Pecorara non deve essere una macchina distributrice di diplomi, ma un momento che rinfocoli l’attenzione e il desiderio di lettura verso la poesia”.

Pubblicato il 7 settembre 2024

Ascolta l'audio

Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

    Ascolta l'audio

    Conteggio articoli:
    5

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente