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Fai, gli appuntamenti di settembre

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Ripartono le attività del FAI in vista dell'autunno per scoprire realtà uniche della nostra città e provincia. 

13-14-15 settembre: Rivivi il Medioevo a Castell'Arquato

Dopo le Giornate FAI di Primavera 2022 torna la collaborazione tra FAI Piacenza e Gens Innominabilis per il festival "Rivivi il Medioevo" con vantaggi riservati agli iscritti FAI che potranno beneficiare del biglietto di ingresso ridotto all'evento.
Tre giornate in pieno spirito medievale vi aspettano a Castell’Arquato, proprio ai piedi del borgo storico e della Rocca Viscontea: il weekend dal 13 al 15 settembre 2024, ritorna ufficialmente Rivivi il Medioevo! L’evento, organizzato dall’associazione Gens Innominabilis, prevede un convegno storico, spettacoli, musici, giullari, mangiafuoco, cucina medievale, ma soprattutto il grande torneo di spada in armatura con contendenti da tutta Europa. L’evento si svolgerà nel parco Lungo Arda alle porte del borgo medievale e del suo centro storico monumentale, proprio dove nel 1316 si accamparono i Visconti per prendere il potere sul borgo.
Info e programma completo al sito web: https://castellarquatoturismo.it/rivivi-il-medioevo/
Info convenzione FAI al sito web: https://fondoambiente.it/luoghi/castell-arquato?fxm=rivivi-il-medioevo-manifestazione

Domenica 15 settembre: evento a Villa Raggio di Pontenure

Appennino Festival nasce dalla passione per quella parte di Appennino che costituisce il confine tra Piacenza (Emilia- Romagna), Genova (Liguria), Alessandria (Piemonte) e Pavia (Lombardia). Qui è sopravvissuto un repertorio musicale originale, chiamato delle Quattro Province, che presenta straordinari motivi di interesse storico e culturale. Fin dall’antichità le valli appenniniche dell’Appennino Nord Occidentale connettono il mondo continentale europeo con il Mediterraneo attraverso le antiche Vie del Sale e la Via Francigena con le sue varianti tra le quali la Via degli Abati.
FAI Piacenza è lieto di collaborare anche a quest'edizione di Appennino Festival durante l'evento del 15 settembre presso il parco di Villa Raggio a Pontenure con il seguente programma:
-dalle ore 15.00 visite culturali al parco e alla villa a cura di FAI Delegazione di Piacenza
-ore 16.45 l'autore Mauro Carboni presenta il libro "Ulivi di Parma e Piacenza"
-ore 17.45 Ring Around Quartet repertorio vocale del Rinascimento europeo
Ingresso al parco da piazza Tre Martiri, Pontenure (PC).
Visite a contributo minimo a partire da 3 € per gli iscritti FAI e 5 € per i non iscritti FAI e possibilità di iscriversi al FAI in loco.
Il parco si estende attorno a Villa Raggio, in origine detta “Villa Fortunata”, che fu fatta edificare da Armando Raggio tra il 1882 e il 1885, su progetto del genovese Luigi Rovelli.
Rappresenta un bell’esempio di un “giardino d’importazione” di tipo mediterraneo, realizzato attorno al 1888, che si estende per circa 42.000 metri quadrati e con più di 750 alberi.
Due viali alberati ai lati e uno centrale dividono l’area del parco in ampi settori, creando un giardino dal tipico gusto ”romantico” ottocentesco; non manca una grande serra in ghisa e vetro ora utilizzata per eventi culturali. Attualmente villa e parco sono di proprietà del Comune di Pontenure che ne ha seguito il restauro e la manutenzione.
Info sulle visite scrivendo a: piacenza [AT] delegazionefai [DOT] fondoambiente [DOT] it
Info evento: www.appenninofestival.eu

Sabato 21 settembre: tappa a Bobbio

Ancora una volta il marchese Obizzo Malaspina apre al Gruppo FAI di Bobbio le porte del prezioso Archivio Nobiliare e della Biblioteca Storica, conservati nel palazzo di famiglia, la più antica dimora gentilizia cittadina.
I Malaspina vantano una storia millenaria, documentata già da un Diploma imperiale del 1164 con cui Federico I di Hoenstaufen – più noto come Federico “Barbarossa” – conferma i domini della famiglia su vasti territori estesi “in Lunigiana, Val di Taro, Val di Trebbia, Val di Staffora, Valle di Sestri, Lavagna oltre che in Genova, Tortona e Milano” quale ricompensa per la fedeltà e il servizio militare di Obizzo Malaspina il Grande. Anche Dante, nella Divina Commedia citerà Currado Malaspina nell’VIII canto del Purgatorio, per ricordare l’ospitalità che la famiglia gli offrì in Lunigiana nel 1306, durante l’esilio.
Il percorso “I tesori di palazzo Malaspina: tradizione, storia e valorizzazione” prevede due momenti distinti, legati però da un interessante fil rouge. Nella prima parte “Le ‘carte’ Malaspina: tesori di un archivio di famiglia” i visitatori, accompagnati dal marchese Obizzo e dall’archivista Paola Agostinelli, potranno ammirare alcuni tra gli antichi documenti, le preziose edizioni librarie, gli incunaboli e le cinquecentine conservati nell’Archivio e nella Biblioteca, testimonianze di raffinata cultura e di grande cura per l’eredità del proprio passato.
L’attenzione e il rispetto della tradizione di Casa Malaspina non si fermano, però, al solo patrimonio archivistico del palazzo, ma si estendono da sempre anche agli arredi che ne fanno parte e contribuiscono alla sua eleganza; a questo proposito nella seconda parte del percorso verrà approfondito il tema della “Conservazione dei tessili nelle dimore storiche” a cura di Elisa Monfasani, Restauratore di Beni Culturali e di Emanuela Filios, Tecnico del Restauro, titolari del Laboratorio “Festina Lente Studio” di Bobbio e autrici del restauro tessile di alcuni arredi di palazzo Malaspina. Le due esperte sveleranno ai visitatori, accompagnandoli proprio nel laboratorio in Contrada dei Donati, a poche centinaia di metri da palazzo Malaspina, i segreti e le tecniche per restaurare arazzi, tappeti e tessuti danneggiati dal tempo e dalla storia. Durante la visita chi lo desidera potrà anche, sotto la guida di personale esperto, conoscere gli ottimi vini  dell’Azienda Vitivinicola della famiglia Malaspina, dal 1772 specializzata nella produzione di Cabernet, Merlot, Pinot Nero e Bianco, oltre agli autoctoni Ortrugo e Trebbiano, custoditi in antiche cantine sotterranee.
Sono previste due visite culturali al mattino (alle 10.00 e alle 11.30) e due al pomeriggio (alle 15.00 e alle 16.30) aperte a tutti con un contributo minimo di 8 € per gli iscritti FAI e di 10 € per i non iscritti.
Sarà possibile iscriversi al FAI in loco e non è necessaria la prenotazione: i visitatori (max 20 per gruppo) potranno recarsi direttamente al banchetto di accoglienza FAI allestito all’ingresso d’onore di Palazzo Malaspina in Contrada dell’Ospedale 17 a Bobbio.

27-28-29 settembre: Verde Grazzano nel parco del Castello di Grazzano Visconti

Torna Verde Grazzano l’evento espositivo dedicato a professionisti e appassionati del Verde che si tiene annualmente nel Parco del Castello di Grazzano Visconti.
Una location di straordinaria bellezza, creata dal Duca Giuseppe Visconti di Modrone, in cui si alternano gli spazi aperti del giardino all’italiana ad angoli intimi e romantici. A fare da sfondo altrettanto suggestivo, il Castello e il Borgo in stile Neo Medievale.
Qui gli appassionati del vivere il verde potranno ritrovarsi e confrontarsi con vivaisti d’eccellenza e scoprire cultivar non ancora immesse sul mercato, incroci inediti e primizie del settore, riservate in esclusiva a questa manifestazione.
Un’occasione unica e imperdibile, per neofiti e professionisti, per scoprire e presentare nuove idee, nuovi stimoli e nuove piante, per partecipare a stimolanti incontri e laboratori a tema giardino e non solo, e per visitare le meraviglie più nascoste di un parco e di un castello unici nel loro genere.
Informazioni complete al sito www.verdegrazzano.

Ascolta l'audio

Pubblicato il 10 settembre 2024

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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