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Campus Teatro: un'esperienza coinvolgente a misura di ragazzi

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Il Campus Teatro, un progetto didattico innovativo pensato per i ragazzi, si è concluso il 13 settembre con uno spettacolo al Teatro Municipale di Piacenza, in una cornice che ha unito l'arte teatrale, musicale e visiva. Questo progetto ha rappresentato un esempio virtuoso di collaborazione tra scuole, istituzioni culturali e artistiche del territorio, coinvolgendo il Terzo Circolo Didattico, il Liceo Melchiorre Gioia, il Kabukista Teatro, il Centro Artistico Musicale San Lorenzo e Unicef Piacenza.

Un laboratorio multidisciplinare

Sotto la guida di Simone Tansini, responsabile del progetto didattico e direttore artistico, il Campus ha portato alla ribalta la creatività e il talento dei giovani partecipanti e si è caratterizzato come un vero e proprio laboratorio multidisciplinare, che ha offerto ai ragazzi l'opportunità di esplorare il mondo dell'arte attraverso diversi linguaggi: teatro, musica e immagine. Grazie alla collaborazione di numerose figure professionali e artistiche, i partecipanti hanno potuto vivere un'esperienza formativa completa, che ha permesso loro di esprimere sé stessi e di scoprire le potenzialità della creatività. Il progetto ha coinvolto attivamente i bambini del Terzo Circolo Didattico e i giovani del Liceo Melchiorre Gioia, che sono stati le voci recitanti dello spettacolo finale sul prestigioso palco del Teatro Municipale di Piacenza.

Spettacolo conclusivo

La rappresentazione teatrale è stata arricchita dall'Ensemble strumentale, guidata dal direttore d’orchestra Gianluca Feccia, che ha curato anche gli arrangiamenti musicali. L'introduzione della pièce teatrale ha celebrato il Teatro Municipale di Piacenza, costruito rapidamente (in poco più di un anno) e inaugurato il 10 settembre 1804. La sua architettura, progettata da Lotario Tomba, venne apprezzata anche dallo scrittore Stendhal, che lo descrisse come "il più bello d’Italia".

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Le Villi, La Bohème e Gianni Schicchi

Poi lo spettacolo è proseguito con la celebrazione del centenario della morte di Giacomo Puccini attraverso il suo debutto operistico con “Le Villi”, una leggenda tratta dalle fate del folklore europeo. La scena si è alternata tra momenti musicali e narrazione, descrivendo anche le difficoltà iniziali di Puccini, che riuscì a ottenere successo nonostante lo scetticismo e le critiche. L’altra scena della rappresentazione teatrale si è spostata nel vivace contesto di Parigi e ha raccontato l’ispirazione dietro “La Bohème”, uno dei capolavori più famosi di Puccini. I giovani attori hanno esplorato la vita bohemien e il celebre "Club della Bohème" fondato da Puccini stesso a Torre del Lago, con regole ferree e divertenti. Si è passati poi a “Gianni Schicchi”, un'opera comica ispirata a un personaggio dell’Inferno di Dante Alighieri. La narrazione mostra come Puccini fosse affascinato dall'idea di realizzare un’opera buffa, e racconta la trama dell’opera, incentrata su un inganno legato a un testamento. Il personaggio di Gianni Schicchi riesce a gabbare tutti e a intestare i beni a sé stesso, lasciando gli eredi a bocca asciutta.

Turandot

La celeberrima Turandot è stata oggetto dell’ultima scena della pièce teatrale interpretata dai ragazzi, che hanno raccontato la leggenda di Turandot, una principessa di "gelo" che rifugge l'amore. I protagonisti hanno recitato i tre enigmi proposti da Turandot. Un principe coraggioso si offre di risolverli e, incredibilmente, riesce a rispondere correttamente a tutti e tre. Dopo aver risolto gli enigmi, il principe dichiara che non sposerà Turandot se lei non lo amerà. Lancia quindi un'ultima sfida: indovinare il suo nome prima dell'alba. Se Turandot non riuscirà a farlo, dovrà accettare il suo amore. La tensione cresce mentre tutta Pechino è impegnata a scoprire il nome del principe sconosciuto. Nessuno dorme, compresa Turandot. Nel celebre momento "Nessun dorma", il principe canta che nessuno conoscerà il suo mistero, e che il suo nome sarà rivelato solo con la vittoria dell'amore. Liù, una giovane donna innamorata del principe, conosce il suo nome ma si rifiuta di rivelarlo, preferendo morire piuttosto che tradire l'amore che prova per lui. Infine la rappresentazione teatrale si è conclusa con un festoso coro che ha celebrato il compleanno del Teatro Municipale di Piacenza, augurando lunga vita e grande gloria al teatro, terminando con un vibrante "Evviva".

Valorizzare il talento dei giovani

Campus Teatro quindi non è stato solo un evento teatrale, ma un percorso di crescita e formazione per tutti i partecipanti. La collaborazione tra le diverse realtà del territorio ha dato vita a un progetto culturale che ha saputo valorizzare il talento dei più giovani, offrendo loro uno spazio sicuro e stimolante per esprimersi attraverso l'arte. Iniziative come queste dimostrano come l’educazione artistica possa diventare uno strumento fondamentale per lo sviluppo personale e sociale, soprattutto quando supportata da una rete di collaborazione tra scuole, enti culturali e associazioni.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 15 settembre 2024

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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