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Al via il festival di teatro contemporaneo «L'altra scena»

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«Non momenti di spettacolo dal vivo che si esauriscono nel giro di un paio d’ore ma una promessa di incontri e relazioni, una ricerca costante e necessaria dell’identità culturale contemporanea attraverso i molteplici linguaggi teatrali. Le crescite collettive e lo sviluppo delle coesioni sociali sono elementi fondanti del fare teatro oggi che possono agire virtuosamente alimentando in sinergia nuove forme artistiche e strategie culturali. Il Festival intende promuovere e sostenere un’idea di teatro vero, umano, pieno di dubbi e capace di interrogarsi costantemente considerando il pubblico non come un ricettore di risposte ma un soggetto necessariamente attivo del dialogo». Sono le parole di Jacopo Maj, direttore artistico del Festival di teatro contemporaneo “L’altra scena” 2024 - 13a edizione - in programma a Piacenza dal 28 settembre al 18 ottobre, organizzato da Teatro Gioco Vita con Fondazione Teatri di Piacenza, il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e Iren e la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita.

«Il Festival teatrale “L’altra scena” è un appuntamento ormai radicato nel cuore culturale di Piacenza, che continua a testimoniare l’impegno della nostra città nel promuovere l’arte e la cultura in tutte le forme. Il teatro è un’arte antica e universale, capace di parlare alle persone di ogni età e provenienza, di unire la comunità in un’esperienza condivisa e di stimolare la riflessione su temi fondamentali della nostra esistenza. “L’altra scena” rappresenta, in questo senso, un’importante occasione di incontro e confronto, uno spazio in cui le diversità si esprimono liberamente e dove il dialogo tra tradizione e innovazione si traduce in rappresentazioni che sanno emozionare e far riflettere», così scrive la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi presentando la 13a edizione del Festival “L’altra scena”.

Serata d'apertura il 28 al Municipale

Sabato 28 settembre la serata di apertura in un’inedita e prestigiosa location. Alle ore 20.30 al Teatro Municipale lo spettacolo “IL CAPITALE - Un libro che ancora non abbiamo letto” di Kepler-452, Premio Speciale Ubu 2023, evento organizzato in collaborazione con CGIL Piacenza. In Piazza Sant’Antonino dalle ore 18 festa per tutta la città, in collaborazione con il Comune di Piacenza, con gli ormai tradizionali batarò dell’Associazione Amici di Roccapulzana.
“IL CAPITALE - Un libro che ancora non abbiamo letto”, drammaturgia e regia Enrico Baraldi e Nicola Borghesi, che è anche interprete in scena, parla dell’incontro tra un classico della filosofia, una compagnia di teatro e un gruppo di lavoratori metalmeccanici di una fabbrica occupata: la GKN di Campi Bisenzio. Una fabbrica che ha smesso di produrre semiassi in una mattina d’estate del 2021, a seguito di un licenziamento di massa di 422 operai comunicato dalla proprietà con una e-mail. «Mesi di interviste e notti passate al presidio insieme al Collettivo di Fabbrica hanno accompagnato la lotta, dando forma a uno spettacolo che muta con il passare dei mesi. Raccontando e trasfigurando la realtà, fra inchiesta e narrazione, il teatro documentario di Kepler-452 interroga, discute e riafferma il ruolo dell’arte nella società e nel tempo presente», si legge nelle motivazioni della Giuria del Premio Speciale Ubu.

Gli appuntamenti di ottobre

Con i tre appuntamenti successivi, sempre al Teatro Filodrammatici alle ore 21, l’edizione 2024 del Festival “L’altra scena” dà ampio spazio alle nuove generazioni di artisti attingendo a piene mani dal Premio Scenario.

Lunedì 30 settembre sarà in cartellone “LA COSTANZA DELLA MIA VITA” di e con Pietro Giannini, Menzione speciale Premio Scenario 2023. Il racconto di un costante processo di separazione famigliare, il tutto filtrato da occhi e orecchie ancora abituati alle favole. Il protagonista del monologo assiste inerme agli eventi che colpiscono lui e chi gli sta intorno, obbligandolo ad entrare precocemente nel complesso mondo dei grandi.

Venerdì 4 ottobre vedremo “LUISA” di e con Valentina Dal Mas, Premio Scenario Periferie 2023. Spettacolo che nasce dall’incontro con una fragile donna di nome Luisa, conosciuta in una cooperativa sociale impegnata nel recupero globale di persone emarginate. Una dolce e commovente rappresentazione della fragilità e della solitudine, di cui Luisa e Valentina si fanno preziose custodi.

Lunedì 7 ottobre andrà in scena “ANONIMASEQUESTRI” di Leonardo Tomasi, Premio Scenario 2023. Nella Sardegna degli stereotipi due giovani passano di provino in provino per guadagnare qualche spicciolo. Ispirati da un contorto senso identitario, i due organizzano dei finti sequestri di persona. Uno spettacolo sul conflitto identitario di una generazione orfana di una lingua e di una cultura, ma succube del fantasma di una reputazione perduta.

Finalista Premio UBU 2023 Nuovo testo straniero e Migliore Attore, venerdì 11 e sabato 12 ottobre vedremo “ENTERTAINMENT - una commedia in cui tutto è possibile”, uno spettacolo di Menoventi, drammaturgia Ivan Vyrypaev, con Tamara Balducci e Francesco Pennacchia, regia Gianni Farina. Una donna e un uomo vanno a teatro per assistere a uno spettacolo che li porta a interrogarsi sull’intima natura dell’intrattenimento. Spettatori attenti e curiosi, condividono e commentano le loro intuizioni sulle regole della finzione teatrale senza riuscire a individuare un netto confine tra l’attore e il personaggio.

Eolo award 2022 Miglior spettacolo di Teatro di Figura è “KAFKA E LA BAMBOLA VIAGGIATRICE” del teatrodelleapparizioni, regia di Fabrizio Pallara, in programma lunedì 14 ottobre. Uno spettacolo per adulti e bambine e bambini dai 7 anni. Un pomeriggio, un parco, Berlino. Il 1923. Franz Kafka ritroso scrittore ancora non raggiunto dalla fama s’imbatte in una bambina disperata perché ha perso la sua bambola. Questo incontro inaspettato rappresenta lo spunto per l’ultima opera del grande scrittore. Ventuno giorni e tante lettere per immaginare un’altra verità: la bambola non è andata perduta, è partita per un lungo viaggio in giro per il mondo.

Mercoledì 16 ottobre unico appuntamento di questa edizione del Festival al Teatro Gioia, con il ritorno del Collettivo Baladam B-side con “PIGIAMA PARTY”, drammaturgia e regia Antonio “Tony” Baladam, coproduzione Teatro Gioco Vita e La Piccionaia debuttato lo scorso anno sempre a “L’altra scena”. Spettacolo che nasce da una ricerca sul rapporto tra finzione e realtà nel nostro mondo iperdigitalizzato e analizza il concetto di rappresentazione oltre l’accezione prettamente teatrale. Questo lavoro, parlando apparentemente di tutt’altro, analizza alcune derive malsane della comunicazione contemporanea.

Chiude il programma 2024 il gradito e atteso ritorno di un artista molto amato e conosciuto dal pubblico de “L’altra Scena”: Tindaro Granata. Appuntamento al Teatro Filodrammatici venerdì 18 ottobre con “VORREI UNA VOCE” con le canzoni di Mina. Uno spettacolo in forma di monologo costruito attraverso le canzoni di Mina cantate in playback, fortemente ispirato dal lungo percorso teatrale che l’autore e attore siciliano ha realizzato al teatro Piccolo Shakespeare all’interno della Casa Circondariale di Messina con le detenute di alta sicurezza. Il fulcro della drammaturgia è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé.

Informazioni

Gli abbonamenti al Festival “L’altra scena” (6 spettacoli al Teatro Filodrammatici e 1 spettacolo al Teatro Municipale) sono disponibili al costo di € 100 intero € 85 ridotto € 60 under 25 € 50 studenti. Chi sottoscrive un abbonamento ha diritto alla visione gratuita dello spettacolo “Pigiama Party”

I biglietti costano € 15 intero € 12 ridotto € 10 studenti per gli spettacoli al Teatro Filodrammatici. Gli spettacoli “Il Capitale. Un libro che ancora non abbiamo letto” (28 settembre 2024, Teatro Municipale) e “Vorrei una voce” (18 ottobre 2024, Teatro Filodrammatici) costano € 25 intero € 20 ridotto € 10 studenti. Per Pigiama Party (16 ottobre 2024, Teatro Gioia) biglietto unico a € 10.

Biglietteria

Teatro Gioco Vita, via San Siro 9 - 29121 Piacenza

dal martedì al venerdì ore 10-16 e sabato ore 10-13

tel. 0523.315578, e-mail info [AT] teatrogiocovita [DOT] it

Vendita online su vivaticket.

Il giorno dello spettacolo la biglietteria funziona nella sede della rappresentazione a partire da un'ora prima dell'inizio. Il 28 settembre al Teatro Municipale per lo spettacolo “Il Capitale. Un libro che ancora non abbiamo letto” il servizio di biglietteria sarà attivo a partire dalle ore 19.

Nella foto, la presentazione dell'evento.

Pubblicato il 22 settembre 2024

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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