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Concorso San Colombano: a Piacenza 150 giovani da 25 nazioni diverse

San Colombano fotografia


La settima edizione del Concorso Internazionale San Colombano si svolgerà dal 17 al 20 ottobre nella Cappella Ducale di Palazzo Farnese e porterà a Piacenza artisti da tutto il mondo. 150 giovani, tra cantanti e compositori, provenienti da 25 nazioni diverse, si sono infatti iscritti al contest proposto da DeA Donne e Arte in collaborazione con il Comune di Piacenza. Un’edizione curata ancora dalla direttrice artistica Giovanna Beretta e con la conferma di tre sezioni di Concorso: musica lirica, musica sacra, compositori di musica sacra contemporanea.
Il format prevede anche due concerti finali: Sabato 19 ottobre alle 21, a Palazzo Farnese, si svolgerà il concerto dei finalisti della sezione lirica con accompagnamento al pianoforte, mentre domenica 20 ottobre sempre alle 21, presso il Duomo di Piacenza, si esibiranno i finalisti della sezione musica sacra con accompagnamento all’organo. Nella stessa serata verrà premiato il vincitore della sezione composizione, la cui aria sacra verrà eseguita durante la rassegna musicale San Colombano 2025. I due concerti finali aperti al pubblico con ingresso gratuito saranno trasmessi in streaming sui canali social, di DeA Donne e Arte, YouTube e Facebook.

UN CONCORSO IN CRESCITA

Premi interessanti, buona organizzazione, giurie prestigiose a garanzia della serietà della manifestazione. Il Concorso Internazionale San Colombano di Piacenza continua a crescere. Le iscrizioni, che lo scorso anno erano state 140, confermano un trend in crescita e con 150 partecipanti nel 2024 premiano gli sforzi degli organizzatori. Italia, Corea del Sud, Cina, Giappone, Spagna, Russia, Grecia, Argentina, Bolivia, USA, Israele, Svizzera Francia, Bielorussia, Ukraina, Brasile, Belgio, Lituania, Kazakistan, Austria, Hong Kong, Regno Unito, Romania, Ungheria, i paesi di provenienza. Giovani artisti, affrontano viaggi impegnativi e prove difficili per partecipare a questa iniziativa, in molti casi, preferendola ad altri concorsi simili, nello stesso periodo, proposti in Italia con finalità analoghe. E volentieri a Piacenza vengono anche grandi artisti per far parte delle giurie.
Presidente di giuria della sezione lirica sarà Roberto Sèrvile, uno dei baritoni più apprezzati del panorama lirico internazionale, mentre per la sezione musica sacra sarà Federico Maria Sardelli, direttore, musicologo, compositore, flautista ed esperto di musica barocca a presiedere la commissione che giudicherà gli iscritti a questa sezione.
Carlo Forlivesi, compositore e docente del Conservatorio Rossini di Pesaro, sarà invece il presidente della giuria che valuterà le composizioni di musica sacra contemporanea. Gli accompagnatori impegnati nelle giornate di audizione e in occasione dei concerti finali saranno Gaboon Ko ed Elio Scaravella al pianoforte e Federico Perotti all’organo in Cattedrale.

VETRINA IMPORTANTE PER PIACENZA

Le audizioni del Concorso San Colombano si svolgeranno giovedì 17 e venerdì 18 nella Cappella Ducale di Palazzo Farnese. I cantanti selezionati dalla giuria si sfideranno quindi nelle semifinali previste per sabato 19 nel pomeriggio, mentre in serata andrà in scena la gara finale; dalle 21, sempre al Farnese, si potrà assistere al concerto conclusivo e alle premiazioni della sezione di lirica. Ancora sabato, ma in mattinata, sarà la volta dei cantanti di musica sacra, impegnati nelle eliminatorie, per la scelta dei finalisti. Alla sera, in Duomo, concluderà la manifestazione il concerto finale anche di questa sezione e l’annuncio della miglior composizione di musica sacra contemporanea.
Il Concorso San Colombano non solo, in questi anni, si è ritagliato uno spazio di tutto rispetto nel panorama della musica lirica/colta internazionale, ma si è confermato un volano importante per l’immagine turistica e culturale della città. Realizzata in collaborazione con Comune di Piacenza e con il contributo della Regione Emilia Romagna, della Fondazione di Piacenza e Vigevano e della Camera di Commercio dell’Emilia, la manifestazione curata da DEA Donne e Arte resta il cuore pulsante di un progetto più articolato che punta ad offrire occasioni ed opportunità a giovani artisti. L’effetto del Concorso,verrà infatti amplificato e sviluppato con altre iniziative e concerti che proseguiranno anche il prossimo anno.

Nella foto, la presentazione del concorso San Colombano:  con l'assessore alla Cultura del Comune di Piacenza Christian Fiazza, Giovanna Beretta presidente DeA Donne e Arte Piacenza e Cesare Ghilardelli per l'Istituto Italiano di cultura di Stoccarda.

Pubblicato il 15 ottobre 2024

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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