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A XNL si ricorda l'artista piacentino Ugo Locatelli

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XNL Piacenza è lieto di onorare la memoria di Ugo Locatelli ospitando le testimonianze e i racconti di figure vicine all’artista piacentino, che nella serata di venerdì 25 ottobre si troveranno a discutere del suo lavoro e della sua presenza nel territorio della città. L’incontro nasce dal desiderio di ricordare l’artista e attraverso la sua storia ripercorrere alcuni aspetti della scena artistica della città.
Ricercatore visuale e fotografo interessato alla sperimentazione del mezzo, a Locatelli il Collettivo TFF ha recentemente dedicato una mostra che ripercorre la sua storia di contatti con la Poesia Visiva, ricordandone le relazioni con altri artisti e altri ambiti disciplinari. La mostra, allestita nello Spazio BFT in vicolo Edilizia 25 a Piacenza, è stata prorogata fino al 9 novembre. La conversazione di venerdì, che avrà inizio alle ore 18.30 al secondo piano di XNL, nasce invece dal desiderio di ricordare l’artista e attraverso la sua storia e ripercorrere alcuni aspetti della scena artistica della città.
In questa prospettiva relatori della serata saranno Patrizia Soffientini, critica d’arte e giornalista; Marco Senaldi, docente dell’Accademia Albertina di Torino; Fulvio Guerrieri, artista; Carlo Francou, direttore scientifico del Museo Geologico di Castell’Arquato; Filippo Lezoli, giornalista e storico dell’arte; Mauro Sargiani, scrittore; Jennifer Malvezzi, ricercatrice di Cinema, Fotografia, Radio, Televisione e Media Digitali all’Università degli Studi di Parma.

«Siamo molto lieti di accogliere questo incontro dedicato a Ugo Locatelli, un primo piccolo tributo, a quasi un anno dalla sua scomparsa e, soprattutto, l’occasione per conoscere la poetica e la storia di uno degli artisti piacentini più significativi del nostro tempo – è il commento del vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Mario Magnelli –; ai suoi esordi Locatelli partecipò a importanti mostre internazionali, tra cui la Biennale di Venezia del 1972, e poi proseguì la sua vita da artista autentico lungo strade difformi, seguendo più la spinta del suo animo libero, del suo pensiero divergente (che lo ha portato a essere un innovatore vero), che non i dettami del mercato dell’arte. Per questa sua attitudine, probabilmente, la notorietà che ha maturato finora non è adeguata al suo talento e alla sua produzione, che merita di essere conosciuta e valorizzata».

Il programma Arte di XNL è promosso da Rete Cultura Piacenza, che comprende Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio dell’Emilia e Diocesi di Piacenza-Bobbio.

Chi era Ugo Locatelli

Ugo Locatelli nato a Bruxelles nel 1940, laureato in architettura al Politecnico di Milano, ha vissuto e lavorato a Piacenza, dove è morto nel 2023. La sua ricerca sui linguaggi visivi inizia nel 1962, basata sulla capacità del linguaggio fotografico di sottrarre segni del “reale” a sguardi superficiali e uniformi. Le prime esperienze di ripresa e di stampa in camera oscura svelano possibilità di “scrivere con la luce” e di considerare l’immagine come un sistema aperto, un dialogo tra idee non conformiste. Dal 1965 una serie di mostre, eventi e riflessioni estendono il lavoro, nutrito da esploratori del pensiero, dello sguardo e della capacità di meravigliarsi, incontrati in cammino (una geografia mentale).
Qualche progetto viene realizzato insieme ad altri autori, ad esempio: con Luciano Caruso l’opera verbovisuale Storia di un pedone bianco (innamorato) di una regina nera nel 1968; con Ben Vautier del Gruppo Fluxus il Festival internazionale Non-Art nel 1969; con Sebastiano Vassalli l’opera Teatro Uno-Il Mazzo. Il Gioco del Teatro del Mondo, esposto alla Biennale di Venezia nel 1972 nella Sezione “Il libro come luogo di ricerca”; e interagendo con strutture museali: Museo della fotografia storica e contemporanea, Torino (1997, 1999, 2004, 2005); Salone della Fotografia, Venezia (1999, 2000); Forum d’art contemporain, Lussemburgo (2000); Galleria d'Arte Moderna, Piacenza (2002, 2003); Museo Archivio Politecnico, Torino (2004, 2006); Museo della Carale, Ivrea (2007); 91mQ Art Project Space, Berlino (2010); Museo Civico di Storia Naturale, Piacenza (2014, 2015, 2017); Museo Astrofisico dell'Osservatorio, Torino (2016); Museo dei sanatori di Sondalo-Sondrio (2017); FilmForum-International Film Studies Conference, Gorizia (2018); Museo Civico d'Arte, Modena (2018/2019); Museo Geologico di Castell’Arquato, Piacenza (2018/2019, 2021).
Nel 1997 avvia Areale, un laboratorio interdisciplinare su possibili letture di livelli di realtà. Un processo di apprendimento per scoperta delle qualità dello sguardo e del pensiero, una ricognizione mai finita o finale. Dagli oggetti alle relazioni, dal già noto all’inatteso, nei luoghi materiali, emozionali, mentali: ogni luogo è come una camera oscura.
Sul suo lavoro sono state svolte due tesi di laurea: “Ugo Locatelli 1962-1972. Fotografia, scrittura, sperimentazione” (Filippo Lezoli, Università degli Studi di Parma, pubblicata dalla Fondazione Italiana per la Fotografia, Torino 2003); e “Mente Areale: Prospettiva di comunicazione multisensoriale” (Simona Licata, Università degli Studi di Catania, 2006).

Pubblicato il 22 ottobre 2024

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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