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Le tavole di Giulio Campi restituite alla città

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“Sono due opere preziose restituite alla fruizione della nostra città, nel suggestivo scenario di Palazzo Farnese”: con queste parole, Paola Mutti, presidente del Club Inner Wheel di Piacenza ha presentato il restauro dei dipinti su tavola raffiguranti Sant'Antonino e Santa Giustina, realizzati dal maestro Giulio Campi (Cremona 1502 -1572). Grazie al generoso contributo delle socie Inner di Piacenza, i dipinti sono stati sottoposti a un impeccabile intervento curato dal restauratore Davide Parazzi, e sono stati mostrati alla cittadinanza, il 26 ottobre, a Palazzo Farnese.

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Nella foto, la tavola raffigurante Sant'Antonino.


L’universo artistico dei Campi

L'evento ha visto la partecipazione di una nutrita platea di appassionati d'arte, e anche studenti delle scuole. Paola Mutti, ha aperto la presentazione con parole cariche di gratitudine e soddisfazione per il risultato ottenuto grazie all'impegno e alla generosità delle Inner. Infatti l’associazione si prefigge, attraverso i valori del servire, dell’amicizia e dell’internazionalità, di intervenire in maniera attiva sul territorio, su questioni legate alla cultura oppure al sociale.

Dopo i saluti di Christian Fiazza, Assessore alla cultura e turismo del Comune di Piacenza, è intervenuto Antonio Iammelli, direttore dei Musei civici di Palazzo Farnese a Piacenza, il quale ha illustrato dettagliatamente il progetto di restauro ed ha fornito interessanti spunti su Giulio Campi, autore dei dipinti. “Erano due tavole - ha detto Iammelli - chiuse in un armadio nella basilica di Santa Maria In Campagna, che ora sono state restituite alla pubblica visione”. Attraverso le sue parole ricche di passione e competenza, il direttore ha permesso ai presenti di immergersi completamente nell'universo artistico di Campi e della sua scuola, mettendo in luce le caratteristiche peculiari delle opere presentate.

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Nella foto, la tavola raffigurante Santa Giustina.


Affascinanti opere d’arte

Infine, è stato il momento di Davide Parazzi, il restauratore incaricato del delicato compito di restituire agli antichi splendori queste affascinanti opere d'arte. Parazzi ha guidato il pubblico attraverso le tecniche impiegate nel restauro, svelando i segreti e le sfide di un lavoro che richiede competenza, pazienza e un profondo rispetto per l'opera d'arte originale.La presentazione dei dipinti su tavola di Giulio Campi al Palazzo Farnese di Piacenza è stata un momento di grande valore culturale e artistico, un'occasione unica per ammirare da vicino la maestria di un grande artista rinascimentale e per apprezzare il prezioso lavoro di conservazione e valorizzazione svolto dagli esperti coinvolti. La mostra delle tavole ha offerto quindi un connubio perfetto tra passato e presente, rendendo omaggio alla bellezza eterna dell'arte e alla sua capacità di emozionare e coinvolgere anche i più giovani.

Riccardo Tonna

Nella foto in alto, la presentazione dei dipinti a Palazzo Farnese.

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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