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«Un quadro per la Casa di Iris»: mostra di Polastri in Santa Chiara

Polastri mostra 01

"Se i nostri sogni di ogni notte fossero la continuazione l'uno dell'altro noi potremmo avere due vite, così è la pittura: una seconda vita parallela, un rifugio che scorre come un sogno". Così scriveva Vittorio Polastri nell'introduzione al catalogo di una sua personale nell'ormai lontano 1978. In questo breve estratto di quel testo emerge tutta la carica espressiva di questo artista che paragonava il dipingere al mangiare, l'esporre le proprie opere al parlare e quindi al comunicare.

Una significativa sequenza di dipinti di Polastri (oltre cento) in queste settimane è presentata nella suggestiva cornice degli spazi dell'ex convento di Santa Chiara sullo Stradone Farnese 11 per una delle tante iniziative caritative che negli anni lo hanno visto protagonista, questa volta rivolta alle necessità dell'Hospice di Piacenza (la rassegna è visitabile fino a sabato 10 novembre nei fine settimana: 9.30-13.00 e 15.00-19.00).
Come sottolineato in occasione della presentazione dell'iniziativa da parte del presidente dell'associazione "Insieme per l'Hospice" Sergio Fuochi, l
'intero ricavato della vendita dei dipinti andrà alla struttura di via Bubba "Un quadro per la Casa di Iris" permette di seguire passo passo il percorso artistico di questo autore generoso e acuto ma soprattutto completamente libero da ogni cliché o inquadramento in un determinato linguaggio pittorico che lo porta ad approdare di volta in volta a vedute paesaggistiche in cui i luoghi vengono trasfigurati per divenire spazi dell'anima, ad incontri con personaggi surreali frutto della sua fervida immaginazione con i quali dialogare e dai quali lasciarsi portare in un mondo immaginario fatto di sottile e malcelata ironia.

Nelle sue opere il colore e il segno tracciano un itinerario che dal figurativo passa al surreale fino al dadaismo, dall'astrazione all'informale ma sempre, alla base, un approccio fatto di emozione che trova la propria genesi espressiva attraverso un continuo percorso di interiorizzazione e di riflessione nel quale la poesia e il sentimento sono linfa vitale e stimolo a portare lo sguardo verso orizzonti imperscrutabili. Sia che ci si trovi di fronte ad un albero che si innalza su un prato punteggiato dal mille fioriture gialle o ad una figura femminile dalla accentuata silhouette, nei quadri di Polastri emerge sempre il senso dell'esistenza e quell'immedesimarsi in ogni particella di quel mondo così affascinante e misterioso del quale siamo parte. Un racconto fatto di poesia e di empatica emozione.

Carlo Francou

Pubblicato il 31 ottobre 2024

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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