Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Lella Costa a Pulcheria si commuove ed emoziona con «Il pranzo di Babette»

 FotoDELPAPA 19 min

La bravura di una straordinaria attrice, la bellezza di un testo delicato nella scrittura e potente nei contenuti, l'attento silenzio di un pubblico in reale ascolto: questi gli “ingredienti” – è proprio il caso di chiamarli così – della serata indimenticabile del quinto atteso appuntamento di Pulcheria che ha visto protagonista, al secondo piano di XNL, Lella Costa con "Il pranzo di Babette", il reading teatrale del celebre racconto di Karen Blixen.
La serata è stata introdotta dai saluti dell’assessora alle Pari Opportunità Serena Groppelli che ha ricordato il senso del dono e dell’accoglienza espressi magnificamente ne Il pranzo di Babette.

Quindi Paola Pedrazzini direttrice artistica di Pulcheria ha spiegato alcune motivazioni della scelta di invitare Lella Costa (“amica” del Festival di Pulcheria dove è più volte stata ospite) proprio con il reading del racconto di Karen Blixen: “Tra i tanti e stratificati significati e temi che Il pranzo di Babette riassume in sé e porta con sé, ci sono due aspetti, la celebrazione dell’arte culinaria e il racconto per immagini (realizzato poi dal regista Gabriel Axel che ne fece una splendida trasposizione cinematografica in un film vincitore dell’Oscar) che mi hanno fatto pensare che il meraviglioso reading di Lella Costa potesse essere anche la perfetta occasione per tenere a battesimo il “lancio” delle borse di studio che la neonata Associazione “Amici di Jhonny” ha voluto in memoria del giovane filmaker piacentino prematuramente scomparso, Giuseppe Piva, perché proprio la cucina e il cinema erano – ci ha detto il suo papà- due sue grandi passioni”.

Le borse di studio saranno possibili grazie al sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano ed è stato proprio il presidente Roberto Reggi a ricordare la lodevole iniziativa che vedrà come beneficiari gli studenti e le studentesse dell’Istituto professionale alberghiero Marcora di Piacenza. Un intervento molto apprezzato quello di Reggi che ha poi lasciato la parola al presidente dell’associazione “Amici di Jhonny”, Lorenzo Tagliaferri, presente alla serata insieme ad altri membri della stessa a partire da Giancarlo Piva con la moglie e insieme a Nicoletta Bracchi direttrice di Telelibertà (testata televisiva in cui lavorava Giuseppe).

Dopo le presentazioni è entrata in scena, elegantissima in un originale abito di scena, Lella Costa, accolta con grande affetto dal foltissimo pubblico con il quale ha subito empatizzato: “questa sera vi propongo di compiere un’impresa epica, di quelle che si raccontano ai nipoti: spegnete i cellulari, prendetevi il tempo dell’ascolto” - ha esordito l’attrice che ha evidenziato la bellezza de Il pranzo di Babette, “un racconto unico, che ogni volta porto sul palco con grande emozione, una storia così meravigliosa sul dono e sulla condivisione che necessita di tutta la nostra partecipazione".
Lella Costa ha evidenziato la bellezza della scrittura di Karen Blixen, scrittrice di straordinario talento che nonostante questo scrisse Il pranzo di Babette con lo pseudonimo maschile di Isak Dinesen e che malgrado le diverse candidature al Premio Nobel per la Letteratura, non lo vinse mai.

La sua eccellenza era così indiscussa, che perfino Ernest Hemingway, nel ritirare il Nobel nel 1954, glielo dedicò affermando che sarebbe stato più felice se il riconoscimento fosse andato “a Karen Blixen”. Continuare a portare sul palco il suo racconto, a distanza di più di settant’anni da quando è stato scritto – è una forte (ri)affermazione del valore della scrittrice che anche nella vita privata ha dovuto pagare lo scotto di essere donna in anni non facili.
Il pubblico ha partecipato a questa esperienza di ascolto collettivo, seguendolo con il fiato sospeso, l’intensissimo reading, partecipe di ogni frase e sfumatura, corrispondendo l'emozione con cui ogni parola è stata pronunciata.
“Il vero artista non è mai povero” dice Babette nel testo “se assume la felicità degli altri come sua grande ricchezza” e alla fine, un lunghissimo applauso ha restituito a Lella Costa il riconoscimento dovuto a una grande artista che lo accolto con evidente commozione.

Nella foto, l'attrice Lella Costa (foto Del Papa)

Pubblicato il 26 novembre 2024

Ascolta l'audio

Altri articoli...

  1. Al PalabancaEventi si presenta il libro di Mulazzi «L’Appennino resistente e i suoi protagonisti»
  2. Itinerari religiosi, il 28 convegno in Cattolica
  3. Quando il pasticcio di maccheroni era il dolce del primo dell’anno
  4. «Bolle d'arte», al via il Festival di letteratura per bambini e ragazzi
  5. Le quattro YouthBank di Piacenza e Vigevano già operative: via alla mappa dei bisogni Under 25
  6. Ex allievi San Vincenzo, la consegna del premio La Salle
  7. In Cattolica l’impatto dell’Intelligenza artificiale sulla società
  8. La nuova stagione teatrale al Duse di Cortemaggiore
  9. «Dai sogni di Blessing al tuo», il 23 la presentazione del progetto
  10. Al via la 23° edizione di Pulcheria. Apertura sabato 16 con Antonella Questa e Claudia De Lillo
  11. «Perché non segnare con pietre d’inciampo il percorso della Via Francigena piacentina?»
  12. Per la 31ª edizione della Süppéra d’Argint concorso aperto anche alle signore
  13. «Piacenza, la città che cambia», mostra di Cravedi alla Fondazione
  14. «Criteri ESG, la nostra agricoltura è già la più green d’Europa»
  15. Un taccuino di viaggio per i pellegrini delle Vie Romee e Francigena: al PalabancaEventi la presentazione del volume
  16. «Con operosa modestia»: giornata per Vittorio Anelli
  17. Capuozzo: non il sangue ma una convivenza democratica può portarci ad un futuro migliore
  18. In un volume la storia di Piacenza attraverso le targhe pubbliche del centro storico
  19. Un sabato in Biblioteca: alla Passerini Landi con Antonella Agnoli
  20. Ritorna Pulcheria, un osservatorio sul mondo femminile

Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

    Ascolta l'audio

    Conteggio articoli:
    5

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente