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«Ridi che ti passa»: comicità e musica al teatro Verdi di Fiorenzuola per l’emporio solidale

 Comunicato stampa. Ridi che ti passa comicita e musica per lemporio solidale

Sabato 30 novembre, dalle 21, il teatro “Verdi” di Fiorenzuola d’Arda ospiterà lo spettacolo teatrale “Ridi che ti passa”: liniziativa, promossa dall’oratorio di San Fiorenzo di Fiorenzuola d’Arda e giunta alla quarta edizione, vedrà la partecipazione della compagnia teatrale “Comic club” di Borgonovo val Tidone, e del coro “Incanto libero” di Piacenza, con il ricavato che sarà destinato all’emporio solidale di Fiorenzuola d’Arda, gestito dall’associazione “Agape”, per la ristrutturazione della sede, dove vengono assicurati generi alimentari di prima necessità alle famiglie bisognose del territorio.
L’iniziativa è stata presentata nella sala dell’orologio del Municipio cittadino, alla presenza del sindaco di Fiorenzuola d’Arda, Romeo Gandolfi; dell’Assessore comunale alla cultura, Massimiliano Morganti; del fondatore della compagnia “Comic club” e regista dello spettacolo, Graziano Arlenghi; dal presidente del coro Incanto libero, Roberto Antenucci, e dal vicepresidente dell’associazione “Agape, Claudio Oddi. Presenti anche il Presidente del Consiglio comunale di Fiorenzuola d’Arda, Federico Franchi; l’Assessore comunale Franco Brauner, e Giuliana Bartocci (“Incanto libero”).

La natura dello spettacolo è la stessa che abbiamo offerto al pubblico nelle precedenti tre edizioni, in sinergia con il coro Incanto libero”, ha esordito Graziano Arlenghi: “Presenteremo uno spettacolo inedito, leggero e comico, di genere diverso rispetto al puro cabaret, bensì maggiormente sullo stile del varietà, rifacendoci ai vecchi spettacoli della Rai in bianco e nero. Lo spettacolo sarà pertanto composto da sketch comici intervallati da coreografie e balletti; momenti canori e parodie musicali, a cura del coro “Incanto libero”, per due ore di spettacolo piacevole e fruibile da chiunque.
Siamo un coro eterogeneo e poliedrico, sempre alla ricerca di sperimentazioni nuove”, ha quindi spiegato Roberto Antenucci, in merito alle caratteristiche ed alla ricerca musicale del proprio coro.
“Abbiamo avuto esperienze positive con altri cori di tipologie diverse, così come con associazioni di pazienti: siamo sempre alla ricerca di un qualcosa di innovativo, consapevoli del fatto che la bellezza è la capacità di potersi integrare nelle diversità artistiche, perché riuscire a realizzare la musica attraverso altre forme di arte è un modo per riuscire ad esaltare la stessa componente musicale di uno spettacolo.
Siamo felici di ricevere questa donazione grazie allo spettacolo “Ridi che ti passa”: gli aiuti sono sempre utili, per di più in un momento particolare come questo, in cui abbiamo in carico quasi 500 componenti di 140 famiglie del territorio. Grazie di cuore a chi si impegna per questo spettacolo, così come ai tanti cittadini che quotidianamente ci aiutano e ci supporteranno assistendo all’evento”, sono state le parole di Claudio Oddi.

Chiusura ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale: “È bello portare sul territorio un evento come questo, tanto emozionante quanto di qualità e conseguente apprezzamento da parte del pubblico: siamo contenti di presentare un’offerta culturale sempre più vasta, grazie a spettacoli come questo che si uniscono al già ricco programma della stagione teatrale”, ha affermato Massimiliano Morganti. Il successo di questa iniziativa, giunta già alla quarta edizione, e il suo apprezzabile scopo benefico, sono la conferma che la collaborazione tra il Comune e la parrocchia prosegue a beneficio dell’intera cittadinanza”, ha concluso Romeo Gandolfi.

La prevendita dei biglietti

Il biglietto d’ingresso allo spettacolo costa dieci euro: la prevendita dei biglietti è attiva presso presso Inform’Art, l’ufficio del Teatro, aperto dal martedì al sabato dalle 10 alle 12.30, e dalle 19 nei giorni degli spettacoli.

Pubblicato il 26 novembre 2024

Nella foto: la presentazione dello spettacolo.

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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