Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

«Dialettica critica e costruttiva che sposava alla concretezza dei principi del diritto»

Giuseppe De Lucia Lumeno Antonio Patuelli Beppe Ghisolfi

Il presidente ABI Antonio Patuelli, il banchiere Giuseppe Ghisolfi e il segretario generale di Assopopolari Giuseppe De Lucia Lumeno hanno ricordato in un affollato PalabancaEventi la figura di Corrado Sforza Fogliani a due anni dalla morte

«Ha avuto una vita piena, vissuta con grande impegno ed entusiasmo. Un’esistenza coerente ai suoi principi di uomo libero e liberale, mai miope ed egoista, con una visione sociale di ampio respiro e con uno spirito critico ma costruttivo». Al presidente dell’ABI-Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli il compito, svolto mirabilmente, di aprire - al PalabancaEventi (Sala Panini, con Sala Verdi videocollegata) - l’album dei ricordi nella Giornata (seconda edizione) dedicata alla memoria di Corrado Sforza Fogliani, il presidente esecutivo della Banca di Piacenza (oltre che presidente di Assopopolari, vicepresidente ABI e presidente del Centro Studi Confedilizia) mancato nel dicembre di due anni fa. Con il presidente Patuelli, Beppe Ghisolfi (banchiere, scrittore e giornalista) e Giuseppe De Lucia Lumeno, segretario generale dell’Associazione fra le Banche Popolari. «Tre grandi banchieri», li ha definiti il presidente della Banca di Piacenza Giuseppe Nenna (presenti anche il vicepresidente Domenico Capra, il direttore generale Angelo Antoniazzi, il vicedirettore generale Pietro Boselli e componenti del Cda) nel suo intervento di saluto: «Siamo felici di ospitare - ha aggiunto - il gotha bancario italiano, di cui anche l’avv. Sforza Fogliani faceva parte. Relatori illustri, tutti e tre molto amici del nostro Presidente, uomo di valore e di valori che ci manca tanto».

«La prima emozione arrivando qui a Piacenza - ha esordito il presidente ABI - è non trovare Corrado sul portone in giacca e cravatta, senza cappotto, capello e quanto serve in questa stagione. Non aveva mai freddo. È bello ritrovarsi come se lui ci fosse e sono convinto che Corrado sia ancora qui con noi».

NITIDA IDENTITÀ CULTURALE
«Pensare a Corrado - ha osservato il presidente Patuelli - mi riporta alla sua nitida identità culturale basata, innanzitutto, su metodo di analisi e coerente comportamento, alto senso di responsabilità civile e sociale fondate sulla forte volontà di partecipazione all’associazionismo. Aveva in sé la concretizzazione di quello che scrisse due secoli fa Alexis de Tocqueville in La Democrazia in America: “Una democrazia ben funzionante e solida deve avere vitalità nel libero associazionismo”. Corrado ha dedicato molto del suo tempo a questo, con metodo dialettico, in modo critico e costruttivo: questo è un metodo scientifico applicato alla vita comunitaria pubblica e alle relazioni sociali». L’oratore ha quindi ricordato i mondi dove l’avv. Sforza è stato un protagonista «di grande prestigio»: quello della Confedilizia, quello delle banche popolari e, più in generale, delle banche italiane. «La sua cultura liberaldemocratica - ha argomentato il dott. Patuelli - si basava su profondità di studi, profonda coerenza tra ragionamenti, metodo della ragione, ideali, letture continue, diritto, professione di avvocato e comportamenti tutti».

Antonio Patuelli saluta Maria Antonietta De Micheli moglie del compianto Corrado Sforza Fogliani

Nelle foto: in alto, Giuseppe De Lucia Lumeno, Antonio Patuelli, Beppe Ghisolfi; sopra, Antonio Patuelli saluta
Maria Antonietta De Micheli, moglie del compianto Corrado Sforza Fogliani.

METODO SCIENTIFICO
«Il metodo scientifico della dialettica critica e costruttiva appena ricordato, si sposava con la concretezza dei principi del diritto, quei principi che lo portavano a impugnare provvedimenti di dubbia costituzionalità. In questo era invincibile». Il presidente ABI ha poi fatto cenno all’importanza che l’avv. Sforza ha avuto nelle istituzioni, soprattutto nella sua Piacenza: «In Consiglio comunale, luogo di concretezza per doveri e diritti di cittadinanza, era un mattatore e i suoi interventi erano attesi e temuti. Considerava la civitas della sua città il luogo principale delle sue chance di vita».

OCCHIO LASER DELL’ABI
Il relatore ha quindi ricordato «il grande» l’impegno in Banca di Piacenza, quello in ABI («era un occhio laser sulle tematiche che esaminiamo - noi ci occupiamo di regole - e un giurista raffinato, fortemente idealista e civilmente responsabile come lui era per noi di forte preziosità»), in Confedilizia a Roma («per le libertà economiche e sociali, ispirandosi a Einaudi, con l’immobile visto come frutto del risparmio»), condiviso con il segretario generale Marco Bertoncini, mancato anche lui di recente («formavano un grande sodalizio, anche Marco ci manca molto»). Dopo aver sottolineato che l’impegno che lo divertiva di più era quello di scrivere articoli per i giornali, il presidente Patuelli ha così concluso il suo ricordo rivolgendosi alla moglie Maria Antonietta e alla figlia Maria Paola, sedute in prima fila: «Corrado rimane tra noi e la sua famiglia potrà sempre contare sul nostro sostegno attraverso la fortissima memoria che di lui portiamo nel cuore e nel cervello».

Il prof. Ghisolfi (già presidente della Cassa di Risparmio di Fossano) ha raccontato di aver conosciuto l’avv. Sforza in ABI: «Diventammo subito amicissimi; quando interveniva restavano tutti a bocca aperta: conosceva gli argomenti e proponeva soluzioni».

AUTOBIOGRAFIA
Lo scrittore e giornalista ha in seguito fatto cenno ad alcuni passaggi dell’autobiografia del compianto Presidente pubblicata sul volume (curato dallo stesso prof. Ghisolfi, ndr), Banchieri (2018, Aragno Editore, Prefazione di Antonio Patuelli). Dove confidava di come si avvicinò, giovanissimo, alla Banca di Piacenza: aveva avallato una cambiale di un amico di scuola che aveva deciso di aprire un negozio. All’amico andò male e la Banca chiamò Sforza a onorare il debito. In quell’occasione gli proposero di diventare azionista e la cosa si concretizzò. Dove, ancora, si parla di una lettera da lui scritta alla Stampa di Torino per replicare a un articolo di Pansa che elogiava la Cassa di Risparmio di Piacenza. Gli amministratori della Banca di Piacenza ne apprezzarono i contenuti e iniziarono a “tenere d’occhio” il Nostro, che di lì a poco entrò nel Consiglio dell’Istituto di credito. E dove raccontava di quando fece togliere il correttore ortografico ai programmi dei computer della Banca perché si era accorto che storpiava in automatico alcune parole, compreso il suo cognome che diventava Fogliari.

M. Antonietta e M.Paola Sforza Fogliani Giuseppe Nenna Pietro Boselli Angelo Antoniazzi Domenico Capra

Nella foto, Antonietta e M. Paola Sforza Fogliani, Giuseppe Nenna, Pietro Boselli, Angelo Antoniazzi, Domenico Capra.

L’IMPORTANZA DELLA MEMORIA
Il dott. De Lucia (Assopopolari ha dedicato alla memoria di Sforza ben sei pubblicazioni in due anni) - oltre al personale ricordo del “suo” Presidente («per il nostro cuore e la nostra mente è difficile immaginare che non ci sia più un “guerriero medievale che si aggirava nella modernità”») - ha invece spostato l’attenzione sull’importanza della memoria: «Per una società che voglia guardare al futuro - ha sostenuto - è bene ricordare la storia come maestra di vita, perché la memoria significa conoscenza delle proprie radici, significa comunità. La memoria personale, quella universale e quella sociale (che rischia di essere oscurata dal modernismo) danno senso alla vita dell’uomo. Abbiamo dunque il dovere di lasciare memoria del passato come ha fatto Corrado Sforza Fogliani, con la forza delle proprie idee».

Pubblicato il 10 dicembre 2024

Ascolta l'audio

Altri articoli...

  1. «Vivere la vita»: musica e solidarietà al «Verdi» di Fiorenzuola
  2. Il rap racconta il carcere: il concerto di Agostino e Anas alle Novate grazie a YouthBank
  3. «Vite svelate» il tema della terza edizione del Festival dall'11 al 14 settembre 2025
  4. Storia dell'arte dal Seicento all'Ottocento nella strenna 2024 della Banca di Piacenza
  5. Itinerel, i primi risultati della ricerca sugli itinerari culturali e religiosi
  6. Le Edizioni Pontegobbo festeggiano i trent’anni alla Passerini Landi
  7. Alla Banca di Piacenza la mostra di Natale sull'Atlas Maior
  8. Al PalabancaEventi la giornata in memoria di Corrado Sforza Fogliani
  9. Joseph Ratzinger: «frammenti di umanità» contro stereotipi e pregiudizi
  10. Un grande successo l’edizione 2024 di #OpenUnicatt
  11. Castello di Gambaro, un restauro che ha riportato alla luce la sua storia
  12. La Fondazione vittime di reato ha aiutato 1200 persone in vent’anni
  13. «È mancato un patto tra economia e politica per uno sviluppo alla montagna»
  14. Al Cai un cortometraggio sul cammino con gli sci al Cervino
  15. A San Giorgio Piacentino la rassegna tutta al femminile «Scrittrici al Castello»
  16. «Ridi che ti passa»: comicità e musica al teatro Verdi di Fiorenzuola per l’emporio solidale
  17. Lella Costa a Pulcheria si commuove ed emoziona con «Il pranzo di Babette»
  18. Al PalabancaEventi si presenta il libro di Mulazzi «L’Appennino resistente e i suoi protagonisti»
  19. Itinerari religiosi, il 28 convegno in Cattolica
  20. Quando il pasticcio di maccheroni era il dolce del primo dell’anno

Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

    Ascolta l'audio

    Conteggio articoli:
    5

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente