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Mostra fotografica di Oreste Ferretti a Fiorenzuola

Un viaggio nella lucecontro Oreste Ferretti 1

Domenica 7 novembre alle ore 10.30 apertura della mostra fotografica "Un viaggio nella luce...contro" di Oreste Finetti nella sede del CCF in piazza Caduti 1 a Fiorenzuola d’Arda.
La mostra rimarrà aperta fino al 21 novembre nei seguenti orari:
lunedì, mercoledì, venerdì, dalle 21. 30 alle 23;
festivi dalle 10 alle 12 - dalle 17 alle 19.
Ingresso libero con mascherina e certificato verde.

L'opera di Oreste Ferretti

Così Todd Gipstein, fotografo di National Geographic, tratteggia l'opera di Oreste Ferretti. "Voglio parlarvi del mio amico Oreste Ferretti che si è avventurato in posti incredibili del pianeta e la cui fotografia è davvero eccezionale. Così voglio parlarvi un po' più a fondo di Oreste, e della sua fotografia e perché penso che sia così veramente speciale. Durante i miei 55 anni di esperienza fotografica, ho visto milioni di fotografie. Nei miei numerosi anni presso National Geographic, ho lavorato a fianco dei più grandi fotografi del mondo e studiato le loro immagini.
Circa 15 anni fa, incontrai Oreste Ferretti e vidi le sue opere ed egli divenne subito un nuovo maestro nel mio Pantheon di creatori di immagini eccezionali e stimolanti. Sono orgoglioso di chiamare "amico" Oreste, uno spirito affine che mi ispira con il potere della sua fotografia. Attraverso le sue fotografie, Oreste ci porta in altri luoghi e in altre culture. Egli trasforma ciò che vede in poesia visiva. Nelle sue immagini la realtà diventa un sogno. Diventiamo spettatori della natura delle persone, delle loro vite, del loro calmo agire, dei loro rituali colorati, nei momenti quotidiani dove esprimono la loro unicità e trasmettono il senso di una umanità comune.
Con la passione di un vero artista, Oreste esplora continuamente il ricco arazzo della vita e ce ne fa la cronaca. Con la mente dell'antropologo, l'occhio dell'artista, il cuore del poeta, Oreste crea immagini che ci trasportano nell'azione e nell'anima stessa di una persona, di un luogo, di una cultura. Ci immerge nell'esperienza, condividendo con noi i momenti personali che sta vivendo. Il nostro non è solo guardare una foto di Oreste, ma entrare nella scena che cattura. Le sue immagini ci interrogano. Chi è questa persona? Cosa sta succedendo qui?
Come un maestro pittore, Oreste utilizza il chiaroscuro - luce e ombra - per creare immagini potenti. Le sue fotografie celebrano e catturano la luce - luce drammatica e sottile - illuminando un volto, una scena, un'idea. Scattando spesso in controluce, Oreste traduce le situazioni in silhouette che sintetizzano la scena in composizioni potenti e simboliche. Egli esplora anche le sfumature emotive di ciò che sta accadendo davanti a lui e alla sua macchina fotografica.
Le immagini ardite e belle di Oreste, piene di gesti, emozioni e misteri, toccano le corde della nostra sensibilità. Le sue fotografie fanno ciò che fa il meglio dell'arte: catturano un momento della vita e lo presentano in un modo che ci fa fermare, guardare, pensare e sentire. 

 L'inizio negli anni '70

Oreste Ferretti ha iniziato negli anni 70 la sua passione fotografica amatoriale, partendo dalle Dolomiti per poi percorrere e ripercorrere tutte le strade del mondo: Africa, Australia, Asia in particolare il Nepal che costituisce il suo luogo preferito. È innamorato del viaggiare, come a incarnare la frase di Tiziano Terzani "il fine del viaggiare è il viaggiare stesso, non l'arrivare", accompagnando lo spettatore con le sue immagini in questa ricerca senza fine.
Insieme alla sua inseparabile moglie Odetta, film maker, ha privilegiato il racconto dei suoi viaggi in forma di documentario audiovisivo, integrando la parte fotografica da lui curata, con i video della moglie, costituendo da sempre un punto di riferimento: i suoi documentari amatoriali sono ancora oggi un punto di riferimento nel mondo degli audiovisivi fotografici.
Le sue immagini e video sono state diffuse da numerose testate e canali televisivi, come una semplice ricerca su internet può mostrare. Oreste ci porta le cose belle dei posti che attraversa, visitati con itinerari personali fuori dai canali turistici: la luce, le persone nei loro semplici e sentiti gesti quotidiani di vita, di preghiera, di festa. Ci mette in grado di riprovare le stesse emozioni che lui ha provato, con immagini immediate, fresche, con scarsissima postproduzione. La FIAF l'ha riconosciuto autore dell'anno 2020/21, proprio a significare l'importanza e la semplice bellezza della sua fotografia, così vicina a gran parte del mondo fotografico amatoriale che fa dei viaggi una miniera dì occasioni per le proprie immagini.

Pubblicato il 5 novembre 2021

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Nella foto, uno scatto di Oreste Ferretti in esposizione alla mostra a Fiorenzuola nella sede del CCF.

Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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