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Dalla cupole alle Dolomiti: Marco Stucchi ospite al Club Cinefotografico Fiorenzuola

Dalle Cupole alle Dolomiti Marco Stucchi 2

Venerdì 12 novembre alle ore 21 a Fiorenzuola è programmato nella sede del Club Cinefotografico di piazza Caduti 1, l’ultimo appuntamento della Rassegna PHOTO 21. L’incontro ha come protagonista Marco Stucchi e le sue immagini sul tema “Dalle Cupole alle Dolomiti: quando l'arte diventa innovazione digitale”.
Filo conduttore della serata l’intervista-colloquio di Valeria Tedaldi.
Ingresso libero con mascherina e certificato verde.
Il Club Cinefotografico Fiorenzuola ha già ospitato Stucchi nel 2017 con le splendide immagini degli affreschi del Guercino della cupola del Duomo di Piacenza e, nel 2018, con le altrettanto splendide riproduzioni degli affreschi del Pordenone della cupola di Santa Maria di Campagna, sempre a Piacenza.

Marco Stucchi è un affermato professionista, nato a Milano ma “piacentino d’adozione”, che opera a livello nazionale nel settore della valorizzazione dei Beni Culturali con una spiccata vocazione all’applicazione delle moderne tecnologie per la comunicazione nel mondo dell’arte. La missione principale di Stucchi è proprio quella di coniugare una comunicazione innovativa, non convenzionale, sempre basata su solide basi scientifiche in grado di parlare linguaggi differenti con media differenti ed innovativi per offrire un'esperienza di visita e coinvolgimento nuova ed emozionante.
Gli strumenti multimediali applicati al patrimonio culturale e paesaggistico permettono di spaziare tra molteplici discipline per raccontare con immagini, suoni e video la vita e la storia di un’opera. Le innovazioni del “sapere tecnologico” ed i loro effetti sulla proposta e sull’organizzazione della cultura diventeranno sempre più̀ rapide ed incisive.

Pubblicato il 9 novembre 2021

 

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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