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La Cattedrale, i suoi simboli, e il richiamo alle Sacre Scritture

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Nel museo della Cattedrale Kronos di Via Prevostura 7, il 17 novembre si è tenuta la conferenza dal titolo “L’immaginario medioevale nella Cattedrale di Piacenza” organizzata dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Piacenza-Bobbio in collaborazione con CoolTour s.c. e tenuta da Luca Maffi, storico e critico d’arte. L’iniziativa rientra tra le molte promosse, nello scorso ottobre, con il protocollo di intesa tra la diocesi e le amministrazioni pubbliche, fondazioni private e camere di lavoro. E' infatti, in corso l’anno giubilare della Cattedrale di Piacenza per il novecentesimo anno dalla sua fondazione (1122-2022).
L’incontro del 17 è solo il primo di una serie di conferenze che vedono come protagonista la Cattedrale e che promuove la lettura delle sue parti attraverso l’esegesi. Con il termine esegesi si indica la descrizione interpretativa delle parti scultoree, dei bassorilievi e degli elementi architettonici della Cattedrale in chiave biblica, attraverso una lettura critica, attribuendo alle immagini scolpite o raffigurate un significato didattico- religioso. Infatti, la chiesa, intesa come il complesso dell’edificio nella sua forme e nelle sue raffigurazioni, aveva il compito di illustrare e insegnare le basi del culto ai pellegrini e ai fedeli, attraverso le composizioni scultoree delle sue parti presenti sulla facciata, sui portali di accesso e all’interno dell’edificio stesso, in una simbologia che richiama costantemente alle Sacre Scritture e che potesse essere comprensibile agli occhi dei contemporanei.

Ascoltando lo storico Luca Maffi si entra subito nella vivacità di linguaggio della facciata e del portale di ingresso, su cui molte figure compaiono ad accompagnare il visitatore con ammonimenti e messaggi di salvezza. Trionfa in varie forme la figura del Cristo, presentato spesso come agnus dei, ma anche raffigurato come vitello dal giogo leggero (posto sul portale centrale). Impossibile non appassionarsi a tanta ricchezza di contenuti: il portale è sorretto da due telamoni, cioè figure di uomini affannati dal peso delle colonne che sorreggono e che rappresentano l’umanità schiacciata dal peccato, inoltre, vi sono immagini in bassorilievo degli episodi più importanti della Natività di Cristo.
Tante sono le figure interessanti e curiose presenti sulla facciata del Duomo e che l’esegesi ci aiuta ad interpretare, come, ad esempio, le figure umanizzate della pazienza e dell'umiltà a cornice della Natività; esse sono lì per ricordarci che tali sono le virtù alla base dell’ incarnazione di Cristo.

Ma non è solo la facciata delle virtù, sono anche i peccati ad essere rappresentati, a trovare una forma umanizzata, come i vizi dell’usura e dell’avarizia, oppure troviamo Caino e Abele, in connotazione di monito, Adamo ed Eva vestiti, posti all’esterno della Cattedrale e citati in accezione di penitenza e ammonimento, per preparare i fedeli a fare ingresso in Cattedrale, la casa di Dio.
I possibili accostamenti con il Duomo di Cremona, di Modena e di Ferrara sono molteplici, tanto da prevedere una trattatistica dedicata, tuttavia, risulta interessante da citare in questo ambito, in quanto si coglie sicuramente l’intima interconnessione e l’universalità del messaggio e del linguaggio religioso dell’epoca.

Ma la conferenza non si è soffermata solo sull’esterno dell’edificio, la lettura delle parti ha compreso anche la composizione scultorea dei profeti posti sopra le colonne della navata centrale e di cui l’unico ad essere riconoscibile è Davide. Inoltre, all’interno del Duomo è presente una raffigurazione di Santa Giustina vicina al Cristo. L’esegesi esposta da Luca Maffi spazia tra le Scritture fino a toccare gli scritti dei santi come San Cirillo e Sant’Agostino, mostrando tutta la ricchezza dei significati e dei linguaggi del romanico che vanno oltre la semplice immagine, toccando le vetrate e le composizioni architettoniche delle parti, in un continuo scambio di informazioni e di nozioni per i fedeli.  
Il ciclo di conferenze dedicato alla Cattedrale presso il Museo della Cattedrale Kronos, proseguirà con nuovi appuntamenti nel corso di tutto l’anno giubilare, il quale si concluderà a fine settembre 2022 in occasione della festa della compatrona di città e diocesi, Santa Giustina.
Durante le conferenze si cercherà di ricostruire la complessa e lunga storia della Cattedrale di Piacenza, dalla sua fondazione fino agli scavi scalabriniani (conclusi nel 1901), con un occhio particolarmente attento al periodo medievale e al romanico.

Paola Lafratta

Il 1° dicembre visite virtuali alle Pievi della val Trebbia

Tornano le visite virtuali di Kronos – Museo della Cattedrale e CoolTour s.c., con una diretta dedicata alle antiche pievi della Val Trebbia, a detta di Ernest Hemingway “la valle più bella del mondo”, nell’ambito delle iniziative culturali per i 900 anni della Cattedrale di Piacenza.
L’appuntamento è per mercoledì 1 dicembre ore 21.
Per partecipare è obbligatorio prenotare il proprio posto compilando il modulo online che sarà possibile trovare sulla pagina www.piacenzapace.it/virtuali
La partecipazione è gratuita (come sempre chi vorrà potrà donare liberamente a sostegno del progetto). Le iscrizioni sono limitate a 100 connessioni (vale una connessione per ogni dispositivo individuale con il quale si segue la visita): registrarsi è obbligatorio.
La visita si terrà sulla piattaforma online ZOOM, a cui si accederà tramite un link che verrà inviato ai partecipanti regolarmente registrati.
Per problemi tecnici in fase di iscrizione scrivere a cooltour2 [DOT] 0 [AT] gmail [DOT] comcooltour2 [DOT] 0 [AT] gmail [DOT] com

Nella foto, la conferenza tenuta dallo storico Luca Maffi.

Pubblicato il 24 novembre 2021

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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