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«Antonino e Savino: quando la fede incontra la storia»

 antonino e savino

Domenica 28 novembre alle ore 16 tornano gli itinerari urbani di «Piacenza da scoprire», organizzati dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Piacenza Bobbio e Kronos – Museo della Cattedrale di Piacenza in collaborazione con CoolTour, che ci accompagneranno ogni quarta domenica del mese per tutta la durata delle celebrazioni per i 900 anni della Cattedrale, fino a conclusione del 2022.

Con il primo appuntamento dal titolo «Antonino e Savino: quando la fede incontra la storia» andremo alla scoperta delle origini del cristianesimo a Piacenza. Correva l’anno 303 quando un soldato convertito alla fede in Cristo (Antonino) fu decapitato nei pressi di Piacenza e sepolto in un ambiente ipogeo poco distante dalla piccola chiesa di S. Maria in Cortina. Soltanto molti anni dopo, con l’arrivo del vescovo Savino, verrà edificata la basilica che porta il suo nome. Secondo una leggenda però, Savino avrebbe costruito altre chiese, tra cui forse la nostra Cattedrale. Mito storiografico o verità? Venite con noi a scoprirlo!

Il tour partirà dalla Cattedrale, cuore pulsante della prima comunità cristiana ma soprattutto sede del vescovo Savino, scopritore come noto delle reliquie del Santo martire. Proseguirà poi nella basilica un tempo dedicata ai XII apostoli ed oggi intitolata allo stesso Savino, nella cui tomba si cela una preziosa testimonianza di fede e speranza. Il percorso avrà termine presso Piazza S. Antonino, con la sua basilica e con la chiesa di Santa Maria in Cortina, luogo da cui tutto ebbe inizio e che ben si presta a una “gloriosa” conclusione.

Costo: biglietto speciale 3,00 €

Possibilità di effettuare un abbonamento per tutti gli 11 itinerari al costo di 25,00 €

Evento a numero chiuso e con prenotazione obbligatoria. Obbligatorio il Green Pass per i maggiori di anni 12. Posti limitati.

Info e prenotazioni: cattedralepiacenza [AT] gmail [DOT] com 3314606435

Pubblicato il 25 novembre 2021

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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