Scalabriniane e Señor de los Milagros, una festa che abbraccia i popoli
Una festa fatta di storie incrociate, volti diversi e un unico grande messaggio: accogliere il prossimo. Domenica 25 ottobre, la Cattedrale di Piacenza si è riempita di calore ed emozione per un triplo appuntamento speciale.
La comunità si è stretta attorno alle Suore Missionarie Scalabriniane per ricordare due traguardi importanti: i 131 anni da quando le prime quattro religiose partirono coraggiosamente verso il Brasile per sostenere gli emigranti italiani, e i 90 anni della loro presenza in Italia. Accanto a questa ricorrenza, la Cattedrale ha celebrato la festa del Señor de los Milagros, una tradizione profondamente sentita e vissuta con grande devozione dai fedeli peruviani.
A guidare la celebrazione è stato il vescovo di Piacenza-Bobbio, monsignor Adriano Cevolotto, insieme ai padri scalabriniani.
Ad aprire la giornata sono state le parole di suor Giuliana Bosini, superiora provinciale per l’Europa. Con emozione, ha ricordato come tutta questa storia sia nata per dare una risposta concreta alle sofferenze di chi è costretto a lasciare la propria casa.
Le suore Scalabriniane in Cattedrale a Piacenza alla messa di domenica 25 ottobre.
Una missione nata per camminare insieme a chi parte
“Centotrentuno anni fa – ha raccontato suor Bosini – quattro suore sono partite per il Brasile. Il loro obiettivo? Stare vicine agli italiani che abbandonavano tutto in cerca di un futuro migliore”. Una scelta forte e controcorrente, nata dall’intuizione di san Giovanni Battista Scalabrini, il vescovo piacentino che per primo capì che la Chiesa doveva farsi carico del dramma delle migrazioni.
Novant’anni fa, il percorso si è invertito: alcune suore sono tornate in Europa per continuare, da allora e senza sosta, a tendere la mano a chi attraversa i confini, affronta mille ostacoli e cerca solo un posto sicuro da cui ripartire.
Infine, suor Giuliana ha voluto dedicare un pensiero affettuoso a madre Assunta Marchetti, cofondatrice delle Missionarie Scalabriniane, di cui è stata portata una immagine davanti all’altare della cattedrale. Proprio il 25 ottobre di dodici anni fa veniva proclamata beata, e oggi il cammino verso la sua canonizzazione continua, ispirando ancora chi, ogni giorno, si spende per gli altri.
Nella foto, l’immagine de Señor de los Milagros.
“Dio si sente ferito quando è maltrattato il forestiero”
Nell’omelia, mons. Adriano Cevolotto ha unito le diverse ragioni della festa, indicando nella cura delle persone più fragili il filo conduttore della celebrazione.
Il vescovo ha ringraziato la comunità peruviana per la testimonianza di fede legata al Señor de los Milagros. La tradizione nasce a Lima attorno a un’immagine di Cristo crocifisso, rimasta intatta nonostante i devastanti terremoti che colpirono la città. Per i fedeli, quel Cristo è diventato un segno di speranza: anche quando tutto sembra crollare, l’amore del Signore rimane.
Da qui il richiamo del vescovo alla prima lettura, tratta dal libro dell’Esodo, che mette in guardia dal maltrattare lo straniero, la vedova e l’orfano. Trascurare i più deboli significa tradire il cuore stesso della fede. È questo, ha ricordato Cevolotto, il senso del carisma scalabriniano: fare di ogni luogo una casa, soprattutto per chi è costretto a lasciare la propria.
La celebrazione della messa in cattedrale con il vescovo Cevolotto.
Commentando il Vangelo, il vescovo si è soffermato sul comandamento dell’amore: amare Dio, il prossimo e se stessi. Un invito rivolto a ciascuno, che richiede di tradursi nelle relazioni quotidiane e nel modo di guardare gli altri.
La devozione al Cristo crocifisso, ha concluso, deve spingere a riconoscere anche i tanti “crocifissi” del nostro tempo: persone ferite dall’ingiustizia, dall’emarginazione e dall’indifferenza. La fede, dunque, non si esaurisce nella venerazione dell’immagine sacra, ma diventa responsabilità verso chi soffre.
Señor de los Milagros, l’immagine per le vie della città
Al termine della celebrazione, padre Salvatore Mazzitelli, scalabriniano e cappellano delle comunità latinoamericane del territorio piacentino, ha espresso la propria gioia nel vedere riunite comunità e tradizioni diverse. La scelta di unire la festa delle Scalabriniane e quella del Señor de los Milagros è stata un segno concreto di fraternità e condivisione. Per la comunità peruviana, ottobre è il mese dedicato in modo particolare alla devozione al Cristo dei Miracoli. La processione è il momento in cui questa fede esce dalla chiesa e attraversa la città, affidandola alla benedizione del Signore.
Dopo la messa, l’immagine del Señor de los Milagros è stata portata per le vie di Piacenza, accompagnata dai volontari peruviani con le caratteristiche cappe viola e dal suono della banda musicale. Il corteo ha raggiunto la Casa Madre degli Scalabriniani, trasformando le strade in un luogo di preghiera e di incontro.
