Il messaggio dei Santi Angeli Custodi
“Dio accompagna passo dopo passo il cammino dell’uomo e non lo lascia solo”. È questa la verità spirituale più importante tramandata dai Santi angeli custodi. A ricordare il loro insegnamento ci ha pensato monsignor mons. Celso Dosi lo scorso 2 ottobre, data dedicata alla memoria di queste figure angeliche che quest’anno ha coinciso anche con la celebrazione della messa per la ripresa annuale dei Convegni di Cultura Maria Cristina di Savoia, nella cappelletta del seminario vescovile.
La fede negli Angeli Custodi
«Ecco, io mando un angelo davanti a te» (Es 23,20). “Tratta dall’esodo, la prima lettura offre già la chiave dell’intera celebrazione – ha spiegato il sacerdote -. Israele è in cammino, attraversa un territorio difficile e non conosce ancora la strada. Proprio dentro questa precarietà Dio promette di mandare un angelo per custodirci sul cammino. Prima di dire qualcosa sugli angeli, l’angelo parla innanzitutto di Dio: dice che Dio accompagna, precede, custodisce. Non elimina il deserto, non evita ad Israele le difficoltà, ma non lo lascia solo nella traversata. Anche noi percorriamo territori che non conosciamo, decisioni, cambiamenti, prove, malattie, relazioni; incertezza del futuro. La fede nell’angelo custode ci ricorda però che nessun tratto della nostra strada è estraneo alla presenza di Dio.
«Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti» (Sal 90) Anche il salmo responsoriale riprende la stessa certezza – fa notare -: «Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede». Segno personale della Provvidenza di Dio, l’angelo custode non è quindi una sorta di assicurazione celeste contro gli incidenti, ma ci accompagna perché la nostra libertà possa orientarsi verso il bene.
Il valore dei più fragili agli occhi di Dio
«Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli» (Mt 18,1-5.10) È il Vangelo di Matteo a introdurre un concetto ancora più profondo – ha osservato poi il prete – Gesù parla dei piccoli e sottolinea: «I loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio». Così, attraverso gli angeli, Cristo insegna il valore infinito della persona umana. Il piccolo, colui che agli occhi del mondo conta poco, è prezioso davanti a Dio. Ha sempre qualcuno che sta «davanti al volto del Padre». La festa degli angeli custodi diventa allora anche un esame di coscienza: chi sono i piccoli che rischio di non vedere? Chi considero insignificante? Chi giudico, trascuro, tratto con sufficienza? Se Dio ha tanta cura di ogni persona, anch’io sono chiamato ad averne cura.
Angeli Custodi, messaggeri di Dio
Nel loro ruolo di messaggeri, gli angeli, in tutta la Scrittura, non trattengono mai lo sguardo su di sé ma indicano Dio: vengono da Lui e conducono a Lui – sottolinea quindi il celebrante -. Anche l’angelo custode non prende il posto della nostra coscienza o della nostra responsabilità, piuttosto ci ricorda silenziosamente che la nostra vita è sotto lo sguardo di Dio. E allora possiamo scegliere per il meglio per non perdere la strada. Ecco, dunque, l’importanza di certe intuizioni interiori verso il bene: fermarsi prima di una parola cattiva, sentire il bisogno di chiedere perdono, accorgersi di qualcuno in difficoltà. Dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere che la grazia di Dio ci accompagna anche attraverso mediazioni invisibili.
Custodire l’altro
“Da essere custoditi a diventare custodi gli uni degli altri, il passo è allora breve – ha ricordato monsignor Dosi -. È forse proprio questo il frutto più bello della festa. Celebrare gli angeli custodi significa imparare da loro. L’angelo custodisce senza possedere, accompagna senza sostituirsi, orienta senza costringere, serve senza mettersi al centro. È un bellissimo programma anche per le nostre relazioni: in famiglia, nella comunità cristiana, nell’amicizia, nel ministero. Non domandiamoci soltanto chi è il mio angelo custode, ma anche: di chi Dio mi chiede di essere custode? “
In conclusione, ritorna poi l’immagine iniziale.“La nostra vita cristiana è un cammino. Davanti a noi non vediamo tutta la strada. La festa di oggi non garantisce che sarà facile, ma ci dice qualcosa di più importante: non la percorriamo da soli. Essere anche noi per qualcuno una presenza discreta, capace di protezione e sostegno è perciò il modo più vero per ringraziare Dio del nostro angelo custode. Perché nessuno dei «piccoli» affidati alla nostra strada si senta dimenticato da Lui”.
