97 candeline per padre Perini, decano dei Vincenziani d’Italia
Ha compiuto 97 anni ieri il vincenziano padre Giuseppe Perini, decano del Collegio Alberoni e di tutta la Provincia dei missionari Vincenziani d’Italia. Ha accompagnato come insegnante generazioni di seminaristi – oggi molti sono sacerdoti della diocesi di Piacenza-Bobbio – nel loro cammino di formazione umana, culturale e spirituale. Un incarico a cui si affianca, da oltre quarant’anni, quello di canonico penitenziere nella basilica di Sant’Antonino.
Da Vigoleno all’Alberoni, fino all’Angelicum di Roma
Nato a Vigoleno il 13 ottobre 1929, ha frequentato il ginnasio al Seminario vescovile di via Scalabrini e poi proseguito gli studi al Collegio Alberoni. Ha ottenuto il diploma nel 1948 al liceo statale di Piacenza. Al Collegio Alberoni ha continuato gli studi teologici, entrando nel 1951 nella Congregazione della Mission, i vincenziani, a cui sin dalla fondazione è affidata la gestione del Collegio. Si è quindi specializzato al Pontificio Istituto Angelicum (oggi Pontificia Università di S. Tommaso) fino al Baccellierato. Nell’autunno del 1953, dopo l’ordinazione sacerdotale, sempre all’Angelicum ha iniziato gli studi superiori nella Facoltà di filosofia, che ha concluso nel 1956 con il dottorato.
La ricerca su San Tommaso d’Aquino
Negli stessi anni ha frequentato i corsi del nuovo Istituto di Scienze sociali ed è stato assegnato all’insegnamento della filosofia e della sociologia al Collegio Alberoni. Accanto all’insegnamento in Collegio padre Perini si è dedicato alla ricerca, in modo particolare all’approfondimento del pensiero di san Tommaso d’Aquino. Un ruolo che lo ha portato ad essere nominato a metà anni Sessanta socio ordinario della Pontificia Accademia di san Tommaso d’Aquino. Fu direttore della rivista Divus Thomas dal 1962 al 1992, anno in cui la redazione e la pubblicazione della rivista, che era stata fondata proprio a Piacenza nel 1880, è passata allo Studio Domenicano di Bologna.
Da oltre quarant’anni è confessore in Sant’Antonino
Autore di numerose pubblicazioni – da “La filosofia tomista nella cultura contemporanea” pubblicata nel 1968 al “Trattato di teologia morale fondamentale” del 1996 – padre Giuseppe Perini concilia da decenni lo studio e l’insegnamento con il prezioso servizio di confessore nella basilica del Patrono. Ogni giovedì, sabato e domenica mattina accoglie coloro che desiderano accostarsi al sacramento della Riconciliazione.
“Era la metà degli anni Ottanta con l’allora parroco don Gabriele Zancani – raccontava lo scorso luglio nel bollettino della parrocchia di Sant’Antonino in un’intervista -. Io in quel periodo ero diventato canonico e al tempo stesso canonico penitenziere, ossia confessore ufficiale come ministero da svolgere. Bisogna ricordare che nel capitolo dei canonici di una basilica uno dei componenti ha proprio l’ufficio di penitenziere, un incarico importante perché ci si confronta con i fedeli e con le loro debolezze, le loro cadute e il loro desiderio di rialzarsi grazie alla misericordia di Dio”.
Padre Perini: volevo andare in Africa, la mia missione è stata a Piacenza
Perché missionario vincenziano? Padre Perini, frequentando il Collegio Alberoni, era seguito dal direttore spirituale padre Amedeo Rossi, che era anche insegnante. Alla vigilia dell’ordinazione sacerdotale, si confronta con lui. “Il mio desiderio era di fare il missionario in Africa – confidava padre Perini nell’intervista al periodico della basilica antoniana – poi però sono sempre rimasto all’Alberoni, anche per i compiti di insegnante e altre funzioni.
