«Chi viene di notte»: il 17 i Sabati della comunicazione
di Redazione  
13 Ottobre 2026

«Chi viene di notte»: il 17 i Sabati della comunicazione

Il sacerdote milanese don Luca Fossati, docente di comunicazione religiosa alla Scuola di teologia per laici, guida al Seminario vescovile di via Scalabrini 67 a Piacenza due incontri de “I Sabati della comunicazione” il 17 ottobre e il 14 novembre dalle 9.30 alle 12 sul tema “Chi viene di notte. Comunicare sulla soglia”, legato al percorso dell’anno pastorale.

L’obiettivo

L’obiettivo dell’iniziativa non è insegnare semplicemente a “usare meglio i social”, ma aiutare le comunità a osservare la propria comunicazione dal punto di vista di chi arriva per la prima volta, magari con esitazione, domande o esperienze di fragilità.

I Sabati della comunicazione,
il programma del 17

La prima mattinata, “La parrocchia vista da Nicodemo. Le soglie invisibili”, è dedicata all’esperienza di chi incontra la comunità attraverso un sito, una pagina social, una telefonata, una richiesta sacramentale o l’ingresso fisico in chiesa. Dopo un breve inquadramento teorico, i partecipanti lavoreranno in gruppi su alcuni profili realistici: un genitore che accompagna il figlio al catechismo, una persona che deve organizzare un funerale, un adulto che vorrebbe riavvicinarsi alla fede o una famiglia appena arrivata. Attraverso una semplice mappa del percorso, individueranno ostacoli, linguaggi poco comprensibili e possibili miglioramenti.

La seconda mattinata, “Le 23.47. Rispondere a chi viene di notte”, affronterà l’accoglienza delle domande che oggi raggiungono parrocchie, sacerdoti e operatori anche attraverso WhatsApp, email e social. Il laboratorio partirà da messaggi e situazioni concrete, chiedendo ai partecipanti di elaborare risposte capaci di accogliere, comprendere e orientare senza giudicare, senza offrire formule automatiche e senza oltrepassare i limiti del proprio ruolo.

 

sabati della comunicazione

La locandina di annuncio dei Sabati della Comunicazione.

Il metodo

Ogni incontro alternerà una parte introduttiva, l’analisi di casi, il lavoro a piccoli gruppi e la restituzione comune. In questo modo non si porteranno a casa soltanto contenuti teorici, ma strumenti immediatamente utilizzabili: una mappa delle soglie della propria comunità, una checklist per verificare linguaggi e canali e un primo protocollo di accoglienza digitale.