Pellegrinaggio diocesano ad Assisi sulle orme di San Francesco
di Riccardo Tonna  
10 Ottobre 2026

Pellegrinaggio diocesano ad Assisi sulle orme di San Francesco

Entrare nel cuore dell’esperienza umana e spirituale di San Francesco per lasciarsi accompagnare da lui in un cammino di rinnovamento interiore. È stato questo il filo conduttore della seconda giornata del pellegrinaggio della diocesi di Piacenza-Bobbio ad Assisi, sulle orme di San Francesco, nell’ottavo centenario della sua morte.

La mattinata di sabato 10 ottobre è iniziata alle 8.30 con la celebrazione della messa nella Basilica Superiore di San Francesco, presieduta dal vescovo mons. Adriano Cevolotto e concelebrata dai sacerdoti diocesani che accompagnano il gruppo dei circa 150 pellegrini. La liturgia è stata guidata dal maestro delle cerimonie diocesano, Dario Carini.

Un momento intenso di preghiera e di ascolto della Parola, nel quale la figura di Francesco è stata proposta non soltanto come esempio da ammirare, ma come compagno di viaggio capace di illuminare l’esperienza di ciascuno.

Diventare creature nuove

Nell’omelia, mons. Cevolotto ha invitato i presenti ad andare oltre una conoscenza esteriore del Santo, per entrare più profondamente nella sua vicenda umana e spirituale. Non si tratta soltanto di ripercorrere i luoghi di Francesco, ma di lasciarsi condurre da lui dentro la propria esperienza di vita, riscoprendo le domande, le fragilità e le possibilità di cambiamento che abitano ogni persona.

Al centro della riflessione, il significato dell’essere “creatura nuova”: non una semplice trasformazione superficiale, né il risultato di uno sforzo individuale, ma un’esperienza di rinascita e rigenerazione che ha origine nell’incontro con il Signore.

Un altro passaggio significativo dell’omelia ha riguardato il rapporto con i propri limiti. Diventare creature nuove significa anche riconoscersi fragili, senza vivere la propria debolezza come qualcosa da nascondere o da negare.

L’esperienza di San Francesco

L’esperienza di Francesco insegna che la vita spirituale non coincide con la ricerca di una perfezione individuale, ma con la disponibilità a lasciarsi amare e trasformare da Dio, accettando la propria condizione umana.

Francesco diventa così – per il vescovo Cevolotto – testimone di un modo nuovo di stare al mondo, con la semplicità e la meraviglia richiamate dal Vangelo attraverso lo sguardo dei piccoli. Uno sguardo libero dalle pretese di possesso e di dominio, capace di accogliere la realtà senza volerla piegare ai propri schemi.

 

san francesco

Il gruppo dei pellegrini piacentini davanti alla basilica di San Francesco.

Dalla Basilica di San Francesco
ai luoghi della conversione

Al termine della celebrazione eucaristica, il pellegrinaggio è continuato con un programma intenso sotto l’attenta regìa di Valeria Perini, responsabile dell’Ufficio Pellegrinaggi diocesano, che ha curato l’organizzazione nei minimi dettagli. I partecipanti hanno quindi, con l’aiuto della guida, appofondito la conoscenza del patrimonio storico, artistico e spirituale custodito nella basilica Inferiore e quella Superiore di San Francesco ad Assisi.

Attraverso le opere d’arte, gli affreschi e gli spazi che raccontano la vita del Santo, la visita ha offerto l’occasione per rileggere la sua vicenda alla luce della fede e della testimonianza lasciata alla Chiesa e al mondo.

 

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I Pellegrini piacentini nel loro percoro ad Assisi.

Nel pomeriggio, il gruppo ha raggiunto San Damiano, luogo particolarmente significativo per il cammino di conversione di Francesco. Qui il Santo maturò alcune delle scelte decisive della propria vita e comprese progressivamente la chiamata del Signore, in un’esperienza destinata a segnare profondamente la storia del francescanesimo.

 

San farncesco

I pellegrini raggiungono San Damiano.

La tappa successiva è stata la Basilica di Santa Maria degli Angeli, che custodisce la Porziuncola, uno dei luoghi più cari al Poverello. Tra queste mura Francesco comprese più chiaramente la propria vocazione, accolse santa Chiara e i primi frati e maturò il desiderio di una vita interamente dedicata al Vangelo.

La testimonianza di una vocazione

La giornata si è conclusa proprio a Santa Maria degli Angeli, nella parrocchia omonima, con un momento di testimonianza, riflessione e dialogo.
Protagonista dell’incontro è stato fra Gabriele, che ha raccontato ai pellegrini la propria vocazione, offrendo l’occasione per confrontarsi sul modo in cui la chiamata del Signore si manifesta nella vita di ciascuno.

San Francesco e la sua attualità

Un momento di condivisione che ha permesso di collegare la vicenda di Francesco alle esperienze di oggi, mostrando come la scelta di seguire il Vangelo continui a prendere forma attraverso storie personali, domande, discernimento e disponibilità a mettersi in cammino.

Ultima tappa, La Verna

Il cammino della diocesi di Piacenza-Bobbio prosegue domenica 11 ottobre verso La Verna, il santuario toscano dove Francesco ha ricevuto le stimmate, le piaghe del Crocifisso impresse nel suo corpo. Un’ultima tappa che vuole condurre i pellegrini a confrontarsi con uno dei momenti più profondi della vita del Poverello, nel quale la sua unione con Cristo ha raggiunto un’intensità del tutto particolare.