«Conoscete e pregate la beata Leonella»
“Non possiamo pregare qualcuno che non conosciamo”. È netta suor Luz Mery Restrepo, missionaria della Consolata e postulatrice della causa di canonizzazione della beata Leonella Sgorbati. Il 17 settembre sono vent’anni dal martirio della religiosa nativa di Rezzanello, uccisa a Mogadiscio, in Somalia, all’uscita dall’ospedale S.O.S. Kinderdof International dove era insegnante dei futuri infermieri “in mezzo a una situazione sfidante – sottolinea suor Luz Mery – che lei seppe accogliere con perseveranza e fortezza, nonostante la dinamica ostile anticristiana che si era sviluppata nel Paese”.
Le ultime parole di suor Leonella – “perdono, perdono, perdono” – non nascono dal nulla. Sono “il gesto estremo di amore e riconciliazione maturato lungo tutta un’esistenza, a partire dai valori di fede, dedizione e carità appresi in famiglia e nella casa d’origine, a Rezzanello”, riflette la postulatrice.
Suor Luz Mery Restrepo, postulatrice, durante un incontro on line sulla beata Leonella.
— Suor Luz Mery, a che punto siamo nel processo di canonizzazione?
Per la canonizzazione è necessario attribuire alla intercessione della beata Leonella un miracolo, che deve essere verificato secondo i parametri del Dicastero delle cause dei santi. Ci sono arrivate diverse testimonianze di grazie, che stiamo approfondendo. Avevamo anche un caso di guarigione, ma la perizia ha rivelato che mancavano alcuni requisiti.
Quel che è importante, adesso, è far conoscere la beata Leonella, aiutare le persone ad approfondire la sua spiritualità. Non si può pregare qualcuno che non si conosce. Abbiamo realizzato diversi incontri on line – disponibili sul canale You Tube della Congregazione – in cui abbiamo riflettuto ad esempio sul tema del perdono, sull’amore di Leonella per l’Eucaristia. Abbiamo preparato anche un rosario meditato con le riflessioni della beata Leonella e una traccia di Adorazione Eucaristica, accompagnata dalla vita della Beata.
— Leonella sapeva bene che la Somalia era pericolosa: “c’è una pallottola con sopra il mio nome”, aveva scritto. Perché è rimasta comunque?
Suor Leonella già nel momento della consacrazione religiosa – lo leggiamo negli scritti – aveva descritto il suo programma di vita: “Io spero che un giorno il Signore nella sua bontà mi aiuterà a dargli tutto o… se lo prenderà... Perché Lui sa che questo io realmente voglio”. A vent’anni dal martirio, queste parole risuonano con una forza e un’attualità ancora più eqloquenti. Anticipano la radicalità della sua chiamata, il desiderio di far sì che ogni persona potesse conoscere l’amore di Dio. Nel diario, nel 2022, all’inizio della sua missione da pendolare tra Kenya e Somalia, lo ha scritto a chiare lettere: “La missione Somalia è ciò che Tu mi chiedi ora. Ti dono la mia vita in tutto e per tutto come Tu desideri.. Mi chiami ad amare Te, ad amare le Sorelle, ad amare la gente, i Fratelli dell’Islam… Possiedimi Signore e ama in me… Che io sia una cosa sola in Te e Tu possa donare la gioia di sentirsi amati da Te”.
Le missionarie della Consolata quest’estate a Rezzanello di fronte al mistadello dedicato alla beata Leonella Sgorbati.
— Sta anche in questo la forza della sua testimonianza, soprattutto in un mondo lacerato come è quello di oggi?
Chi l’ha conosciuta la descrivere come una donna serena, dinamica, un’infermiera apprezzata, testimone di un amore vissuto in Cristo, capace di superare ogni barriera. Con suor Leonella è morta la sua guardia del corpo, un musulmano somalo: è segno che è possibile vivere insieme. Certo, come aveva sottolineato nell’omelia dei funerali mons. Giorgio Bertin (oggi vescovo emerito di Gibuti e amministratore apostolico emerito di Mogadiscio, nda) “al fine di vivere in un mondo rinnovato, è necessario un continuo cambiamento di cuore e l’apertura verso l’altro”.
— Pregare la beata Leonella ci impegna insomma a cambiare noi per primi…
Commemorare il martirio non vuol dire celebrare la morte, ma innalzare un canto alla vita che ci sprona a vivere come lei: con fede, amore, in un continuo abbandono a Dio. È il volto autentico della fede cristiana, dove la potenza si manifesta nella debolezza e nel perdono, espressione di un amore più forte dell’odio.
— E alla Chiesa, cosa dice la beata Leonella?
Il suo sacrificio è uno stimolo a essere una Chiesa coraggiosa, capace di annunciare il Vangelo soprattutto nelle periferie segnate da conflitti, sofferenze e divisioni. La testimonianza della beata Leonella insegna che l’amore di Cristo non conosce confini e che il perdono, persino nelle situazioni più drammatiche, resta una forza capace di spezzare la catena della violenza.
Il testo della preghiera per chiedere intercessione alla beata Leonella Sgorbati.
A Piacenza messa il 29 settembre
La beata Leonella Sgorbati verrà ricordata a Piacenza nel contesto della Messa Missionaria mensile itinerante negli istituti religiosi cittadini, iniziativa promossa dal Centro missionario diocesano con Usmi. L’appuntamento sarà martedì 29 settembre alle ore 17 nella cappella dell’istituto delle Suore missionarie di San Carlo-Scalabriniane in piazzetta San Savino.
Nella vicina basilica di San Savino è invece custodito il dipinto realizzato per la beatificazione nel 2018 dal pittore Leonardo Girardi.
