Maria Teresa Silvotti, una donna impegnata in parrocchia e nel sociale
Dopo una lunga esistenza di bontà e di fede, circondata dall’affetto dei suoi cari, è morta nei giorni scorsi Maria Teresa Silvotti. Il ricordo nelle parole di Pietro Scottini.
Ricordare Maria Teresa, morta all’età di 97 anni, parrocchiana di San Paolo, senza farle un torto non mi è facile perché sono certo che quello che sto per scrivere non credo avrebbe avuto la sua piena approvazione. Spero che mi perdonerà.
Donna del silenzio e della preghiera
Nelle non frequenti occasioni di dialogo, a casa sua, di qualche tempo fa, Maria Teresa mi confessava che l’essere rimasta da sola in casa, dopo la morte della sorella Anna Maria, le consentiva di riempire le giornate dedicando maggiore tempo al silenzio e alla preghiera personale. Queste due attività che tessevano le sue giornate le davano tanta pace e serenità d’animo. Ai ritmi quotidiani di vita, passati in compagnia della badante Danja, aggiungeva spesso la meditazione della Parola di Dio e l’ascolto, attraverso la televisione, della messa.
Donna della comunità parrocchiale
e diocesana
Per tanti anni, non so dire quanti, Maria Teresa Silvotti ha dedicato parte del suo tempo a partecipare attivamente alla vita parrocchiale. La sua è stata sempre, salute permettendo, una presenza costante nei momenti più significativi, sia quelli liturgico-sacramentali, sia quelli di festa e di aggregazione parrocchiale.
Particolare risalto dava alla sua festa di compleanno che volentieri festeggiava nel mese di gennaio, al mattino, dopo la messa domenicale, insieme al parroco don Bruno e agli adulti con il rito del caffè. Cercava di non mancare mai agli appuntamenti di catechesi e di formazione; usciva da questi, a suo dire, sempre edificata e serena per aver avuto l’occasione di arricchire la sua fede e la sua cultura.
Con assiduità e disponibilità forniva un servizio prezioso alla comunità parrocchiale come ministro straordinario della Comunione visitando i malati e gli anziani. Non potendo partecipare alle numerose iniziative e appuntamenti significativi dell’Unità pastorale e della diocesi, si informava, non solo attraverso le narrazioni scritte sul “Nuovo Giornale” ma ascoltando, con interesse, chi aveva potuto partecipare in presenza.
La consegna del Paliotto di San Paolo a Maria Teresa Silvotti il 25 gennaio 2015.
Maria Teresa Silvotti, una donna della carità
Il servizio caritativo di Maria Teresa Silvotti si è svolto, quello visibile, attraverso la partecipazione attiva alla Conferenza di San Vincenzo. Quello nascosto è probabilmente molto di più ma di quello e di questo il Signore avrà tenuto sicuramente conto.
Donna del sociale
Nonostante le apparenze che le davano un’aria distaccata, Maria Teresa seguiva, con interesse e spirito equilibrato, la vita civile e sociale della città e dell’Italia. Non mancava mai, fino a quando le forze glielo hanno permesso, agli appuntamenti elettorali e referendari; considerava un suo dovere morale esprimere il voto e nell’incertezza o nel dubbio si faceva consigliare da persone di sua fiducia.
La sofferenza di Maria Teresa
Più di una volta da Maria Teresa ho sentito dire, con serenità che “desiderava morire” per raggiungere i suoi cari che l’avevano preceduta. Non era la stanchezza di vivere, non era la liberazione dalla sofferenza e malattia che pesavano sempre di più, soprattutto negli ultimi tempi, ma perché la sua esistenza aveva avuto, a suo dire, la sua piena realizzazione.
