Viaggio tra le chiese. Santa Brigida, la chiesa dei pellegrini e della Pace di Costanza
di Riccardo Tonna  
03 Agosto 2026

Viaggio tra le chiese. Santa Brigida, la chiesa dei pellegrini e della Pace di Costanza

 

In piazza Borgo, un luogo molto attraversato dai piacentini, c’è una chiesa che merita attenzione: Santa Brigida, un edificio sacro  che  continua a raccontare una storia che attraversa più di mille anni. Chi si ferma ad osservarla, oggi resa ancora più interessante da una nuova disposizione liturgica, scopre una delle chiese più antiche della città, profondamente legata alla Via Francigena, ai pellegrini e persino a uno degli avvenimenti politici più importanti del Medioevo italiano.

 

Santa Brigida

Santa Brigida guarisce una cieca: dipinto di Pier Francesco Ferrante.

In origine un vecchio hospitale

Le origini di Santa Brigida risalgono infatti al IX secolo. La tradizione racconta che già nell’850 il vescovo Donato di Fiesole, di origine scozzese, la donò al monastero di Bobbio, facendone un luogo di accoglienza per i viandanti provenienti dal Nord Europa e diretti verso Roma. Accanto alla chiesa sorse infatti un hospitale, dove i pellegrini trovavano riposo e assistenza prima di riprendere il cammino lungo la Via Francigena.

Anche il quartiere conserva nella sua stessa denominazione il ricordo di quel passato. Piazza Borgo era infatti un sobborgo esterno alle mura medievali, popolato da mercanti, artigiani e botteghe. Qui arrivavano viaggiatori, commercianti e pellegrini, rendendo questa zona uno dei punti più vivaci della Piacenza medievale.

 

La storia della chiesa di Santa Brigida

Quella di Santa Brigida è una storia fatta di rinascite. Nel 1140 un violento incendio devastò il borgo e non risparmiò nemmeno la chiesa, che dovette essere ricostruita. Ma fu proprio dopo quella prova che questo piccolo edificio entrò nelle pagine della grande storia. Il 21 gennaio 1185, infatti, tra le sue mura venne ratificata dalla Lega Lombarda la Pace di Costanza, l’accordo che pose fine al lungo conflitto con l’imperatore Federico Barbarossa, dopo le trattative svoltesi nella basilica di Sant’Antonino. Un avvenimento che trasformò Santa Brigida in una silenziosa testimone di uno dei momenti più significativi della storia medievale italiana.

Anche nei secoli successivi la chiesa conobbe vicende alterne. Nel Seicento fu affidata ai Padri Barnabiti, che la custodirono fino all’età napoleonica. Furono anni di vita intensa, interrotti però dalle soppressioni degli ordini religiosi. Tra il 1812 e il 1817 Santa Brigida fu addirittura adibita a deposito del sale, una destinazione che provocò gravi danni agli affreschi e agli intonaci. Solo alla fine dell’Ottocento iniziò un lungo e accurato restauro che le restituì il volto medievale: vennero eliminate molte aggiunte barocche e fu realizzata l’attuale facciata neogotica in mattoni a vista, progettata dall’architetto Perreau.

 

Santa Brigida

L’interno della chiesa di Santa Brigida.

La facciata e l’interno

Osservata dalla piazza, Santa Brigida si presenta con una bellezza discreta, priva di eccessi. La facciata in mattoni a vista richiama immediatamente il gusto medievale, con i suoi contrafforti, gli eleganti archetti pensili in cotto e il grande rosone che cattura lo sguardo. Sopra il portale, la lunetta con l’immagine della santa accoglie simbolicamente chi entra. Più recente, invece, il campanile: quello originario non esiste più e l’attuale venne inaugurato nel 1951.

 

Santa Brigida

La Cappella del Crocifisso all’interno della chiesa di Santa Brigida.

Varcata la soglia, il rumore della piazza lascia spazio al silenzio. Le tre navate, scandite dai grandi pilastri in mattoni, trasmettono un senso di raccoglimento e raccontano l’anima medievale della chiesa, riportata alla luce dai restauri ottocenteschi. L’interno custodisce opere di grande valore artistico, tra cui il Martirio di Sant’Andrea di Camillo Gavasetti, la tela di Pier Francesco Ferrante che raffigura Santa Brigida mentre ridona la vista a una donna cieca e la cappella del Crocifisso, impreziosita dagli affreschi realizzati nel 1701 da Robert De Longe con l’Ascensione di Cristo e completata dalle tele di Felice Boselli e Giovanni Battista Rubini. Insieme, queste opere accompagnano il visitatore in un percorso dove arte, fede e storia si intrecciano con naturalezza.

 

Santa Brigida

L’Ascensione di Cristo. Affreschi di Robert De Longe nella Cappella del Crocifisso in Santa Brigida.

Chiesa di Santa Brigida e il legame con l’Irlanda

La dedicazione a Santa Brigida d’Irlanda non è casuale. La santa, vissuta tra il V e il VI secolo e venerata come una delle patrone dell’Irlanda insieme a san Patrizio, richiama il profondo legame che Piacenza ebbe con i pellegrini provenienti dalle terre del Nord. Per secoli questo luogo è stato una porta aperta sulla città, un punto di incontro tra popoli, lingue e culture diverse, unite dalla stessa meta e dalla stessa fede.
Oggi Santa Brigida continua a dominare Piazza Borgo con discrezione. Chi entra vi trova un luogo di silenzio nel centro storico, dove la memoria dei pellegrini, della Pace di Costanza e della lunga storia della città sembra ancora accompagnare il passo di chi varca la sua soglia. Una chiesa che ricorda come Piacenza sia stata, fin dal Medioevo, terra di accoglienza, di incontro e di pace.

In ricordo di don Pietro Paolo Rezzoagli
Diocesi, ...
di Redazione 
29 Luglio 2026
È morto sabato 2 maggio don Pietro Paolo Rezzoagli, sacerdote diocesano originario di Torrio, nell’Alta Val d’Aveto piacentina. Aveva 79 anni. Nato il...