Filippazzi: affidamento a Maria nel segno della speranza e di Scalabrini
Un pomeriggio di preghiera, memoria e affidamento, ha riunito, domenica 2 agosto, numerosi fedeli alla Cappella del Voto di Filippazzi di Perino, santuario mariano della diocesi di Piacenza-Bobbio, in occasione del ricordo della Madonna di Fatima, venerata a Filippazzi. La celebrazione solenne delle 16 è stata presieduta dal vicario generale della diocesi, don Giuseppe Basini, affiancato da padre Mario Toffari, direttore Ufficio Migrantes, da padre Gianni Borin, superiore della Casa Madre dei Missionari Scalabriniani, dal parroco di Perino don Costantino Dadda e dal parroco di Ponte dell’Olio don Alphonse Lukoki.
Al termine della messa si è svolta la tradizionale processione con la statua della Madonna di Fatima, accompagnata dagli Alpini di Perino, seguita dall’Atto di affidamento al Cuore Immacolato di Maria, momento particolarmente intenso e partecipato.
A rendere ancora più significativa la celebrazione è stata la presenza del busto reliquia san Giovanni Battista Scalabrini, portato dai Missionari Scalabriniani, collocato davanti all’altare in occasione del 150° anniversario della sua ordinazione episcopale.
Il busto di San Scalabrini davanti all’altare esterno della Cappella del voto a Filippazzi.
Cappella del voto di Filippazzi, un santuario
di consolazione e di pace
Nel corso dell’omelia, don Basini ha ricordato anzitutto il significato profondo della Cappella del Voto, nata dal desiderio di Giovanna Mazzocchi Boselli, madre di tre sacerdoti, di trasformare il dolore per la morte del figlio don Giuseppe, scomparso in un incidente stradale, in un segno di speranza per tutti.
“Questo santuario – ha sottolineato – continua ad essere un luogo di consolazione e di pace per i familiari delle vittime della strada e per quanti portano nel cuore il peso della sofferenza, dalle vittime della pandemia a quelle delle calamità naturali. È il segno che il Signore sa trarre vita anche dalla morte, donando speranza e coraggio per continuare il cammino”.
Il vicario generale ha poi ricordato come la festa sia coincisa con la Solennità del Perdono di Assisi, cuore dell’VIII Centenario francescano. Un invito, ha spiegato, a lasciarsi riconciliare con Dio e con i fratelli, perché il perdono ricevuto e donato diventi “un seme di vita nuova” capace di costruire pace in un tempo segnato da guerre e divisioni.
I celebranti con don Giuseppe Basini che hanno presieduto la messa per la Madonna di Fatima titolare della Cappella del voto a Filippazzi.
Il ricordo di San Scalabrini
Ampio spazio è stato dedicato, dal celebrante, alla figura di san Giovanni Battista Scalabrini, di cui quest’anno ricorre il 150° anniversario dell’ordinazione episcopale. Don Basini ha ricordato il suo instancabile ministero come vescovo di Piacenza e la profonda devozione mariana che caratterizzò tutta la sua vita. Per Scalabrini, infatti, la vita cristiana poggiava su tre pilastri: l’Eucaristia, la Croce e la Vergine Maria.
“Maria – ha spiegato don Giuseppe – fu per il santo piacentino la Madre del cammino, presenza consolatrice accanto ai migranti costretti a lasciare la propria terra. Una figura di straordinaria attualità anche oggi, davanti ai drammi delle migrazioni e alle tante forme di sfruttamento che continuano a colpire i più deboli”.
La moltiplicazione dei pani
Commentando poi la liturgia della Parola, don Basini ha invitato i fedeli a interrogarsi su ciò che davvero nutre il cuore dell’uomo. Riprendendo la domanda del profeta Isaia – “Perché spendete denaro per ciò che non è pane?” – ha osservato come anche oggi si rischi di cercare risposte e felicità in ciò che non sa saziare il desiderio più profondo di essere amati, riconosciuti e accolti.
“Il Vangelo della moltiplicazione dei pani – sintetizziamo le parole di don Basini – diventa così una scuola di fede. I discepoli vedono soltanto la scarsità dei mezzi; Gesù, invece, insegna a partire da ciò che si possiede. Cinque pani e due pesci sembrano poca cosa, ma nelle mani del Signore diventano abbondanza. Anche noi spesso dimentichiamo ciò che Dio può realizzare con il poco che siamo disposti a offrirgli. Le dodici ceste avanzate – ha concluso il vicario generale – sono il segno concreto della fedeltà di Dio, capace di trasformare la povertà dell’uomo in una sovrabbondanza di grazia”.
I fedeli presenti alla messa in onore della Madonna di Fatima a Filippazzi.
Fraternità e comunione
Durante la celebrazione le offerte raccolte sono state destinate a un orfanotrofio in Sudafrica, un gesto concreto di solidarietà che ha dato ulteriore significato alla festa. Al termine della liturgia il sindaco di Coli, Ester Pugni, ha rivolto un sentito ringraziamento alla famiglia Boselli, promotrice e custode della Cappella del Voto, agli organizzatori, al gruppo Alpini di Perino, al coro che ha animato la liturgia e a tutti i volontari che hanno reso possibile la festa. Tra le autorità presenti anche il sindaco di Gragnano Trebbiense, Patrizia Calza.
A tutti i partecipanti è stato inoltre donato il volume “Il Santo dei migranti. Giovanni Scalabrini, vescovo e fondatore”, dedicato alla figura del santo piacentino.
La giornata si è poi conclusa in un clima di fraternità con l’animazione musicale del gruppo “Gli Punciasporchi” e con la tradizionale lotteria, prolungando la festa in un momento di incontro e condivisione per l’intera comunità.
