Le donne dalla Resistenza ad oggi descritte da Albertina Soliani
di Redazione  
14 Settembre 2026

Le donne dalla Resistenza ad oggi descritte da Albertina Soliani

 

Albertina Soliani ospite a Campremoldo Sotto per parlare di donne e politica.

Chi organizza oggi il sogno che mosse le donne protagoniste della Resistenza e poi del secondo dopoguerra?
Quel sogno che le convinse a mettersi in gioco nonostante non godessero ancora del diritto di voto?
Che le rese determinanti nella scelta della Repubblica, che determinò il loro impegno nell’Assemblea Costituente e poi, nei decenni successivi, in Parlamento, nella proposta e nel sostegno di leggi attuative dei principi costituzionali di uguaglianza sostanziale?

Albertina Soliani, tante donne ricordate

Queste le forti domande scaturite in occasione dell’incontro con Albertina Soliani a Campremoldo Sotto nel Comune di Gragnano. L’ex parlamentare, oggi vice presidente di Anpi, sollecitata dalle domande di Iara Meloni, storica piacentina, ha illustrato alcune delle tappe più significative, e a tratti emozionanti, del protagonismo femminile che tanto ha contribuito a dare vita ad una Repubblica più giusta, coesa e attenta ai problemi sociali e del welfare.

Tante le donne ricordate: quelle dell’Udi, di sinistra, e quelle cattoliche del Cif, determinate nella richiesta del riconoscimento dell’elettorato attivo e passivo, quelle meno conosciute come Paolina Passaglia, staffetta partigiana nata a Gragnano e quelle diventate simbolo del protagonismo femminile, come Tina Anselmi, da staffetta a primo ministro donna della Repubblica, ricordate in premessa dalla sindaca Patrizia Calza in apertura. Dalla piacentina Ida Paola Masera alla prima presidente della Camera, Nilde Iotti.

Le battaglie delle donne nel racconto
della Soliani

Davvero emozionanti alcuni dei ricordi: le file di donne composte davanti ai seggi elettorali in attesa del voto, l’abbraccio composto delle 21 donne componenti l’Assemblea Costituente, scese nell’emiciclo quando fu approvato l’articolo 11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali”.

Quindi la battaglia per il no all’abolizione del divorzio in occasione del referendum del ‘74 e la riforma del diritto di famiglia del ‘75 con l’affermazione di una reale e sostanziale parità tra donne e uomini nel matrimonio. Davvero una storia lunga quella dell’emancipazione femminile così come quella della democrazia.

Donne ancora in lotta per la libertà

Senza tacere di chi ancora oggi resiste e combatte per i diritti delle donne e per le libertà individuali come Narges Mohammadi o Shirjn Ebadi iraniane, rispettivamente premi Nobel per la Pace nel 2023 e nel 2003, o Aung San Suu Kyi, Birmana, ripetutamente arrestata, destituita dalla dittatura militare e attualmente prigioniera in una residenza sconosciuta.

Proprio Aung San Suu Kyi è convinta che i valori spirituali e morali siano invulnerabili a qualunque dittatura poiché “il valore e la forza di un popolo dipendono dalla sua ricchezza morale, dalla dignità umana e dalla coesione interiore piuttosto che dalla mera potenza materiale”.

Il messaggio della Soliani

La speranza, ha concluso la Soliani, nasce dal fatto che possiamo contare su secoli di donne e anche di uomini straordinari e quindi che anche noi possiamo ritrovare quella forza d’animo e quella consapevolezza etica e quei valori spirituali e morali che sostennero gli italiani e le italiane nella loro battaglia per la democrazia e la libertà.

All’incontro, organizzato dalla sezione Anpi della Val Luretta in collaborazione col Comune di Gragnano e ospitato, a causa delle sfavorevoli condizioni meteorologiche nella chiesa di San Lorenzo, ha fatto seguito una ricca “pastasciuttata“ presso l’osteria Bianchi.
L’appuntamento è per l’anno prossimo in occasione del centenario della nascita di Tina Anselmi.