Il cardinale Silvio Oddi e l’arte della diplomazia
Alcune coincidenze fanno riflettere. Il 1° luglio 2001 il cardinale Darío Castrillón Hoyos, allora prefetto della Congregazione per il clero, celebrava a Piacenza i funerali del cardinale Silvio Oddi (già, a sua volta, prefetto della stessa Congregazione): lo faceva in rappresentanza di papa Giovanni Paolo II, che di Oddi (nel telegramma di condoglianze) aveva scritto: “Egli lascia il ricordo di una vita spesa nell’adesione coerente e generosa alla propria vocazione quale sacerdote attento alle necessità degli altri e pastore fedele al Vangelo e alla Chiesa”.
Passato e presente
Tra i compiti più impegnativi di una straordinaria carriera diplomatica, il cardinale Oddi aveva cercato di ricucire lo strappo con il cardinal Marcel Lefebvre: il fondatore (nel 1970) della Fraternità Sacerdotale San Pio X – già sospeso a divinis nel 1976 da papa Paolo VI – fu scomunicato il 1° luglio 1988, il giorno dopo la consacrazione di quattro vescovi senza l’autorizzazione di papa Giovanni Paolo II.
Fu il primo apice di uno scontro, nato dal rifiuto di riforme e dottrine introdotte dal Concilio Vaticano II, che – nonostante gli importanti passi fatti dai pontefici successivi – ha avuto un nuovo culmine lo scorso 1° luglio 2026, quando la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consacrato quattro nuovi vescovi, senza il mandato di Papa Leone XIV, a Écône in Svizzera.
Tra le persone che hanno conosciuto da vicino il cardinale Oddi c’è il morfassino Gian Francesco Tiramani, esperto di soccorso e regista di “Seventyfive BPM” e “Briciole al cielo”: “Proprio il cardinale Oddi – ricorda – ebbe un ruolo importante in questa storia che va avanti dal 1970. Pur sempre fedele alla Chiesa di Roma, dichiarò di comprendere le ragioni del vescovo francese pur non condivivendone le azioni, affermando che Lefebvre aveva agito «guidato da un amore per la Chiesa troppo grande».”
I tentativi di riconciliazione
Per Tiramani, “il cardinale Oddi voleva trovare assolutamente una riconciliazione con i tradizionalisti che rifiutavano le conclusioni del Concilio Vaticano II e, proprio per questo, si adoperò con tutte le forze per ricucire lo strappo, dopo la scomunica di papa Giovanni Paolo II.
Fu poi papa Benedetto XVI, nel 2009 a togliere la scomunica ai quattro vescovi ordinati nel 1988, precisando che non si trattava, però, di riconoscere valore canonico alla Fraternità San Pio X”.
“Come papa Leone pochi giorni fa, anche papa Giovanni Paolo II – ricorda Tiramani – inviò una lettera accorata ai lefebvriani, il giorno prima della nomina dei quattro vescovi nel 1988, invitandoli a desistere da un atto di scissione forse definitivo”. “Personalmente – ipotizza Gian Francesco Tiramani – penso che forse, con la celebre capacità diplomatica e il convinto desiderio di riconciliazione che aveva Oddi (che, pur non rinunciando alle sue posizioni tradizionaliste, è restato fedele a Roma sino all’ultimo), forse non si sarebbe arrivati a questo punto”.
Le sfide a scopa e a bocce nella Morfasso del cardinal Silvio Oddi
“Ho sempre un ricordo molto caro – prosegue Tiramani – del nostro cardinale, che non mancava occasione di tornare nella sua Morfasso. Nel 1948 vi accompagnò anche il di lì a poco papa Giovanni XXIII che, viste le poche luci del paese da Guselli, lo battezzò «il paese delle 7 luci»”.
La visita a Morfasso del futuro papa Giovanni XXIII Roncalli, del quale Oddi (a destra) era segretario: lo scatto risale al 17 settembre 1948.
“Appena arrivato – ricorda Tiramani – toglieva la porpora e metteva la tonaca nera «da parroco», e non disdegnava le interminabili partite a scopa o le mitiche sfide a bocce. Mi coinvolgeva spesso quando aveva qualche nuovo arrivo nella sua villa- museo ed era appassionato alle mie fotografie in bianco e nero, tanto che nel 1994 mi chiese di spostare l’inaugurazione della mostra nella chiesa antica (coincidenza: proprio dove ora lui è sepolto…) per esserci di persona, per poi chiedere di visitarla da solo con me, prima di aprire al pubblico. In occasione del conclave dell’agosto del 1978 per l’elezione di papa Luciani, Oddi fu indicato tra i 12 papabili e la Rai (con la quale stavo iniziando una collaborazione) organizzò un’intervista telefonica a casa mia”.
Un evento della Pubblica assistenza Croce verde di Morfasso (nata nel 1981, fu la prima nella nostra provincia) nella scuola del paese: da sinistra, il fondatore e segretario Gian Francesco Tiramani, il sindaco Giulio Molina, il presidente della Croce verde Carlo Secchi,, il presidente regionale Anpas Abati e il cardinale Silvio Oddi
Il 9 agosto messa ed evento a Morfasso
Oddi sarà ricordato domenica 9 agosto con una messa (alle ore 18) alla chiesa vecchia di Morfasso – dove è sepolto – e con l’evento serale (alle ore 21) che simbolicamente si svolgerà tra la chiesa vecchia e la chiesa nuova: ci saranno alcuni filmati inediti, gli interventi di don Gianni Quartaroli e del sindaco di Morfasso Paolo Calestani e dediche musicali dal vivo, infine la proiezione di “Briciole al cielo”.
La locandina degli appuntamenti del 9 agosto a Morfasso
«Lacerare la Tunica di Cristo è un peccato di estrema gravità»
“Prego per voi perché lacerare la Tunica inconsuntile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio”. è una parte della lettera con la quale papa Leone XIV aveva rivolto un accorato appello alla Fraternità Sacerdotale San Pio X chiedendo di non procedere con la consacrazione – poi avvenuta – di quattro nuovi vescovi senza mandato pontificio. Con “l’atto di natura scismatica” – così un documento a firma del cardinale prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede definisce il rito celebrato il 1° luglio scorso – si ripete quanto compiuto nel 1988 da Lefebvre, che nel 1974 definì “novità distruttrici della Chiesa” quelle introdotte Concilio Vaticano II.
Papa Leone XIV
Con il recente decreto dell’ex Sant’Uffizio – lo ricorda, sul proprio sito, anche la diocesi di Piacenza-Bobbio – sono scomunicati sia i consacranti sia i consacrati: sono quindi invalidi il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito, mentre la messa è valida ma illecita. Sono da ritenersi scomunicati i fedeli laici che aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X alle condizioni stabilite nella Nota esplicativa dal Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 1996, ancora vigente e fatta propria dal Dicastero.
Il cardinal Silvio Oddi, ai crocevia della storia
Nato a Morfasso il 14 novembre 1910, Silvio Angelo Pio Oddi entra in seminario a 11 anni e viene ordinato sacerdote il 21 maggio 1933. Nel 1936 si laurea in diritto canonico alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino. Sempre nel ‘36 è destinato alla Delegazione Apostolica in Iran, nel ‘39 in Libano, e poi al Cairo per Egitto e Palestina. Successivamente presta servizio alle nunziature di Istanbul e Belgrado.
Il cardinale Silvio Oddi
Nel ‘53 è eletto arcivescovo titolare di Mesembria: riceve l’ordinazione il 27 settembre, nella cattedrale di Piacenza, dall’allora patriarca di Venezia Angelo Roncalli. Viene poi nominato delegato apostolico a Gerusalemme, in Palestina, Transgiordania e a Cipro.
Nel ‘57 è internunzio apostolico in Egitto, e dal ‘62, nunzio apostolico in Belgio e in Lussemburgo.
Papa Paolo VI lo crea e lo pubblica cardinale nel Concistoro del 28 aprile ‘69. Il 28 settembre ‘79 papa Giovanni Paolo II lo nomina Prefetto della Congregazione per il Clero, incarico che svolge fino al 1986. L’importanza dei ruoli ricoperti lo pone al crocevia di molti passaggi chiave dell’epoca (fu a lui che scrive dal carcere Alì Agca, l’attentatore di papa Giovanni Paolo II), in un carriera che lo vede anche Legato Pontificio per la Patriarcale Basilica di San Francesco in Assisi e figura chiave per i primi passi dell’allora redigendo Catechismo della Chiesa Cattolica.
